Chi è Vittorio Lingiardi, lo psichiatra che scrive poesie d’amore: 2 libri per conoscerlo

Chi è Vittorio Lingiardi, lo psichiatra e psicoanalista che ha portato il linguaggio della scienza nella letteratura e quello della poesia nello studio delle emozioni?

Chi è Vittorio Lingiardi, lo psichiatra che scrive poesie d’amore, 2 libri per conoscerlo

Che cosa può insegnarci uno psichiatra sull’amore? E cosa accade quando uno studioso abituato a osservare il comportamento umano, comprendere i traumi e interpretare le emozioni decide di affidarsi alla poesia per raccontare la propria vita?

Vittorio Lingiardi rappresenta un caso interessante nel panorama culturale italiano, perché nel corso della sua carriera ha costruito un dialogo continuo tra medicina, psicoanalisi, letteratura e arte. Nei suoi libri il corpo diventa un archivio di esperienze, la memoria assume una dimensione fisica e i sentimenti vengono osservati nella loro complessità, senza perdere la forza emotiva che li rende parte della nostra esistenza.

La particolarità del suo percorso risiede proprio nella capacità di attraversare ambiti che siamo abituati a considerare separati. Da una parte troviamo lo studioso che si occupa di diagnosi, personalità e relazioni terapeutiche; dall’altra un autore che scrive poesie, si interessa al cinema e utilizza la letteratura per interrogarsi sul desiderio. È una doppia prospettiva che emerge soprattutto in “Corpo, umano” e “Lezioni di nuoto”, due opere nelle quali la conoscenza scientifica incontra una dimensione profondamente personale.

Chi è Vittorio Lingiardi: dalla psichiatria alla letteratura

Nato a Milano nel 1960, Vittorio Lingiardi è uno psichiatra, psicoanalista e professore ordinario di Psicologia dinamica alla Sapienza Università di Roma. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, conseguita nel 1985, si specializza in Psichiatria e prosegue la propria formazione anche all’estero, frequentando importanti centri clinici e universitari negli Stati Uniti, in Canada e in Francia. Tra il 1988 e il 1998 lavora presso l’Ospedale San Raffaele di Milano, mentre dal 2006 al 2013 dirige la Scuola di specializzazione in Psicologia clinica della Sapienza.

La sua attività scientifica si concentra principalmente sulla valutazione dei disturbi della personalità, sui processi psicoterapeutici e sui meccanismi attraverso cui gli individui costruiscono le proprie relazioni. Lingiardi si è occupato anche di orientamento sessuale, identità di genere e discriminazione, contribuendo alla riflessione sul rapporto tra salute mentale e riconoscimento sociale. Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi contributi scientifici e collaborato a importanti progetti internazionali, tra cui il “Manuale Diagnostico Psicodinamico”, realizzato insieme a Nancy McWilliams e ad altri studiosi.

Accanto alla ricerca universitaria si sviluppa però una seconda attività, quella della divulgazione culturale. Lingiardi scrive per quotidiani e periodici, racconta la psicologia attraverso il cinema e si interessa al modo in cui gli artisti hanno rappresentato le emozioni e i conflitti interiori. Dal 2015 firma la rubrica “Psycho” sul “Venerdì di Repubblica”, dedicata proprio alle relazioni tra cinema e psicoanalisi. Questa attenzione verso le opere artistiche rivela una convinzione che attraversa anche i suoi libri: i comportamenti umani possono essere compresi attraverso molteplici linguaggi, e la narrazione possiede una capacità particolare di dare forma alle esperienze difficili da spiegare.

La battaglia contro i pregiudizi sull’omosessualità

Un aspetto particolarmente significativo dell’attività di Lingiardi riguarda il suo contributo agli studi sull’omosessualità e sull’omofobia. Nel corso degli anni lo psichiatra ha partecipato al dibattito scientifico e culturale sul rapporto tra orientamento sessuale, identità e salute mentale, sostenendo la necessità di distinguere la conoscenza clinica dai pregiudizi che hanno storicamente influenzato il modo di considerare le persone LGBTQIA+.

