Quando pensiamo alle sorelle Bennet di Orgoglio e pregiudizio, il pensiero corre quasi inevitabilmente a Elizabeth e Jane. La prima possiede l’intelligenza, l’ironia e l’indipendenza che ne hanno fatto una delle eroine più amate della letteratura; la seconda incarna una bellezza accompagnata da gentilezza e sensibilità. Anche Lydia riesce a conquistarsi uno spazio memorabile attraverso la propria irrequietezza e lo scandalo provocato dalla fuga con Wickham. Poi, quasi nascosta tra loro, c’è Mary Bennet. Legge, suona il pianoforte, pronuncia sentenze morali spesso fuori luogo e sembra incapace di comprendere i codici sociali che le sorelle padroneggiano con molta più naturalezza.
È proprio lei che Janice Hadlow ha scelto di mettere al centro di L’altra sorella Bennet, romanzo ora ripubblicato da Piemme in occasione dell’arrivo dell’adattamento televisivo. Dal 26 settembre 2026, infatti, Mary è anche la protagonista di The Other Bennet Sister – Orgoglio e riscatto, period drama in dieci episodi disponibile in esclusiva su Sky e in streaming su NOW, con due nuovi episodi ogni settimana. A interpretarla è Ella Bruccoleri, mentre Ruth Jones e Richard E. Grant vestono i panni di Mrs e Mr Bennet.
L’operazione è affascinante proprio perché non cerca una nuova Elizabeth Bennet. Mary diventa interessante per il motivo opposto: è la ragazza che non sembra possedere le qualità richieste per diventare protagonista di un romanzo ottocentesco. E proprio partendo da questa apparente mancanza, Hadlow costruisce la sua storia.
“L’altra sorella Bennet”, il romanzo di Janice Hadlow
Il romanzo di Janice Hadlow nasce da uno spazio lasciato aperto da Jane Austen. Non è un seguito canonico di Orgoglio e pregiudizio, naturalmente, ma una riscrittura contemporanea che prende un personaggio realmente presente nel classico e immagina per lei un percorso autonomo. Pubblicato in Italia da Piemme, era già arrivato nel nostro Paese nel 2021 con il titolo La sorella dimenticata; la nuova edizione del settembre 2026 prende invece il titolo L’altra sorella Bennet, più vicino all’originale inglese The Other Bennet Sister. Si tratta dunque dello stesso romanzo, non di due storie differenti.
Hadlow riparte da Longbourn e dalla situazione che conosciamo attraverso Austen. Le cinque figlie dei Bennet vivono in una società nella quale il matrimonio non rappresenta semplicemente una prospettiva romantica: per una donna appartenente alla loro classe sociale può determinare sicurezza economica, posizione e futuro.
Jane ed Elizabeth sembrano possedere gli strumenti necessari per affrontare quel mondo; Lydia e Kitty partecipano con entusiasmo a balli, corteggiamenti e occasioni mondane. Mary, invece, rimane in disparte. Sua madre la considera poco attraente, il suo carattere austero non facilita le relazioni e i libri diventano il luogo nel quale può rifugiarsi quando la sensazione di essere diversa dalle sorelle diventa troppo dolorosa.
Il vero percorso raccontato da Hadlow riguarda allora la costruzione dell’identità. Mary deve capire cosa desidera quando smette di misurare se stessa utilizzando Elizabeth, Jane e le aspettative della famiglia come termine di paragone. L’amore fa parte della storia, ma arriva dentro un percorso più ampio che riguarda indipendenza, autostima e capacità di riconoscersi degna di essere amata. È una scelta che avvicina il romanzo alla struttura dei grandi percorsi di formazione femminile: prima di trovare qualcuno che sappia guardarla davvero, Mary deve imparare a guardare se stessa.
Chi è Mary, la sorella Bennet che Jane Austen aveva lasciato ai margini
Ed è qui che il rapporto con Orgoglio e pregiudizio diventa fondamentale. Mary è la terza delle cinque figlie di Mr e Mrs Bennet, dopo Jane ed Elizabeth e prima di Catherine, detta Kitty, e Lydia. Non è quindi un’aggiunta moderna all’universo di Austen. Era già lì, soltanto che occupava uno spazio narrativo enormemente più piccolo rispetto alle sorelle maggiori.
Austen la presenta attraverso caratteristiche che non sembrano destinate a renderla particolarmente affascinante. Mary è seria, moralista, ama leggere e accumulare conoscenze, suona e canta senza possedere il talento che lei stessa vorrebbe dimostrare. Mentre Elizabeth sa utilizzare l’intelligenza per osservare ironicamente le convenzioni sociali, Mary tende piuttosto a rifugiarsi nelle nozioni e nelle massime morali. Non possiede la bellezza di Jane, la vivacità di Elizabeth o l’esuberanza di Lydia. È una ragazza che vorrebbe essere riconosciuta per qualcosa ma non ha ancora capito chi sia, e i suoi tentativi di attirare l’attenzione finiscono spesso per renderla ancora più impacciata.
