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Intervista alla giornalista

Carola Carulli, “La tv permette di far arrivare meglio gli autori al pubblico”

La giornalista della rubrica del Tg2 dedicata ai libri racconta la sua esperienza di giornalista e critica letteraria e analizza la situazione attuale della lettura in Italia

MILANO – Far capire chi è davvero un autore, aiutandoli a farli esprimere per arrivare nel migliore dei modi al grande pubblico. E’ questa la mission principale del critico letterario televisivo secondo Carola Carulli, giornalista e conduttrice del Tg2 e collaboratrice della rubrica dedicata ai libri Achab, curata da Maria Grazia Capulli.

 

DA PASSIONE A LAVORO – Un amore, quello per la lettura, ereditato direttamente dal papà. “La passione per i libri è nata grazie alla libreria di mio padre, che era un lettore appassionato. Da piccola salivo sulle sue ginocchia e sceglievamo i libri da leggere ad alta voce”. La giornalista ricorda con particolare affetto un’opera:  ‘Martin Eden‘ di Jack London. “Lo amai da subito con le sue illustrazioni e la storia di quel marinaio la porto dentro ancora oggi”. La passione per i libri ha influito moltissimo durante la sua carriera di giornalista. “Ho sempre pensato che chi leggeva molto inevitabilmente sarebbe riuscito anche nella scrittura. Lavoro in tv ma spesso mi rifugio nella scrittura. Una notizia al telegiornale da trattare in un minuto  è sempre troppo poco. Ciò che mi resta dentro, che è moltissimo, spesso lo traduco in miei personali appunti che rileggo per capire davvero ciò che ho incontrato e ho capito di un fatto, o di una persona.  E’ lì che mi arricchisco davvero”.

 

DALLA GRECIA AL SOMMO POETA – A Carola Carulli è recentemente capitato di parlare di un libro che l’ha particolarmente colpita: si tratta de ‘Il sentiero nascosto delle arance’ della scrittrice greca Ersi Sotiropoulos. “Nel libro l’autrice racconta una gioventù greca allo sbando, senza ideali, ma con una grandissima voglia di amore. L’opera rispecchia la Grecia che stiamo vedendo in questi anni, con una differenza: il libro lei lo ha scritto dieci anni fa e lo ha pubblicato solo oggi. L’autrice si era già accorta del crollo imminente di una società priva di maestri, dove i giovani soffrivano per mancanza di punti di riferimento. Nei libri spesso troviamo le risposte e i preludi del futuro ma non ce ne accorgiamo!”. Dal futuro al passato: abbiamo quindi chiesto a Carola Carulli quale autore del passato avrebbe voluto incontrare. “Sicuramente Dante Alighieri, per parlare della sua Divina Commedia e averlo di fronte per farmela raccontare. Ho sempre immaginato l’avesse scritta in una specie di ‘trance letterario’. Da lì parte tutto e tutto ho ritrovato nella vita reale e nelle centinaia di libri che ho letto”.

 

IL MESTIERE DEL CRITICO – Secondo la giornalista un errore che non deve mai commettere un critico letterario è quello di non leggere completamente il libro che dovrà poi presentare al suo pubblico. “Spesso per mancanza di tempo si legge un’opera approssimativamente. Mi è capitato di trovare recensioni di libri che avevo letto e che non corrispondevano esattamente alla trama, o meglio la sfioravano senza capirne il vero significato. So che è difficile stare dietro alle uscite dei libri, sono tantissime, troppe forse, ma chi critica deve conoscere e chi conosce racconta la vera storia che si cela dietro ad un romanzo. la trama la si legge in quarta di copertina, quello che va oltre lo si trova nel cuore, nelle emozioni uniche che ci regala una lettura. E il pubblico se ne accorge e ti ripaga, sempre”.

I VANTAGGI DELLA TV – Carola Carulli spiega la differenza tra recensire o parlare di un libro in tv piuttosto che sulla carta stampata. “Le recensioni scritte sono di certo diverse da una ‘chiacchierata’ con l’autore: credo che in questo la tv abbia un bellissimo compito, quello di far capire chi è l’autore davvero, come parla, come si esprime. In tv c’è un colloquio che in una recensione scritta non esiste, al massimo c’è un’intervista ma non è mai uguale”. Anche il mezzo televisivo nasconde però alcune insidie, soprattutto per gli intervistati. “Spesso gli autori in tv sono timidi, fanno fatica a parlare ed è lì che mi sento in dovere di farli esprimere per arrivare al grande pubblico”. Alla giornalista è successo spesso che l’idea che si era fatta di chi ha scritto un determinato romanzo corrispondesse alla realtà. ”Mi è successo con Clara Sanchez, la dolcezza e la sincerità della sua penna l’ho vista anche nei suoi occhi, ed è una sensazione meravigliosa”.

 

IL FUTURO DELLA LETTURA – Emozioni e sensazioni, appartenenti al mondo del libro, che non trovano un grande riscontro in Italia, dove i numeri riguardanti la lettura sono in forte ribasso. Secondo Carola Carulli il calo dei lettori non dipende nè dalla televisione, come dicono tutti, nè da internet. “Credo solo che sia mancanza di tempo, basta osservare la gente che legge dove lo fa; quando si parte per un viaggio si porta sempre un libro, anche i peggiori lettori ne hanno sempre uno. E’ solo il tempo il nemico maggiore per la lettura”. Secondo la giornalista un libro ha bisogno di una mente pulita e forse alla gente arrivano troppe informazioni ogni giorno per farla restare tale. Le soluzioni? “Forse nei tablet o forse no. Personalmente i libri li leggo di carta, li rigiro tra le mani, rileggo le dediche, torno indietro a sottolineare le frasi più belle. Eppure vedo i ragazzi giovanissimi che sul loro ipad hanno i racconti brevi o romanzi di formazione”. Quale futuro, quindi, per il libro? “Vivrà, ne sono certa, perché tutti abbiamo bisogno di storie, da leggere e da raccontare a noi stessi, ai nostri figli o solo a chi ne ha bisogno. E poi la storia ricomincerà, inesorabile, e dalla tradizione orale si tornerà a quella scritta. La nostra umanità è sempre stata questa”.

 

Note Biografiche: Carola Carulli, dopo essersi diplomata al liceo classico, ha frequentato l’università Roma Tre e si è laureata in Lettere con indirizzo Comunicazione e Spettacolo. A 18 anni ha iniziato a scrivere articoli per un quotidiano locale romano e a lavorare in radio occupandosi di cronaca e costume. Ha collaborato con I Viaggi di Repubblica e L’Espresso e condotto il telegiornale, in diretta, sull’attuale canale satellitare Marco Polo (ex Inn). Ha pubblicato un romanzo dal titolo Bambole di Carta, vincendo un premio letterario indetto dalla Regione Calabria per giovani autori. Entrata in Rai con una semplice domanda, è stata chiamata per una sostituzione nel Tg2 Cultura, e dal 2001 al 2007 ha lavorato come giornalista nella redazione Spettacoli del Tg1. Nel 2007 è passata alla redazione del Tg2, inizialmente come redattrice e inviata per Costume e società, e poi come conduttrice del Tg2. Attualmente collabora alla rubrica di libri Achab in onda su Rai 2 e curata da Maria Grazia Capulli.

 

27 aprile 2012

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