In “Citizen gay. Affetti e diritti”, pubblicato dal Saggiatore, affronta il rapporto tra riconoscimento sociale, relazioni affettive e diritti. Il volume si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo della psicologia nella comprensione delle diverse forme dell’esperienza umana, richiamando l’attenzione su come la discriminazione possa incidere sul benessere individuale e sulla possibilità di vivere liberamente i propri legami.

Lingiardi ha inoltre spiegato pubblicamente come il superamento della classificazione dell’omosessualità tra i disturbi mentali abbia rappresentato un passaggio fondamentale nella storia della psichiatria. La sua riflessione sposta l’attenzione dal tentativo di giudicare l’orientamento sessuale delle persone allo studio dei meccanismi attraverso i quali nascono il pregiudizio e l’esclusione.

È un elemento importante per comprendere il suo lavoro letterario, perché nei suoi libri il corpo, l’amore e il desiderio vengono esplorati come esperienze individuali che assumono significato anche attraverso lo sguardo degli altri. Il rapporto tra identità personale e aspettative sociali diventa così uno dei punti di incontro tra la sua attività scientifica e la sua ricerca di scrittore.

“Lezioni di nuoto” di Vittorio Lingiardi, Einaudi

“Lezioni di nuoto” è una raccolta poetica pubblicata da Einaudi nel 2026 nella quale Vittorio Lingiardi si confronta con alcuni dei temi più profondi dell’esistenza: l’amore, il tradimento, la perdita, la malattia e il trascorrere del tempo. Il libro assume la forma di un’autobiografia in versi, costruita attraverso immagini quotidiane, ricordi e riflessioni sul rapporto tra il corpo e le emozioni. Il titolo propone una metafora particolarmente efficace, perché imparare a nuotare significa acquisire la capacità di muoversi in un elemento che può accoglierci, sostenerci e allo stesso tempo metterci in difficoltà.

Il rapporto tra l’acqua e la vita emotiva costituisce una chiave di lettura interessante dell’opera. Come l’acqua, infatti, anche i sentimenti cambiano continuamente forma, si adattano alle circostanze e possono diventare impossibili da contenere. L’amore attraversa trasformazioni che sfuggono al controllo razionale, mentre la memoria conserva tracce di esperienze che continuano a influenzare il nostro presente. Attraverso la poesia, Lingiardi affronta questi mutamenti cercando di restituire alle emozioni la loro dimensione fisica, come se ogni sentimento avesse un ritmo, un peso e una particolare maniera di manifestarsi nel corpo.

Tra gli elementi più significativi della raccolta emerge proprio l’attenzione ai gesti apparentemente insignificanti. Dormire accanto alla persona amata, ricordare un viaggio oppure attraversare la città in Vespa possono diventare momenti attraverso cui interrogarsi sul significato delle relazioni. Sono esperienze comuni che acquistano una profondità particolare quando vengono osservate dal punto di vista della memoria. Ciò che in un determinato momento sembrava ordinario può trasformarsi, con il passare degli anni, in una delle immagini più importanti della nostra esistenza.

La poesia permette inoltre a Lingiardi di avvicinare il linguaggio scientifico alla dimensione sentimentale. Il cuore, per esempio, appartiene da secoli al vocabolario dell’amore, ma è anche un organo reale, soggetto a modificazioni e alterazioni del ritmo. Questa doppia natura consente di riflettere su quanto sia difficile separare le emozioni dalle loro manifestazioni fisiche. Il desiderio, la paura e la nostalgia attraversano infatti il corpo, modificando il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri.

“Lezioni di nuoto” si presenta quindi come una lettura interessante per chi ama la poesia autobiografica e le opere dedicate alla complessità dei sentimenti. È anche un libro che permette di conoscere una dimensione meno immediata della figura pubblica di Lingiardi, quella di un autore che sceglie di raccontare la propria vulnerabilità attraverso la scrittura, trasformando esperienze intime in occasioni di riflessione condivisa.

