Professor Borges. Lezioni di letteratura inglese, pubblicato da Adelphi, Il volume raccoglie il corso che Jorge Luis Borges tenne nel 1966 all’Università di Buenos Aires, quando ormai era già riconosciuto come uno dei più grandi scrittori del Novecento. Non si tratta di un manuale universitario nel senso tradizionale del termine, ma della trascrizione delle sue lezioni, nelle quali il celebre autore argentino accompagna gli studenti dentro i grandi classici della letteratura inglese con un approccio sorprendentemente libero, personale e anticonvenzional
Leggere queste pagine significa assistere a una conversazione con Borges. Più che impartire una lezione, lo scrittore racconta perché certi libri continuino a emozionarlo, quali domande pongano al lettore e in che modo la letteratura riesca ancora oggi a illuminare la nostra esperienza del mondo.
Professor Borges. Lezione di letteratura inglese, tradotto da Ilide Carmignani, Adelphi
Per oltre dieci anni Borges insegnò Letteratura inglese e nordamericana all’Università di Buenos Aires. La leggenda racconta che ottenne quell’incarico senza presentare un lungo curriculum accademico, ma limitandosi a una frase destinata a diventare celebre: «Senza volerlo, mi sono qualificato per questo posto per tutta la vita».
È una dichiarazione che racconta bene il suo modo di intendere l’insegnamento. Borges non si considerava un’autorità chiamata a trasmettere verità definitive. Preferiva il ruolo del lettore appassionato che condivide le proprie scoperte, invitando gli studenti a entrare nei testi senza timore reverenziale.
Questa impostazione attraversa tutto il libro. Le lezioni non sono costruite per impressionare con un apparato teorico, ma per mostrare come la letteratura diventi viva soltanto quando qualcuno la legge con curiosità.
La lettura come piacere, non come dovere
L’idea più affascinante del volume riguarda probabilmente il modo in cui Borges concepisce la lettura.
In un ambiente accademico dove spesso prevalgono classificazioni, metodi e interpretazioni obbligate, lo scrittore propone un criterio apparentemente semplice ma profondamente rivoluzionario: leggere deve essere prima di tutto un piacere.
Borges arriva perfino ad affermare che uno studente non dovrebbe sentirsi obbligato a terminare un libro che trova noioso. Per lui la letteratura non è una prova di resistenza né un esercizio di disciplina, ma un incontro personale tra un testo e il suo lettore.
Celebre è anche la sua convinzione secondo cui leggere Dickens significa trovare un amico destinato ad accompagnarci per tutta la vita. Una frase che sintetizza perfettamente la sua idea di letteratura: i libri non sono monumenti da venerare, bensì compagni di viaggio con cui instaurare un dialogo continuo, sopratutto oggi che si legge per accumulare titoli, completare challenge o restare aggiornati sulle novità editoriali, questa prospettiva appare sorprendentemente moderna.
Un corso fuori dagli schemi universitari
Chi si aspetta un tradizionale corso di storia della letteratura inglese potrebbe rimanere sorpreso.
Borges evita lunghe ricostruzioni cronologiche e non dedica troppo spazio alle dispute critiche. Preferisce raccontare gli autori attraverso ciò che hanno saputo trasmettere ai lettori.
Il risultato è una narrazione vivace nella quale Shakespeare, Dickens, Stevenson, Chesterton e molti altri diventano protagonisti di una conversazione appassionata piuttosto che oggetto di una lezione accademica.
Non mancano naturalmente riferimenti storici e contestualizzazioni, ma tutto è subordinato a un obiettivo preciso: comprendere perché quei libri continuino ancora oggi a parlarci.
È questo approccio a rendere il volume accessibile anche a chi non possiede una formazione specialistica.
Uno degli aspetti più preziosi di questo libro è la sua origine.
Il corso del 1966 fu registrato e successivamente trascritto. Ciò significa che il lettore non incontra un saggio costruito a tavolino, ma ascolta, quasi senza filtri, la voce di Borges mentre insegna.
Le digressioni, gli esempi, le battute ironiche e le improvvise associazioni di idee restituiscono tutta la vitalità del suo modo di parlare.
È proprio questa spontaneità a rendere il libro diverso da molte raccolte di conferenze. Si ha continuamente la sensazione di trovarsi seduti in aula insieme agli studenti, seguendo il ragionamento di uno scrittore che pensa ad alta voce.
Per chi conosce Borges soprattutto attraverso racconti come Finzioni o L’Aleph, questa dimensione orale rappresenta una scoperta affascinante.
La letteratura come esperienza umana
Dietro ogni lezione emerge una convinzione destinata a unire tutta l’opera borgesiana: la letteratura non serve semplicemente a conoscere altri libri.
Dietro ogni lezione emerge una convinzione destinata a unire tutta l’opera borgesiana: la letteratura non serve semplicemente a conoscere altri libri. Serve a comprendere meglio noi stessi.
Ogni classico sopravvive perché affronta domande che continuano a riguardare ogni generazione. L’identità, il tempo, la memoria, il destino, il coraggio, la paura, il potere dell’immaginazione: sono temi che attraversano le opere della tradizione inglese così come quelle di ogni altra cultura.
Borges invita quindi il lettore a non separare mai la critica dalla vita. I grandi romanzi non sono soltanto oggetti di studio, ma strumenti attraverso cui interpretare la realtà.
È un’idea che restituisce alla lettura una funzione profondamente umana, ben lontana dall’accumulo sterile di informazioni.
Un libro che parla anche ai lettori di oggi
Molte delle riflessioni contenute in queste lezioni sembrano scritte per il nostro tempo.
Viviamo immersi in una quantità enorme di contenuti, recensioni, classifiche e consigli di lettura. Spesso scegliamo un libro perché tutti ne parlano oppure perché sentiamo il bisogno di non restare indietro.
Borges invita a leggere lentamente, a seguire la curiosità personale.
A costruire una biblioteca che rifletta il proprio percorso, non quello imposto dalle mode editoriali.
In questo senso Professor Borges diventa anche una riflessione sul significato stesso dell’essere lettori.
Leggere Professor Borges
Questo libro non insegna soltanto la letteratura inglese, ma insegna soprattutto un modo diverso di avvicinarsi ai libri.
Non offre ricette interpretative né pretende di fornire letture definitive dei grandi classici. Mostra invece come un autentico lettore continui a interrogare le opere per tutta la vita, lasciandosi sorprendere ogni volta da significati nuovi.
È una lezione preziosa soprattutto oggi, quando la velocità rischia di trasformare la lettura in consumo e i libri in semplici oggetti da collezionare.
Borges ricorda che leggere significa innanzitutto provare piacere, meraviglia e curiosità. Che un classico non diventa importante perché lo stabilisce il canone, ma perché riesce ancora a parlare a chi lo apre.
La frase che meglio riassume tutto il volume è proprio quella che attraversa le sue lezioni come un filo rosso: la lettura deve essere una forma di felicità, non una gara, non un obbligo, non un esercizio di prestigio culturale, ma uno spazio di libertà nel quale incontrare autori che, a distanza di secoli, continuano a diventare nostri contemporanei.
