“Cassandra”. Nessuno crede a chi dice la verità

14 Aprile 2026

Cassandra e premesse a Cassandra tornano alla luce con una nuova edizione, sempre pubblicati da Edizioni e/o. Scopri di più sui due libri e sul perché Cassandra parla ancora di noi.

Nessuno crede a chi dice la verità: perché “Cassandra” parla ancora di noi

C’è qualcosa di profondamente inquietante nel mito di Cassandra: sapere, vedere, capire… e non essere creduta. È una condanna antica, eppure terribilmente contemporanea. Oggi più che mai, in un mondo saturo di parole e povero di ascolto, la figura di Cassandra torna a interrogarci.

Con “Cassandra” e “Premesse a Cassandra”, Christa Wolf costruisce non solo un romanzo, ma un vero e proprio sistema di pensiero: una riflessione sulla voce femminile, sul potere, sulla guerra e sulla memoria. Due libri che dialogano tra loro, e che oggi, ripubblicati, tornano a essere strumenti per leggere il presente.

Cassandra tra mito e modernità: La voce che non viene ascoltata

Cassandra” di Christa Wolf, Edizioni e/o

Il romanzo nasce nel 1983, ma sembra scritto per il nostro tempo. Racconta gli ultimi momenti della principessa troiana, prigioniera a Micene dopo la caduta della sua città, mentre ripercorre la propria vita e la propria verità.  

La sua è una voce liminale: vede tutto, capisce tutto, ma nessuno la ascolta. È la donna che dice la verità e per questo viene marginalizzata, isolata, resa folle agli occhi degli altri.

Christa Wolf trasforma il mito in una potente allegoria politica e femminile. Troia non è solo una città, è un sistema. Un sistema che si regge sulla guerra, sul controllo, sulla manipolazione del linguaggio. Cassandra diventa così il simbolo di chi rifiuta di partecipare a questa macchina: una coscienza critica, scomoda, destinata all’emarginazione.

La scrittura di Wolf è densa, quasi ipnotica. Non c’è azione nel senso classico, ma una tensione continua tra memoria e consapevolezza. Il tempo si frantuma, si dilata, si riavvolge: perché ciò che conta non è cosa accade, ma come viene compreso.

E qui sta la forza del romanzo: Cassandra non è solo una vittima, ma una testimone. Non salva se stessa, ma salva la verità. E forse, nella letteratura, questo è l’unico vero gesto rivoluzionario.

Premesse a Cassandra” di Christa Wolf, Edizioni e/o

Se “Cassandra” è la voce, “Premesse a Cassandra” è il laboratorio di quella voce.

Questo testo raccoglie quattro lezioni tenute da Wolf nel 1982 all’Università di Francoforte, in cui l’autrice riflette sulla genesi del romanzo e sulla figura di Cassandra come simbolo del nostro tempo.  

Qui la scrittura diventa pensiero puro. Wolf si interroga sul momento storico in cui nasce la nostra civiltà patriarcale, individuando proprio lì l’origine di una frattura: la cancellazione della voce femminile.

Il mito non è più solo narrazione, ma campo di indagine. Wolf attraversa archeologia, storia, filosofia, letteratura, cercando di capire quando e perché la parola delle donne è stata resa invisibile.

Una delle intuizioni più potenti del libro è questa: Cassandra non è un’eccezione, è una struttura. È il modello di tutte le voci non ascoltate. Di tutte le verità che disturbano.

E allora leggere oggi “Premesse a Cassandra” significa anche fare i conti con il presente: con i meccanismi di potere, con il linguaggio, con la costruzione della realtà.

Chi è Christa Wolf

Christa Wolf è stata una delle più importanti voci della letteratura europea del secondo Novecento. Nata nel 1929 e cresciuta nella Germania dell’Est, ha vissuto in prima persona le contraddizioni del socialismo reale, sviluppando una scrittura profondamente politica ma mai ideologica.

Autrice di romanzi, saggi e testi autobiografici, Wolf ha sempre indagato il rapporto tra individuo e potere, memoria e identità, con un’attenzione particolare alla prospettiva femminile.  

La sua opera è tradotta in tutto il mondo e continua a essere letta come una chiave per comprendere non solo il Novecento, ma anche il nostro presente.

I suoi altri libri

Oltre a “Cassandra” e “Premesse a Cassandra”, Christa Wolf ha scritto opere fondamentali come: “Il cielo diviso”, “Riflessioni su Christa T.”, “Nessun luogo. Da nessuna parte”, “Medea. Voci”

Romanzi che, pur diversi tra loro, condividono una stessa tensione: raccontare ciò che resta ai margini, ciò che non trova spazio nei discorsi ufficiali.

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