La Fotografia di moda

Bettina, la musa ispiratrice della moda francese

Inaugura martedì 16 settembre alla Galleria Carla Sozzani di Milano la mostra ''Bettina'', per celebrare quella che è stata l'icona indiscussa della moda francese tra gli anni '40 e '50, immortalata dai...

Icona indiscussa, modella fra le più celebrate e ricercate da stilisti e fotografi degli anni Quaranta e Cinquanta, Bettina è un emblema della moda francese. La Galleria Carla Sozzani le dedica una mostra fotografica a partire da metà settembre

MILANO – Inaugura martedì 16 settembre alla Galleria Carla Sozzani di Milano la mostra ”Bettina”, per celebrare quella che è stata l’icona indiscussa della moda francese tra gli anni ’40 e ’50, immortalata dai più grandi fotografi del mondo. Ritratti in bianco e nero che sprigionano tutta l’eleganza di questa donna, musa ispiratrice dei più importanti couturier, da Givenchy a Coco Chanel.

STORIA DI UNA MUSA – La mostra ripercorre la carriera di Bettina attraverso oltre cento immagini firmate dai più grandi fotografi di quegli anni: Erwin Blumenfeld, Henri Cartier-Bresson, Jean-Philippe Charbonnier, Jean Chevalier, Henry Clarke, Robert Doisneau, Martin Dutkovitch, Nat Farbman, Milton Green, Gordon Parks, Irving Penn, Willy Rizzo, Emile Savitry, Maurice Zalewski.
Nata nel 1925 e cresciuta in Normandia, Simone Micheline Bodin detta Bettina sognava di diventare disegnatrice di moda e nel 1944 si trasferisce a Parigi, dove incontra Jacques Costet, giovane stilista che aveva appena aperto un piccolo atelier per presentare alcuni suoi bozzetti. Costet, affascinato dalla sua bellezza, termina l’incontro chiedendole di indossare un suo abito. Inizia da quel momento una straordinaria carriera di musa e modella: «Guanti, cappelli, veli – era quell’epoca: mi piaceva posare, era un istinto e un piacere» (Fashion memoir, Thames and Hudson,1998). Dopo Costet, Bettina lavora per un breve periodo con Lucien Lelong e nel 1947 si lega a Jacques Fath diventando la sua musa. Contesa dalle più importanti riviste di moda, nel 1952 incontra Hubert de Givenchy e lo aiuta ad aprire la sua maison nel doppio ruolo di modella e responsabile delle relazioni pubbliche. Givenchy le dedica la blusa “Bettina” immortalata dal famoso disegno di René Gruau.

DA PARIGI ALLE LUCI DELLA RIBALTA – In questi anni viaggia molto in Europa ma anche negli Stati Uniti, Brasile, Argentina e stringe amicizia con intellettuali, attori, registi e scrittori: Georges Simenon, Jean Genet, Jacques Prévert, Greta Garbo, Elizabeth Taylor, Gregory Peck, the Bogarts, Ava Gardner, John Huston, Irving Shaw, Charlie Chaplin, Truman Capote and Gary Cooper. Continua a posare per le riviste di moda con abiti di Christian Dior, Madame Grès, Balenciaga, Balmain e raggiunge l’apice della carriera nel 1955, anno in cui decide di allontanarsi dalla scena della moda, proprio come farebbe una vera diva. Nonostante il suo ritiro, Bettina continua a lavorare nella moda, nel 1963 è “ambasciatrice di charme” della rivista Elle, per essere fotografata con “gli abiti più belli di Parigi” in Africa, dalla Valle dei Templi, al deserto del Sinai, alle falde del Kilimangiaro. Nel 1967 torna a sfilare per la collezione di Coco Chanel a lei ispirata, e nel 2010 è nominata Chevalier des Artres et des Lettres dall’allora ministro francese Frédéric Mitterrand.

7 agosto 2014

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