Hadlow individua però qualcosa che il romanzo di Austen lascia inevitabilmente sullo sfondo: come deve sentirsi Mary? Che cosa significa crescere accanto a due sorelle considerate belle e brillanti quando tua madre ti fa percepire di non esserlo? Che cosa succede a una ragazza introversa quando vive in un mondo nel quale essere osservata, corteggiata e scelta da un uomo determina una parte enorme del suo valore sociale?
La serie conserva questa caratteristica. La Mary interpretata da Ella Bruccoleri non viene improvvisamente trasformata in una Elizabeth Bennet nascosta. Rimane colta, impacciata, ansiosa, poco capace di leggere le convenzioni mondane e inizialmente insicura. È il suo rapporto con se stessa a cambiare. Sky descrive infatti il suo viaggio come una ricerca di indipendenza, consapevolezza e accettazione di sé che la condurrà fuori da Longbourn, attraverso i salotti della Londra Regency e fino al Lake District.
Dal personaggio secondario alla protagonista
È probabilmente questo il passaggio più bello dell’intera operazione: The Other Bennet Sister non cambia protagonista, cambia punto di vista. Una figura che all’interno di un’altra storia poteva apparire pedante e persino comica diventa molto diversa quando siamo invitati a osservare il mondo dalla sua posizione.
Sky sottolinea proprio come la serie eviti di trasformare Mary in una nuova eroina ribelle. La sua evoluzione avviene attraverso conquiste più piccole: imparare a sostenere uno sguardo, esprimere ciò che pensa, smettere progressivamente di chiedere il permesso di occupare uno spazio. La recensione della testata descrive questo percorso come una riflessione sull’invisibilità femminile e sul diritto a essere imperfette.
È una prospettiva particolarmente interessante applicata ad Austen perché modifica anche il significato della parola “riscatto”. Mary non deve diventare bella come Jane o brillante come Elizabeth. Se il suo lieto fine dipendesse dalla trasformazione nella versione migliore delle proprie sorelle, la storia finirebbe per confermare esattamente il sistema dal quale cerca di liberarla. La conquista consiste invece nel comprendere che essere diversa non significa essere una Bennet riuscita male.
“The Other Bennet Sister – Orgoglio e riscatto”, dal libro alla serie
L’adattamento televisivo è composto da dieci episodi, è stato creato da Sarah Quintrell e Maddie Dai e prodotto da Bad Wolf per BBC One. In Italia ha debuttato il 26 settembre su Sky e NOW. La serie comincia ancora a Longbourn, quando le cinque sorelle Bennet devono confrontarsi con le aspettative sociali dell’epoca Regency, ma progressivamente allarga il mondo di Mary ben oltre la casa nella quale l’abbiamo conosciuta.
Accanto a Ella Bruccoleri troviamo Ruth Jones e Richard E. Grant nei ruoli dei genitori Bennet; Indira Varma e Richard Coyle sono Mrs e Mr Gardiner, mentre Dónal Finn interpreta Mr Hayward e Laurie Davidson Mr Ryder, due uomini che assumeranno un ruolo importante nel percorso sentimentale della protagonista. Tornano inoltre personaggi provenienti direttamente dall’universo di Austen, tra cui Caroline Bingley, Charlotte Lucas e Mr Collins.
La serie non cerca però di riprodurre semplicemente Orgoglio e pregiudizio. Anche visivamente sceglie una strada più tradizionale rispetto alle riletture pop del period drama contemporaneo: luce naturale, interni sobri e paesaggi britannici accompagnano un racconto nel quale il cambiamento principale avviene dentro Mary. La recensione di Sky nota persino come la regia utilizzi lo spazio per accompagnarne l’evoluzione: la ragazza inizialmente confinata ai margini dell’inquadratura conquista progressivamente il centro.
Perché proprio Mary Bennet può parlare al presente
Forse il motivo per cui Mary funziona così bene come protagonista nel 2026 è che non nasce per esserlo. Elizabeth Bennet possiede fin dall’inizio qualità che rendono facile amarla; Mary deve invece attraversare il disagio di sentirsi sempre quella sbagliata nella stanza. Non è la più bella, non è la più brillante, non sa comportarsi come ci si aspetta e cerca nei libri una sicurezza che non trova nelle relazioni con gli altri.
Dietro il period drama emerge così un’esperienza che ha poco a che fare con l’Ottocento. È quella di chi cresce attraverso il confronto, soprattutto dentro la propria famiglia, convincendosi che il valore degli altri costituisca automaticamente la prova della propria inadeguatezza. Il romanzo di Hadlow e la serie trasformano questa sensazione nella vera storia di Mary: non la corsa per raggiungere Elizabeth, ma il momento nel quale smette finalmente di correrle dietro.
Jane Austen non aveva bisogno di raccontarci che cosa sarebbe successo a ogni personaggio dopo l’ultima pagina di Orgoglio e pregiudizio. Janice Hadlow ha però guardato quella famiglia e si è accorta che una delle cinque sorelle non aveva ancora avuto davvero la possibilità di raccontarsi.
Due secoli dopo, Mary Bennet esce finalmente dal fondo della stanza. E per una volta è Elizabeth a diventare la sorella della protagonista.

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