ARTE - Opere incomprese

I tagli di Fontana, il valore artistico e culturale dell’eclatante gesto dell’artista argentino

Lucio Fontana è un artista enigmatico: ha parlato pochissimo nella sua vita ed ha prodotto moltissimo. Da validissimo scultore di lapidi in Argentina a scultore simbolista in Italia a pittore che inganna la giuria delle mostre...

MILANO – Tutti, almeno una volta nella vita, davanti a un’opera d’arte contemporanea abbiamo pensato: ‘Questo lo potevo fare anch’io!’. Eppure i critici ci assicurano che si tratta di capolavori, mentre i collezionisti spendono cifre da capogiro per quadri che sembrano tele imbrattate e sculture che appaiono come ammassi di rottami. Come è possibile che una tela strappata possa chiamarsi ‘arte’? Oggi vi sfidiamo ad “assaggiare” i celebri n”Tagli” senza pregiudizi, cercando di capire cosa distingue un grande da un pessimo artista e per cercare di capire perché non è vero che potevamo farlo anche noi.

 
IL CASO FONTANA – Lucio Fontana è un artista enigmatico: ha parlato pochissimo nella sua vita ed ha prodotto moltissimo. Da validissimo scultore di lapidi in Argentina a scultore simbolista in Italia a pittore che inganna la giuria delle mostre, dando ai membri dei vetusti tromboni, sostenendo che le sue tele sono sculture, cosicchè, seppur invitato da scultore, potesse esporre delle tele, Lucio Fontana ha sempre saputo stupire. Non poco stupore, infatti, provocò il suo gesto -immortalato da Ugo Mulas- di tagliare le tele. Molti sono stati, sono e saranno critici nei confronti di quello che è stato, probabilmente, il gesto più significativo dell’arte del ‘900: “avrei potuto farlo anch’io”; “l’è un büs, e ciao…”; “non significa niente”; “lo saprebbe fare anche un bambino”; “e lo vendono a milioni di euro..”. Eppure quel gesto racchiude in sè una quantità di significati che difficilmente riusciremo a condensare in un solo articolo.

 

I TAGLI – Il 12 aprile 2008 nella sala d’asta di Christie’s a Londra, l’opera dell’autore ‘Concetto spaziale. Attesa’, stimata tra i 3,5 e i 5,5 milioni di sterline, è stata aggiudicata nell’asta ‘Post-War and Contemporary Art’ a 6.740.500 sterline, pari a 9.018.789 euro. Cifre da capogiro.

 
..Ma che significato hanno i Tagli?

 
1. LUCE – Il taglio di Fontana è il gesto che apre la luce al buio e il buio alla luce: ed in effetti dai suoi tagli sembra di vedere irradiarsi un buio luminoso che pervade l’atmosfera, un po’ come la Struttura al neon per la IX Triennale di Milano, conservata al Museo del 900 di Milano e visibile da Piazza Duomo. Tra luce, buio e ambiente si crea un unità, un ambiente di mutuo scambio di emozioni: c’è chi suggestivamente ha parlato dei Tagli come di una metafora visuale dell’Inconscio, di quel luogo crepuscolare dove alloggiano tutte le immagini e le emozioni della nostra vita.

 

2. ESTEMPORANEITÀ – I tagli sono poi “la parodia della bravura, dell’efficienza, dell’ottusa pazienza” (de Sanna): sembra che quel singolo gesto, veloce, istintivo eppure meditato, prezioso, ricco di significati, celebrato in un secondo, spazzi via gli sforzi di chi calcola con certosina pazienza il modo di fare più cose in meno tempo, senza contare, però, l’umanità, l’arte, i pensieri, le cesure, i “no”, gli altri. Fontana, al contrario, apre al nuovo, alla comunicazione, al diverso, all’opposto, apre il colore all’oscurità. Fontana apre la tela a ciò che ha sempre rifuggito, al suo terrore: il buio, con il quale essa non è più niente.

 

3. METAFORA – Il taglio di Fontana è poi una ferita, uno squarcio. La si può anche interpretare come metafora dell’amplesso e della penetrazione. In realtà, di quest’ultima teoria, l’unico aspetto interessante, al di là delle inutili e triviali provocazioni, è che Fontana ha lo scopo di ridare vita umana, far vivere quei monocromi assoluti che fanno da sfondo ai tagli, che non potrebbero, nella loro assolutezza, essere umani, se non dipinti in Yves Klein Blue, ma questa è un’altra storia…

 

4. CIRCOLARITÀ DELLA VITA – Ed infine, tra i più importanti significati di quel gesto di unità che Fontana chiamava “l’uovo di Colombo, troppo facile e troppo difficile [tanto che], alle volte, ho la sensazione di aver pensato a qualcosa di superiore alla intelligenza, o pazzo o esaltato”, c’è l’idea di un movimento in avanti ed in indietro, in versi tra loro opposti: ogni taglio può svuotare tutto il mondo e creare un circolo di moto ininterrotto, di vita perenne, in un senso e nel senso opposto (Sinisgalli), come a dare evidenza plastica all’oscillare della vita attorno ad un movimento dentro/fuori, sì/no, eternamente in contraddizione con se stesso, eternamente in fallimento, ma eternamente in circolo, con la stessa forza che sprigiona dal buio quando si è abbagliati dalla luce e dalla luce quando si è travolti dal buio.

 

19 febbraio 2015

 

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