La visione dell’infinito nei piccoli dettagli del mondo negli scatti di Chiaramonte

Ultimo weekend per visitare la mostra ''INSCAPE _ Piccola creazione'', allestita presso la Galleria d'Arte Moderna Raccolta Lercaro a Bologna e dedicata a Giovanni Chiaramonte. L'esposizione celebra l’opera di uno tra i fotografi italiani più significativi e originali per la profondità della sua ricerca sul senso della visione...
È dedicata all’opera del fotografo la mostra  “INSCAPE _ Piccola creazione”, allestita a Bologna presso la Galleria d’Arte Moderna Raccolta Lercaro

MILANO – Ultimo weekend per visitare la mostra “INSCAPE _ Piccola creazione”, allestita presso la Galleria d’Arte Moderna Raccolta Lercaro a Bologna e dedicata a Giovanni Chiaramonte. L’esposizione celebra l’opera di uno tra i fotografi italiani più significativi e originali per la profondità della sua ricerca sul senso della visione.

I SOGGETTI DELLE OPERE – Quelle presentate sono una serie di polaroid scattate tra Milano e Berlino. Giovanni Chiaramonte le realizza, prevalentemente nelle prime ore delle mattine tra il 2011 e il 2012, con una semplice macchina di plastica e alcuni pacchi di carta fotografica a sviluppo istantaneo. L’intento dell’autore è rappresentare tutto il mondo della creazione, da quello interno dell’uomo a quello esterno della natura. I segni della fede religiosa, arborescenze luminose, una foglia caduta nell’acqua, esili fiori, un memoriale di Rosa Luxemburg, la terra arata, una distesa di carbone, il nascere del sole che si intravede tra i rami di un albero. È il dolce risvegliarsi del mondo al sorgere lento di un mattino.

IL MONDO DELLA CREAZIONE NEGLI SCATTI DI CHIARAMONTE – Chiaramonte scrive con la luce immagini piene di silenzi, enigmi, interrogativi. Le sue foto sono frammenti di infinito che si rivelano nel loro incanto grazie all’intensa, tenue dolcezza di un raggio di luce che li illumina, anche solo per un attimo: luce istantanea e assoluta. Contemplare queste piccole foto è come sfogliare il libro della creazione, da suono a suono, da armonia ad armonia, da rimando a rimando, per interrogarsi sul senso del nascere, del vivere, del morire. Le immagini vogliono seguire il ritmo del respiro del cosmo, dello scorrere del tempo, del recitare una preghiera, un rosario. Lo sguardo spazia dalla terra al cielo, dai più piccoli oggetti deposti sulla terra fino al firmamento celeste.

GLI “INSCAPES” DEL FOTOGRAFO – In questi scatti l’infinito si racchiude nell’infinitamente piccolo: la visione del fotografo riconosce la vita in un gesto d’amore, perché vede in quell’infinita piccolezza il dischiudersi dello splendore dell’eterno. Queste piccole foto sono quelli che il poeta gesuita inglese Hopkins definirebbe degli “inscapes”: disegni divini che definiscono l’identità individuale di ogni cosa. E ci interrogano sul senso più profondo di un vedere che attraversa la superficie del mondo, per farci tuffare nell’assoluto.

23 febbraio 2013

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