Negli ultimi anni il romance italiano LGBTQIA+ ha trovato sempre più spazio, proponendo storie che uniscono emozioni, ironia e personaggi credibili. Dai legami che nascono tra i fornelli alle seconde possibilità, fino ai mondi popolati da supereroi e misteri soprannaturali, questi romanzi dimostrano quanto il panorama italiano sia ormai ricco e variegato. Ecco tre titoli che raccontano l’amore da prospettive diverse, mantenendo al centro relazioni autentiche e coinvolgenti.
3 romance da leggere se ami storie d’amore non convenzionali
Che si tratti di una cucina dove i sentimenti maturano lentamente, di un cane che cambia il destino di due persone o di una Milano alternativa popolata da supereroi, questi tre romanzi dimostrano quanto il romance LGBTQIA+ italiano sappia esplorare registri molto diversi. Dalla commedia romantica all’urban fantasy, passando per lo slow burn contemporaneo, sono letture che mettono al centro relazioni autentiche e personaggi capaci di lasciare il segno.
“Sugar & Spice” di Ester Manzini, Lux Lab
Sarah e Ludovica potrebbero difficilmente essere più diverse. La prima è una content creator che ha costruito il proprio spazio online intorno alla cucina casalinga, alla comunicazione e a quella dimensione apparentemente spontanea che permette ai social di trasformare una passione privata in qualcosa da condividere con migliaia di persone. Ludovica, invece, appartiene al mondo dell’alta cucina: è una chef stellata, competente e ambiziosa, molto più capace di controllare ciò che accade davanti ai fornelli che quello che succede quando entrano in gioco emozioni e rapporti umani. Il loro incontro e la successiva collaborazione sui social mettono quindi a confronto due modi quasi opposti di intendere non soltanto la cucina, ma anche il rapporto con gli altri.
È proprio questo contrasto a dare sostanza a Sugar & Spice. Ester Manzini utilizza una dinamica molto amata dal romance, quella tra due personalità differenti costrette dalle circostanze a trascorrere del tempo insieme, ma la inserisce in un contesto contemporaneo particolarmente interessante. La cucina diventa infatti un linguaggio attraverso il quale Sarah e Ludovica possono iniziare a conoscersi quando le parole ancora non bastano. Preparare qualcosa per un’altra persona significa esporsi, accettare un giudizio, offrire una parte di sé. Nel caso di Ludovica questo assume un significato ancora più forte, perché la competenza professionale che le permette di mantenere il controllo non può proteggerla allo stesso modo quando il rapporto con Sarah comincia a diventare personale.
La componente slow burn permette alla relazione di crescere gradualmente e rende particolarmente importante tutto ciò che precede l’eventuale dichiarazione sentimentale: i piccoli cambiamenti nella maniera di guardarsi, le incomprensioni, le occasioni in cui l’una comincia a riconoscere qualcosa dell’altra che inizialmente non aveva compreso. È uno dei piaceri fondamentali di questo tipo di romance, perché il lettore non aspetta semplicemente che due personaggi si mettano insieme, ma osserva il processo attraverso il quale diventano capaci di farlo.
Interessante è anche il rapporto con i social media. La presenza di una content creator permette al romanzo di muoversi lungo il confine tra ciò che scegliamo di mostrare e quello che rimane dietro lo schermo. Una relazione sentimentale, al contrario, costringe progressivamente ad abbandonare almeno una parte di quella costruzione e ad accettare di essere conosciuti anche nelle proprie contraddizioni. Sarah e Ludovica devono quindi confrontarsi con qualcosa che riguarda molti rapporti contemporanei: la distanza tra la persona che sappiamo presentare al mondo e quella che permettiamo davvero a qualcuno di conoscere.
È qui che Sugar & Spice supera la semplice combinazione tra romance saffico e cucina. Dietro ricette, video e schermaglie sentimentali rimane una domanda molto più universale: quanto controllo siamo disposti a perdere quando qualcuno comincia davvero a vederci? Perché innamorarsi significa anche questo. Non trovare qualcuno davanti al quale apparire perfetti, ma qualcuno con cui la perfezione smetta progressivamente di essere necessaria.
“Cuori a quattro zampe” di Ester Manzini, Lux Lab
A volte per modificare una vita costruita intorno alla prevedibilità basta qualcosa che non era stato invitato a entrarci. Nel caso di Alessio ha quattro zampe, è affettuoso, ingombrante e arriva con tutta l’imprevedibilità di un cane randagio. La ricerca del suo proprietario conduce Alessio da Matteo, un educatore cinofilo che riesce contemporaneamente ad affascinarlo e a irritarlo. Da quel momento, tra passeggiate, gare di agility, incontri più o meno disastrosi e una famiglia che sembra avere una certa difficoltà nel rispettare i confini, la quotidianità ordinata del protagonista comincia inevitabilmente a cambiare.
La premessa di Cuori a quattro zampe sfrutta uno degli espedienti più efficaci della commedia romantica: introdurre nella vita del protagonista un elemento apparentemente secondario che diventa il motore dell’intera storia. Il cane non è soltanto ciò che permette ad Alessio e Matteo di incontrarsi, ma rappresenta concretamente l’imprevisto. Alessio deve occuparsi di qualcosa che non aveva programmato e, facendolo, entra in contatto con qualcuno che allo stesso modo non apparteneva ai suoi programmi.