“Corpo, umano” di Vittorio Lingiardi, Einaudi

Quanto conosciamo davvero il nostro corpo? Siamo abituati a considerarlo attraverso la medicina, l’estetica e le rappresentazioni che ne propone la società, ma spesso fatichiamo a riconoscerlo come parte essenziale della nostra identità. In “Corpo, umano”, pubblicato da Einaudi nel 2024, Vittorio Lingiardi parte da questa contraddizione per costruire un percorso che attraversa anatomia, psicoanalisi, letteratura, arte e memoria personale. Il corpo diventa il protagonista di una narrazione nella quale la conoscenza scientifica si intreccia alle esperienze affettive e ai significati simbolici che attribuiamo ai nostri organi.

Il libro è organizzato in tre sezioni, “Il corpo ricordato”, “Il corpo dettagliato” e “Il corpo ritrovato”, che permettono all’autore di affrontare la corporeità da prospettive differenti. Il percorso prende in considerazione organi e funzioni fisiologiche, ma amplia continuamente il discorso verso la storia personale e la cultura. Il fegato, gli occhi, il cervello e il cuore diventano punti di partenza per riflettere su ciò che il corpo rappresenta nella nostra vita, sulle immagini con cui lo raccontiamo e sulle emozioni che associamo alle sue diverse parti.

Una delle questioni più interessanti riguarda il rapporto tra medicina e identità. La specializzazione scientifica consente di comprendere sempre meglio il funzionamento degli organi, ma rischia talvolta di farci perdere di vista la persona nella sua interezza. Lingiardi propone di ricomporre questa frammentazione, mostrando come ogni esperienza fisica sia inseparabile dalla storia individuale. Un sintomo può possedere una spiegazione biologica e, contemporaneamente, assumere un significato importante nella vita emotiva di chi lo sperimenta.

Ampio spazio viene dedicato anche alle trasformazioni del corpo nelle diverse fasi dell’esistenza. L’adolescenza, il desiderio, la malattia, le modificazioni dell’identità e la ricerca dell’accettazione diventano occasioni per osservare quanto sia complesso il rapporto che costruiamo con la nostra immagine. In una società caratterizzata dalla continua esposizione dei corpi, questa riflessione assume una particolare attualità. Gli ideali estetici, il giudizio sociale e la necessità di apparire possono influenzare profondamente il modo in cui percepiamo la nostra fisicità.

L’autore affronta inoltre il rapporto tra corpo e sofferenza psichica, richiamando alcune manifestazioni attraverso le quali un disagio emotivo può accompagnarsi a comportamenti dannosi o a percezioni alterate di sé. Il discorso invita a considerare la persona oltre il singolo sintomo, riconoscendo la complessità delle esperienze individuali e la necessità di un ascolto che tenga conto della dimensione psicologica e relazionale.

La presenza dell’arte e della letteratura arricchisce questa prospettiva. Il corpo rappresentato nei dipinti, raccontato nella poesia e interpretato attraverso il mito diventa testimonianza del modo in cui le società hanno cercato di comprendere la propria natura. La cultura offre così strumenti diversi da quelli scientifici, ma ugualmente preziosi per interrogarsi sull’esperienza corporea.

“Corpo, umano” è una lettura particolarmente indicata per chi desidera avvicinarsi alla psicologia attraverso un linguaggio culturale e interdisciplinare. Il volume invita a ripensare il corpo come una realtà viva, attraversata da ricordi, desideri e relazioni, nella quale la dimensione biologica e quella emotiva contribuiscono continuamente a definire chi siamo.

Perché leggere Vittorio Lingiardi

Il percorso di Vittorio Lingiardi mostra come la letteratura possa diventare uno strumento di conoscenza anche per chi dedica la propria vita alla ricerca scientifica. Nei suoi libri, la psicoanalisi incontra la poesia e la medicina dialoga con l’arte, offrendo prospettive differenti su esperienze che appartengono a tutti.

“Lezioni di nuoto” e “Corpo, umano” rappresentano due modi complementari di affrontare questa ricerca. Il primo affida alla poesia il compito di raccontare il desiderio e la memoria affettiva, mentre il secondo attraversa la materia concreta del corpo per ricostruire il rapporto tra identità, salute e cultura.

Attraverso entrambi emerge una riflessione sulla necessità di comprendere l’essere umano nella sua interezza, riconoscendo che le nostre esperienze più profonde prendono forma attraverso il corpo, il linguaggio e le relazioni che costruiamo nel corso della vita.