L’Istruzione è l’anima della conoscenza.
Da “agatologia” a “repente”, ecco un elenco dettagliato di alcune delle parole difficili e meno conosciute della lingua italiana, che in alcuni contesti può tornare utile conoscere

Senza un’adeguata preparazione alla lingua inglese e all’informatica, nessuno dei giovani italiani riuscirà mai a trovarsi un posto di lavoro in aziende che lavoro all’esterno. Va bene l’arte, ma bisogna puntare su altre materie….

Molte scuole al mondo focalizzano il loro metodo di studio incentrandolo non tanto sul superamento degli esami, ma nell’ ottenere i migliori risultati di apprendimento nell’era moderna e digitale

Ce li illustra Leonardo Luccone, autore del libro “Questione di virgole”, opera all’interno del quale si è proposto di studiare il segno più frequente, la virgola, e quello meno utilizzato, il punto e virgola

Dopo la sentenza del Tar, che vuole in cattedra solo docenti abilitati all’insegnamento della geografia, Skuola.net ha voluto verificare il livello di preparazione dei ragazzi. Ecco gli strafalcioni peggiori

Nel primo scritto di Italiano, tipologia “A”, analisi del testo. Si tratta della lirica “Versicoli quasi ecologici” di Giorgio Caproni, contenuta al’interno di “Res Amissa”

Ecco quale tra i cantautori o gli scrittori contemporanei viventi gli studenti vorrebbero trovare tra le tracce di maturità: Gabbani, Saviano, Ferrante e Troisi sono i primi della lista nelle rispettive categorie

Introdurre nelle scuole lo studio dei cantautori è considerato da molti una cosa scontata. Soprattutto adesso che Bob Dylan ha vinto il Premio Nobel per la letteratura
MILANO – “Una lettera deve essere scritta con il cuore: si può scrivere per ridere, per rabbia o per dolore..ma mai con indifferenza o formalismo.” La scrittrice Angeles Doñate ci da alcuni suggerimenti da seguire. LETTERE D’AMORE – Victor Hugo scrisse a Adèle Foucher, “hai ragione”. “Bisogna amarsi, e poi bisogna dirselo, e poi bisogna scriverselo,…

Una lettera deve essere scritta con il cuore: si può scrivere per ridere, per rabbia o per dolore..ma mai con indifferenza o formalismo.