Ester Manzini costruisce così un romance MM che trova la propria forza soprattutto nella quotidianità. Il rapporto tra Alessio e Matteo non necessita di grandi scenari per produrre tensione romantica: può crescere durante una passeggiata, attraverso una discussione o nel progressivo accumularsi di situazioni che costringono i protagonisti a rivedere l’immagine iniziale che avevano costruito l’uno dell’altro. L’irritazione diventa curiosità, la curiosità confidenza e quella confidenza apre lentamente uno spazio nel quale può svilupparsi qualcosa di diverso.
Il tema delle seconde possibilità aggiunge però una dimensione più profonda alla leggerezza della commedia. Ricominciare raramente significa cancellare ciò che è accaduto prima. Significa piuttosto arrivare a un punto della propria esistenza in cui diventa possibile guardare ciò che credevamo definitivamente stabilito e domandarci se debba necessariamente rimanere così. Alessio crede di conoscere la propria vita perché ne conosce le abitudini. L’arrivo del cane e di Matteo mette in discussione proprio questa equivalenza tra stabilità e felicità.
Anche l’ambientazione legata al mondo cinofilo funziona bene all’interno di questa riflessione. Costruire un rapporto con un animale richiede fiducia, pazienza, capacità di osservare e soprattutto la disponibilità a comprendere un linguaggio diverso dal proprio. Sono qualità che appartengono anche alle relazioni umane e che rendono il contesto qualcosa di più di un semplice elemento decorativo della storia.
Cuori a quattro zampe è quindi indicato soprattutto per chi nel romance cerca comfort, ironia e personaggi ai quali affezionarsi, senza rinunciare a una riflessione sul cambiamento. Perché alcune delle svolte più importanti della vita non si presentano annunciando ciò che stanno per diventare. A volte hanno semplicemente bisogno che qualcuno apra loro la porta.
“Ombra” di Daniela Barisone e Juls SK Vernet, Lux Lab
Milano, 1992. È sufficiente questa indicazione per riconoscere una città e un periodo storico precisi, ma Daniela Barisone e Juls SK Vernet modificano immediatamente le regole del gioco: quella di Ombra è un’Italia alternativa nella quale esistono persone dotate di poteri soprannaturali. Dentro questa realtà si muove il commissario Ares Barbieri, incaricato di catturare un criminale conosciuto come Ombra, un ladro gentiluomo capace di trasformarsi letteralmente nell’oscurità. Il punto di partenza ha quindi il sapore della caccia all’uomo, del poliziesco e della storia di supereroi, ma proprio nell’opposizione tra chi deve far rispettare la legge e chi vive al di fuori di essa comincia a insinuarsi l’attrazione.
Tra i tre romanzi proposti, Ombra è quello che lavora maggiormente sulla contaminazione dei generi. Il romance MM convive con l’urban fantasy, l’ucronia e l’indagine, mentre il trope enemies to lovers trova una giustificazione narrativa immediata nella posizione occupata dai protagonisti. Ares dovrebbe catturare Ombra. Ombra dovrebbe sfuggire ad Ares. La tensione sentimentale nasce quindi all’interno di un conflitto che esisterebbe anche senza il romance e proprio per questo può diventare particolarmente efficace.
Il fascino dell’enemies to lovers dipende infatti dalla progressiva erosione delle certezze. Per desiderare qualcuno che abbiamo collocato dalla parte opposta occorre cominciare a dubitare delle categorie attraverso le quali lo abbiamo giudicato. Nel caso di un commissario e di un ladro questa dinamica assume inevitabilmente anche un significato morale: che cosa separa realmente chi agisce nel giusto da chi agisce nel torto? Basta la legge a stabilirlo? E cosa accade quando la persona che dovremmo considerare un avversario comincia a mostrarci una realtà più complessa?
La capacità di Ombra di trasformarsi diventa inoltre un’immagine suggestiva per un romanzo che lavora continuamente sull’identità e sull’impossibilità di conoscere davvero qualcuno limitandosi al ruolo che occupa. Commissario e criminale, inseguitore e fuggitivo sono definizioni rassicuranti perché dividono il mondo in categorie. Il sentimento complica inevitabilmente quella divisione.
La scelta della Milano del 1992 aggiunge infine un’identità particolare alla storia. L’ambientazione ucronica permette di partire da un passato riconoscibile per modificarlo attraverso l’elemento fantastico, creando una realtà sufficientemente vicina alla nostra da risultare familiare e abbastanza diversa da consentire alle autrici di costruire regole proprie. Azione, mistero e sentimento procedono così insieme, rendendo Ombra particolarmente adatto a chi normalmente non cerca il romance puro ma preferisce trovarlo dentro una trama più ampia.
Alla fine, la domanda che accompagna Ares riguarda qualcosa che va oltre l’identità del criminale che sta inseguendo: quanto siamo disposti a mettere in discussione ciò che consideravamo giusto quando la realtà smette di adattarsi alle nostre convinzioni? Ed è proprio in questa zona grigia che Ombra trova il terreno ideale per raccontare un amore fuori dagli schemi.

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