Ferdinando Scianna, maestro di fotografia e reportage

Innamorato della sua terra d’origine, la Sicilia, soggetto prediletto dei suoi scatti, Scianna si è posto attraverso la fotografia un unico obiettivo: riuscire a dare un’apparente forma al caos della vita

MILANO – Ferdinando Scianna è uno tra i più grandi maestri della fotografia italiana. Ha iniziato ad appassionarsi alla fotografia negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine. Il  lungo percorso artistico del fotografo siciliano  si snoda attraverso tematiche quali la guerra, frammenti di viaggio, esperienze mistiche, religiosità popolare, legati da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. In occasione della nostra campagna “Mare d’autore” , riproponiamo alcuni scatti tratti dalla mostra dell’autore insieme a Irene Kung “Mare nostrum”.


FERDINANDO SCIANNA
– Nato il 4 luglio 1943 a Bagheria, si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università di Palermo, dove ha seguito diversi corsi senza tuttavia portare a termine gli studi. Nel 1963 Leonardo Sciascia visita quasi per caso la sua prima mostra fotografica, che ha per tema le feste popolari, presso il circolo culturale di Bagheria. Quando s’incontrano di persona, nasce immediatamente un’amicizia che sarà fondamentale per la carriera di Scianna. Sciascia ha infatti contribuito, attraverso prefazione e testi, alla stesura del suo primo libro, “Feste religiose in Sicilia”, che gli fa vincere il premio Nadar nel 1966.


L’INIZIO DELLA CARRIERA DI FOTOREPORTER
– Trasferitosi a Milano, nel 1968 inizia a collaborare come fotoreporter e inviato speciale con l’Europeo, diventandone in seguito il corrispondente da Parigi. Nel 1977 pubblica in Francia “Les Siciliens”, con testi di Domenique Fernandez e Leonardo Sciascia, e in Italia “La villa dei mostri”.  A Parigi scrive per Le Monde Diplomatique e La Quinzaine Littéraire. Proprio a Parigi conosce Henri Cartier-Bresson, le cui opere lo avevano influenzato fin dalla gioventù. Il grande fotografo lo ha introdotto nel 1982 come primo italiano nella prestigiosa agenzia Magnum, di cui diventerà socio a tutti gli effetti nel 1989. Nel 1984 collabora con Bresson e André Pieyre de Mandiargues per Henri Cartier-Bresson: portraits.
ILLUSTRI COLLABORAZIONI – Nel frattempo stringe amicizia e collabora con vari scrittori di successo, tra i quali Manuel Vázquez Montalbán. Negli anni ottanta lavora anche nell’alta moda e in pubblicità, affermandosi come uno dei fotografi più richiesti. Nel 1995 ritorna ad affrontare i temi religiosi, pubblicando Viaggio a Lourdes, e nel 1999 vengono pubblicati i ritratti del famoso scrittore argentino Jorge Luis Borges. Il 2003 vede l’uscita del libro “Quelli di Bagheria”, ricostruzione dell’ambientazione e delle atmosfere della sua giovinezza attraverso una ricerca nella memoria individuale e collettiva. Nel dicembre 2006 viene presentato il calendario 2007 del Parco dei Nebrodi, con dodici scatti dell’attrice messinese Maria Grazia Cucinotta.
POETICA E STILE DELL’AUTORE – La fotografia di Scianna può essere riassunta come un gioco di luce-ombra. Il fotografo siciliano interpreta con il bianco e nero della sua pellicola la realtà, restituendo immagini di un mondo che vive oltre il dualismo dei contrasti. Lo sguardo di Scianna coglie sfumature e complessità. Il suo stile vive dello straordinario intreccio di  tensione drammatica, visceralità,  ironia e partecipazione. e fotografie di Scianna trovano la loro dimensione nel  racconto, nel narrare attraverso le immagini. Il suo lavoro è la testimonianza visiva di un mondo sconosciuto, popolare e parallelo.
INDAGINE FOTOGRAFICA – La sua indagine fotografica compie una ricerca sull’identità, individuale e collettiva, che si risolve nella scoperta del senso di appartenenza ad una tradizione, senza rinunciare ad uno sguardo critico. Scianna trova un  linguaggio in grado di  raccontare una Sicilia che sta velocemente cambiando e sparendo.  Appropriatosi del sentimento di amore-odio, che il cuore di ogni vero siciliano ha ben presente, ritrae  l’amore, il senso di sicurezza, ma anche l’insofferenza nei confronti dell’immutabilità e delle ingiustizie sociali. Le sue immagini non dimostrano, ma mostrano il “teatro dell’esistenza” attraverso il fluire e il fluttuare dei destini e della storia di cui ognuno è partecipe.


SCIANNA E LA FOTOGRAFIA DI MARE
– Lo scorso luglio è stata inaugurata una mostra di Ferdinando Scianna con Irene Kung dal titolo “Mare nostrum”. Si tratta di un percorso esplorativo di 25 immagini tratte dall’immenso archivio dell’artista che servono a ricostruire la storia del Mar Mediterraneo, che per l’autore stesso comincia proprio nella sua Sicilia.

 

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