Roma celebra Pasolini

Pasolini, il grande maestro del cinema e della letteratura raccontato in una mostra fotografica

Roma celebra la figura di Pasolini, l'intellettuale del XX secolo che più di ogni altro è riuscito a reinterpretare l'immagine della città eterna, incarnando in chiave poetica...

Fino al 20 luglio il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita la mostra fotografica dedicata al maestro Pier Paolo Pasolini, a cura di Gianni Borgna, Alain Bergala, Jordi Balló

MILANO – Roma celebra la figura di Pasolini, l’intellettuale del XX secolo che più di ogni altro è riuscito a reinterpretare l’immagine della città eterna, incarnando in chiave poetica tanto la continuità quanto le drammatiche contraddizioni tra il suo passato e il suo presente.  Dal 15 aprile al 20 luglio 2014, il Palazzo delle Esposizioni presenta PASOLINI ROMA, un progetto espositivo organizzato dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con il Centro de Cultura Contemporània di Barcellona (CCCB), la Cinémathèque Française di Parigi e il Martin-Gropius-Bau di Berlino e con l’appoggio del Programma CULTURA dell’Unione Europea. La mostra è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica.

ROMA, LEGAME DI AMORE E ODIO – Per Pasolini Roma non fu semplicemente uno scenario cinematografico o un luogo in cui vivere. Con questa città egli ha avuto una relazione passionale, fatta di sentimenti misti di amore e odio, di fasi di attrazione e rifiuto, di voglia di allontanamento e di piacere del ritorno. Le circostanze difficili del suo arrivo a Roma lo hanno catapultato in un mondo e in una lingua non suoi, appartenenti ai sottoproletari delle borgate in cui la precarietà della sua situazione economica lo costringeva a vivere. Dalla scoperta di questo universo del tutto nuovo nascerà un’ispirazione potente ed è lì che Pasolini troverà, senza doverli cercare, i soggetti dei suoi primi romanzi e film. In seguito, per il Pasolini uomo pubblico e analista instancabile dell’evoluzione della società italiana, Roma sarà il principale punto di osservazione, il suo permanente campo di studio, di riflessione e di azione. Sarà anche il teatro delle persecuzioni che il poeta dovrà subire da parte dei poteri di ogni genere, e dell’accanimento dei media che per 20 anni lo trasformeranno nel capro espiatorio, nell’uomo da demolire, a causa della sua diversità e della radicalità delle sue idee sulla società italiana.

LA MOSTRA – La mostra si sviluppa cronologicamente in sezioni progressive, dall’arrivo dello scrittore a Roma nel 1950 fino alla notte della sua tragica morte ad Ostia nel novembre del 1975. Di tappa in tappa si ritroverà il filo conduttore che permetterà di tracciare – lungo un quarto di secolo – il percorso della sua incredibile vitalità creativa: i luoghi in cui ha vissuto, in cui ha ambientato romanzi e film, la poesia, il cinema, gli amici, gli amori, le persecuzioni, le lotte e gli impegni nella città. I manoscritti originali di sceneggiature, poesie, romanzi, saggi e articoli, corrispondenza con amici, intellettuali e artisti, i disegni e i dipinti di Pasolini, i suoi autoritratti, ma anche la galleria ideale dei pittori contemporanei da lui descritti con precisione in una poesia: Morandi, Mafai, De Pisis, Rosai, Guttuso. Mai prima d’ora una mostra su Pasolini è stata tanto ricca di ogni genere di materiali – molti dei quali finora inediti – che illuminano tutti gli aspetti delle sue molteplici attività. I visitatori avranno l’impressione che sia lo stesso Pasolini a parlare, a guidarli per scoprire insieme a lui un percorso imprevedibile, costantemente aperto gli incontri, ai dubbi, ai capovolgimenti, alle abiure, alle nuove partenze. Si scoprirà un uomo al tempo stesso straordinario (per la forza creativa, l’incredibile vitalità, la lotta perenne, la passione in ogni sua azione) e comune, con i suoi momenti di esaltazione, di fede, di entusiasmo, di allegria, ma anche di dubbio e di angoscia di fronte al mistero della vita e alla tragicità della storia.

PROGRAMMA DI EVENTI CULTURALI  – Durante la rassegna il pubblico avrà l’occasione di prolungare le suggestioni e le riflessioni stimolate dalla mostra attraverso un ampio programma di eventi, curato dal Palazzo delle Esposizioni per approfondirne i temi attraverso il cinema, la musica e le testimonianze dirette di personalità della cultura, che si sono confrontate con Pasolini.

EVENTI CINEMATOGRAFICI – Per oltre un mese la Sala Cinema proporrà l’intera produzione cinematografica del grande regista, da riscoprire in sala e nel formato originale, grazie alla collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e molte altre istituzioni. Un’occasione rara, pensata soprattutto per le nuove generazioni, per calarsi in un percorso unico nel panorama del nostro cinema, che il regista ha sconvolto con la novità del suo linguaggio visivo e gli affondi taglienti e disturbanti della sua provocazione. Completa la rassegna cinematografica una selezione di interviste, documentari e opere di finzione, che testimoniano la ricchezza del suo pensiero e ricostruiscono la sua biografia, fino al tragico epilogo.

CICLI DI INCONTRI – Un ciclo di incontri offrirà le riflessioni di alcuni fra i più autorevoli conoscitori e studiosi dell’opera di Pasolini, invitati a definire la portata rivoluzionaria della sua operazione culturale, anche a livello internazionale, senza tralasciare i ricordi personali di alcuni testimoni d’eccezione della sua vita, come Nico Naldini, Dacia Maraini e Ninetto Davoli.

EVENTI MUSICALI – Completano il programma due straordinari eventi musicali, per far scoprire al pubblico uno degli aspetti più affascinanti della personalità di Pasolini: la passione per la musica. Due concerti eseguiti dal vivo al centro dell’esposizione, nella sala Rotonda, proporranno un ricco repertorio musicale, dalla canzone alla sinfonia, per esaltare una componente essenziale e sublime di molti suoi capolavori cinematografici: Le canzoni di Pasolini regia di Nuccio Siano con Aisha Cerami, la sera del 17 maggio; Le musiche nel cinema di Pasolini, eseguite da Professori dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e dell’Orchestra di Roma e del Lazio, la sera del 13 giugno.

18 aprile 2014

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