''Gli invincibili'' di Letizia Battaglia in mostra a Milano

Gli scatti della fotografa Letizia Battaglia tra crudo realismo e perfezione estetica

Sono scatti di straordinaria potenza estetica ed etica quelli della fotografa palermitana Letizia Battaglia, in cui lo sguardo poetico rende testimonianza, attraverso la bellezza delle immagini, di realtà nude...

La serie de ”Gli invincibili”, ultimo lavoro della fotografa palermitana Letizia Battaglia, è in mostra nello show room di Antonio Marras a Milano fino al 18 maggio

MILANO – Sono scatti di straordinaria potenza estetica ed etica quelli della fotografa palermitana Letizia Battaglia, in cui lo sguardo poetico rende testimonianza, attraverso la bellezza delle immagini, di realtà nude, che non lasciano spazio a mistificazioni. Dai lavori di cronaca nera nella Palermo degli anni 70 e 80 alle opere di oggi, tutte le sue fotografie sono esempio di questo stile. Una nuova serie di opere è attualmente in mostra nello show room di Antonio Marras a Milano, “Gli Invincibili”. L’esposizione, curata da Francesca Alfano Miglietti, sarà aperta al pubblico fino al 18 maggio.

I MOLTI RACCONTI DELLE FOTOGRAFIE DI LETIZIA BATTAGLIA – «Oggi è giorno di Letizia. Come ogni giorno d’altronde. Oggi è il giorno in cui una gioia silenziosa appare tra le maglie di una serie di opere che intessono, scegliendole, infinite esistenze. Storie, miti, simboli e un’umanità visionaria e incosciente che nel gioco del mondo gioca la sua parte. Letizia Battaglia sembra ‘spingere dentro’ chi guarda le sue foto, e una volta dentro ci si accorge che esistono, nelle sue immagini, molti strati: la narrazione, il linguaggio dei simboli, la denuncia, la pietà, l’ammirazione, e poi la filosofia. Bisogna saper guardare», con queste parole la curatrice ci introduce alla mostra.

VOLTI, GESTI E PASSIONI – «Letizia Battaglia sempre raccoglie la sfida della bellezza e torna ancora ed ancora con sguardo poetico a rivelare i molteplici paradossi dell’esistenza. La maestria visiva della fotografa palermitana è indiscutibile in questa rievocazione che mostra una fotografia sontuosa che incontra volti e gesti e passioni, le chiavi di volta che sorreggono l’intera struttura di una visione intensa, di immagini ricche di significato in ogni singolo frammento. Un completo silenzio circonda queste immagini dense di rimandi e richiami, e di nomi e cognomi, nomi e cognomi carichi di fatti, eventi, rivolte, storie e leggende.

“GLI INVINCIBILI” IN MOSTRA – «In mostra una nuova serie di opere, realizzate tra il 2013 e il 2014, esposte per la prima volta, “Gli Invincibili”: Gabriele Basilico, Paolo Borsellino, Che Guevara, Giovanni Falcone, Sigmund Freud, James Joyce, Rosa Louise Parks, Pier Paolo Pasolini, Ezra Pound, Luisa Senzani, Il Crocifisso di Santo Spirito, la Venere di Urbino.
Scrive Erri De Luca: “Invincibile non è chi sempre vince, ma chi mai si fa sbaragliare dalle scon¬fitte. Invincibile è chi da nessuna disfatta, da nessuna batosta si fa togliere la spinta a battersi di nuovo. Chisciotte che risorge ammaccato dai colpi e dalla polvere è invincibile”.

L’ESASPERATO REALISMO CONTRO OGNI MISTIFICAZIONE – «Un’ampia produzione d’immagini, quelle di Letizia Battaglia, legate a personaggi e situazioni problematiche per il sentire comune, un allontanarsi da ogni schema omertoso, un modo di vedere la realtà che ha rappresentato un momento di profondo cambiamento tanto nei codici linguistici della fotografia, quanto nella percezione comune della realtà. Soprattutto la sua straordinaria ca-pacità di mostrare quello che abitualmente si nega. Quello che non si vuol vedere. Certo, se Letizia Battaglia avesse potuto scegliere, non avrebbe certo scelto di fotografare morti, sangue, violenza, paura, disperazione. Ma ha scelto di avvicinare e riprendere la scabrosità d’argomenti che abitualmente e per anni si sono voluti negare. La ricerca di Letizia Battaglia è di un esasperato realismo, agli antipodi della falsificazione cosmetica del reale, riprendendo sistematicamente, e per anni, ciò di cui si ha paura.

L’EMPATIA DELLA FOTOGRAFA CON IL SOGGETTO – «Contro ogni rassicurante e noiosa convenzione borghese Letizia Battaglia sceglie di schierarsi più scopertamente ed attivamente contro ogni moralismo. Fotografa colta e raffinata, rivoluziona il modo di ‘riprendere’ gli accadimenti: composizioni classiche nelle quali le persone ritratte sembrano avere la consapevolezza di non essere più persone ma uno strumento d’investigazione. Letizia Battaglia è interessata a uno scambio d’emozioni fra la fotografia e il pubblico, tra lei e il pubblico, e nel suo lavoro questo emerge come dato potente, colpisce proprio la ricerca di un’empatia sentimentale: il suo stile classico conferisce solennità alle sue immagini, Letizia sembra saper intercettare gli sguardi carichi di sentimenti, di passioni, di vita.

DAGLI ANNI 70 A OGGI – «E poi dopo anni e anni di cronaca, ‘decide’ cosa vedere quando guarda: “Ho sognato spesso di bruciare i miei negativi della cronaca degli anni 70, 80 e un po’ dei 90. Per disgusto, forse per disperazione. Per annullare dalla mia vista lo schifo che aveva vissuto Palermo. Un giorno del 2004 mentre stavo guardando con rabbia e tristezza una grande foto di una madre e tre figli poveri, coricati a letto perennemente per il freddo e per la fame, mi venne come un guizzo. Io queste foto, quelle che girano per il mondo, potevo distruggerle. Cioè potevo farle diventare altro: una vita, un corpo nudo, un sorriso mescolato alla foto di cronaca. Così dal 2004 sono nate le ‘Rielaborazioni’. Rielaborando le mie foto di cronaca nera in modo diverso. Ancora oggi le uso come fondali di altre foto, non più protagoniste. ‘Gli Invincibili’, invece, sono stati realizzati nel 2013, mai esposti e visti: Pier Paolo Pasolini, Rosa Parks, Il Crocifisso di Santo Spirito di Michelangelo, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Questi nomi non necessitano ulteriore spiegazione, parlano da sè.”

ETICA ED ESTETICA, UN TUTT’UNO – «Per Letizia Battaglia, a questo punto, etica ed estetica sono tutt’uno, nelle sue immagini si evidenzia che l’unità di etica ed estetica è in un modo di vedere il mondo per cui esso non appare come fonte di limitazione. L’etica è un’estensione al mondo, dunque alla vita, della capacità di conferire significato, l’attenzione è posta sul fatto che la radice dell’etica è in un certo modo di vedere le cose, in un atteggiamento verso la vita. Si tratta della prospettiva di un valore non connesso a come il mondo è e che è evocato dalla meraviglia per l’esistenza del mondo. 

Francesca Alfano Miglietti»

22 aprile 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti