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56° Premio internazionale Bugatti – Segantini, l’arte contemporanea italiana in mostra

Ritorna un importante appuntamento per gli appassionati di arte contemporanea. Il 13 giugno ci sarà l’inaugurazione della 56esima edizione del premio “Bugatti - Segantini” che quest’anno arricchisce il proprio calendario fino al 5 luglio con numerose mostre...

Spazio ai giovani, ai workshop e alla cultura locale per la 56esima edizione del premio “Bugatti-Segantini”. Mostre ed eventi speciali in Villa Brivio e Villa Vertua a Nova Milanese dal 13 giugno al 5 luglio 2015.

 

MILANO – Ritorna un importante appuntamento per gli appassionati di arte contemporanea. Il 13 giugno ci sarà l’inaugurazione della 56esima edizione del premio “Bugatti – Segantini” che quest’anno arricchisce il proprio calendario fino al 5 luglio con numerose mostre ed eventi per soddisfare i gusti di tutti gli amanti del mondo dell’arte.

 
ECCELLENZE DELL’ARTE ITALIANA – Il Premio Bugatti-Segantini è una delle manifestazioni d’arte contemporanea più longeve all’interno del panorama italiano. In oltre cinquant’anni di storia ha ospitato artisti e curatori di assoluto rilievo. Seguendo la formula proposta nelle ultime edizioni, accanto al Premio alla Carriera, anche quest’anno verrà presentato un ciclo di mostre collettive di artisti italiani under 35 e di artisti internazionali. I curatori di questa edizione sono Giovanni Iovane e Simona Bartolena.

 
PREMI E MOSTRE – Il 56° Premio Internazionale Bugatti-Segantini alla Carriera è stato assegnato ad Arcangelo. Sin dagli anni ‘80, Arcangelo è stato uno dei protagonisti italiani della storia dell’arte contemporanea. Il suo percorso artistico è stato segnato dalla presenza di numerosi e differenti cicli pittorici ove terre originarie e natie si mescolano a terre lontane e antiche, come, ad esempio, quelle dei Dogon. Non solo la consegna del premio: è stata allestita fino al 5 luglio 2015, negli spazi espositivi di Villa Brivio a Nova Milanese, una mostra personale di Arcangelo, che in estrema sintesi “racconta” la sua esperienza artistica dai quadri “neri” della fine degli anni 80 sino ai cicli contemporanei come quello della “Terra dei Sanniti”. In occasione della premiazione di Arcangelo è stato edito un libro, Arcangelo 19882014, con testi di Giovanni Iovane e pubblicato dal Bice Bugatti Club.

 
ALTRI EVENTI – Oltre alla mostra dedicata ad Arcangelo, vincitore del 56° Premio Internazionale Bugatti-Segantini alla Carriera, a partire dal 13 giugno ci saranno una serie di importanti mostre e speciali eventi collaterali a questa importante manifestazione.

Senza Progetto, artisti Under 35 (13 giugno 2015 – 5 luglio 2015, Villa Vertua / Villa Brivio) Il Senza progetto, che intitola la mostra di sei giovani artisti italiani non si riferisce ovviamente alle singole ricerche di Simone Masetto Maghe, Andrea Mineo, Giulio Pace, Gloria Pasotti, Giuliana Storino, Nicola Felice Torcoli. Ciascuno degli artisti selezionati, infatti, presenta quello che con il vecchio linguaggio della pittura, si sarebbe chiamato “ciclo”; una sperimentazione personale che declina individualmente l’oggetto della pittura secondo mezzi differenti. Il senza, la sottrazione appartiene al dispositivo curatoriale che lascia libera presentazione alle opere dei sei artisti affinché ciascuno di noi (noi pubblico o publics) possa osservare a lungo le opere di questi artisti chiedendo loro di poter far parte di una comunità artistica e sociale. In altre parole, e senza giri di parole, una bella mostra di arte contemporanea.

 

Building Bridges Art Exchange (13 giugno 2015 – 5 luglio 2015, Villa Vertua) L’associazione statunitense, che da anni si occupa di scambi artistici e culturali, presenta le opera di tre artisti internazionali. Jacob Alonso, dal Messico, esplora l’idea di “oggetto che tocca-oggetto toccato” attraverso la personalissima tecnica di fumage applicata al proprio corpo. Ancora dal Messico, Roberto Razo crea opere realizzate sfruttando materiali termo reattivi, dando vita a forme di astrazione contemporanee. La tedesca Petra Eiko è un’attenta osservatrice della vita e delle energie: con le sue forme organiche, accompagna lo spettatore attraverso un viaggio profondo di connessione con l’universo.

 

Martadero, Conart (13 giugno 2015- 5 luglio 2015, Villa Vertua e Villa Brivio) Il Conart vuole fare conoscere i territori boliviani attraverso gli occhi degli artisti partecipanti, uno sguardo esterno e uno interno, col fine di mostrare la realtà da una prospettiva creativa, valorizzando l’arte e la cultura locali. Il taccuino funziona come un compagno di viaggio, dove plasmare memorie, immaginari e incontri. Gli artisti coinvolti hanno realizzato le proprie opere sulla base di itinerari tematici e geografici, proposti dal curatore dell’evento. I temi partivano da 7 assi principali: identità, sradicamento, spostamento, contesto, sguardi, incontri, sensi. 

 

Boix-Boxing-Boixismo (11 luglio 2015-5 agosto 2015, Villa Vertua) La mostra è dedicata al maestro latinoamericano Carl Boix ed è una selezione di dipinti, disegni e collage realizzati negli ultimi vent’anni, durante il suoi soggiorni a Madrid e a Ginevra. Lo stile di Boix è caratterizzato da una tavolozza brillante, con sfumature caraibiche, un universo dove la rappresentazione estremamente personale delle figure eccede il soggetto rappresentato. Boix ha fatto parte della “generazione nascosta” di artisti e scrittori quali Reynaldo Arenas e Zoe Valdés, che oggi sono riferimenti essenziali della cultura cubana.

 

70° Anniversario della Liberazione e 100° Anniversario della Dichiarazione della Grande Guerra del ’15-’18 (da settembre 2015) Una mostra sulla guerra che guarda al passato pensando al futuro e offre esempi su cui riflettere per fondare un nuovo presente. L’arte ha un ruolo sostanziale in questo processo. La memoria di un segno lasciato da un artista apre motivi di dialogo, percorsi che nascono dall’esperienza individuale per aprirsi all’universale. Gli artisti parlano linguaggi che tutti possono e forse devono ascoltare. Questa mostra racconta la guerra attraverso i loro occhi. Sguardi che narrano l’orrore di ogni conflitto. Di tutti i conflitti. Perché la guerra non è mai finita.

 

I PROGETTI SPECIALI, A CURA DI ALESSANDRO SAVELLI Ecco il calendario degli eventi collaterali alle mostre principali

 

Kaleidoscope Pavillion (Dal 13 giugno al Parco Vertua) Il Kaleidoscope Pavillion è un padiglione temporaneo multifunzionale. E’ realizzato con il giunto strutturale Primitive Future Architool, prototipato tramite stampa 3d e sviluppato nel 2014 a partire dal workshop “We don’t need no architects”. Il progetto è stato ospitato e prodotto dal Bice Bugatti Club per il 55° Premio Internazionale Bugatti Segantini. Durante il workshop, insieme ad un gruppo di studenti d’Architettura del Politecnico di Milano, storici, maker e critici di design si è discusso sulle trasformazioni dell’Architetto in un’era apparentemente caratterizzata da una crisi della professione e da nuove tecnologie e capacità volte a trasformare e rendere più orizzontali tutti gli aspetti della pratica professionale. Per il 56° Premio Internazionale Bugatti Segantini, il Kaleidoscope Pavillion diventa uno strumento micro-urbanistico flessibile, per un nuovo rapporto con il territorio, strutturato per situazioni puntuali di azione diretta e temporanea. Consentirà di ospitare una serie di interventi ed eventi durante il periodo di svolgimento del premio. Partendo dall’utilizzo del semplice giunto, il padiglione potrà essere autonomamente assemblato senza l’ausilio di tecnici. La sua estrema modularità, consentirà di adattare la forma del padiglione a differenti usi, mantenendo allo stesso tempo un alto grado di complessità formale.

 

MEDIARS Expo Milano 2015, ENERGY FOR LIFE (20 giugno 2015 – 4 luglio 2015) Si tratta di un corso multidisciplinare indirizzato ad artisti, video artisti, designer e sviluppatori che vogliono esplorare i new media e le nuove tecniche di promozione della loro arte attraverso I social media. In particolare si affronteranno I temi del transmedia storytelling, della produzione di video in time lapse e del video mapping projection. Tutti questi elementi sono I metodi di lavoro pensati all’interno del format Mediars per il progetto di arte multimodale di quest’anno. Il risultato finale del workshop sarà esibito in una delle ville-museo connesse al premio Bugatti-Segantini. Il corso, che si terrà in lingua inglese, ha selezionato partecipanti da tutto il mondo: Stati Uniti, Canada, Cina, Egitto, Ghana e Germania.

 

Rosa Rosae Rosae – Installazione permanente a cura di Bros- (Dal 21 giugno 2015) Daniele Nicolosi, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Bros dopo aver intrapreso un percorso di studi al Politecnico di Milano alla facoltà di Disegno Industriale realizza numerosi wallpaintings in Italia e all’estero. Nel 2007 riceve l’invito a partecipare alla mostra Street art Sweet art al PAC di Milano a cura di A.Riva. A marzo del 2008 inaugura la sua prima mostra personale al Superstudiopiù di Milano. Nello stesso anno partecipa a ‘Scala Mercalli’ all’Auditorio di Roma a cura di G. Marziani. Nel 2010 partecipa alla ‘II Young Biennal Moscow’ e a ‘La scultura italiana del XXI sec.’ curata da M. Meneguzzo. Contemporaneamente il Comune di Milano lo denuncia per una decina di interventi non autorizzati e il caso finisce sul New York Times e International Herald Tribune. Nel 2012 realizza ‘Andrea’ un’opera permanente sella fontana-lucernaio del Macro di Roma a cura di B. Pietromarchi. A marzo del 2013 inaugura ‘Padiglione Natura’ un progetto che riflette sul paesaggio in relazione con la città, della durata di tre anni. A marzo del 2015 si laurea in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Milano e riceve l’incarico per la realizzazione di due opere monumentali che accoglieranno l’Auditorio e il Centro conferenze all’interno del sito che ospiterà la manifestazione ‘Expo 2015‘.

 

Manovre (Da giugno 2016) Una scultura nel pubblico comporta una certa responsabilità. Se scrivi un brutto libro, dopo poco tempo viene tolto dagli scaffali e messo nei magazzini, poi al macero e nessuno se ne ricorderà. In poesia, se sbagli un verso lo getti e ne fai un altro… Ma se sbagli quando inizi a lavorare il materiale: l’errore resta. Errore rispetto al progetto, errore rispetto alla resa che il progetto poteva avere, errore rispetto alla propria immaginazione che si modifica, si adatta alla nuova forma, ma magari non l’accoglie fino in fondo. Oltre la responsabilità morale, mi si propone, – sempre che questo sia possibile – di far rivivere in qualche modo un albero centenario, un patriarca imponente, maestoso e grandioso. Quello dell’albero è un tema ricorrente nei mie lavori, anche nei primissimi. Gli alberi sono umili e silenziosi; un grande albero tace, un grande albero “sta”. La fretta in questo lavoro non giova. Sedimentare è necessario, se presa di petto, la partita sarebbe persa in partenza: prove, aggiustamenti, conferme seguiranno al lavoro fin qui proposto che, per ora, manca della prova del tempo: è una sfida; ma se riuscirò soltanto a suscitare il ricordo di questo, per me sarà una partita vinta e una gran gioia. In acciaio Corten, l’opera si ergerà sull’alto basamento dell’albero stesso per circa 2 metri e, giocando con improbabili fronde, cercherà di suscitarne l’emozione simbolica e la presenza fisica.

12 giugno 2015

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