2 saggi sul Giappone da leggere per scoprirlo tra tradizione e contemporaneità

Dal patrimonio mitologico alle nuove generazioni cresciute con manga e anime, due saggi permettono di osservare il Giappone da prospettive lontane solo in apparenza. “Genealogia dei miti del Giappone” di Castrese Cacciapuoti indaga le radici e le contaminazioni della mitologia nipponica, mentre “L’onda giapponese” di Roberta Gatta, Carolina Giangrandi e Benedetta Manfredi esplora il rapporto…

2 saggi sul Giappone da leggere per scoprirlo tra tradizione e contemporaneità

Studiare il Giappone significa spesso accorgersi di quanto sia difficile separare nettamente ciò che chiamiamo tradizione da ciò che consideriamo contemporaneo. Miti, immagini, simboli e modi di raccontare l’identità attraversano i secoli, cambiano forma e possono riemergere persino nei prodotti della cultura pop.

Due saggi molto diversi permettono di percorrere proprio questa distanza: “Genealogia dei miti del Giappone. Saggi di mitologia comparata” di Castrese Cacciapuoti guarda alle origini del patrimonio mitologico nipponico e alle sue connessioni con altre culture, mentre “L’onda giapponese.

Come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti” di Roberta Gatta, Carolina Giangrandi e Benedetta Manfredi arriva fino al presente per interrogarsi sul successo globale dell’immaginario giapponese.

Letti insieme, i due libri consentono inoltre di superare l’idea di una cultura giapponese chiusa e immobile. Il primo mostra quanto il mito sia il risultato anche di incontri, somiglianze e stratificazioni che attraversano territori lontanissimi; il secondo parte da un movimento inverso e osserva un immaginario nato in Giappone capace di viaggiare nel mondo e diventare familiare a generazioni di adolescenti. Dal racconto mitologico alle tavole di un manga, cambia il linguaggio, ma rimane centrale la capacità delle storie di costruire simboli attraverso i quali interpretare il mondo e noi stessi.

2 saggi sul Giappone per attraversare secoli di cultura

Genealogia dei miti del Giappone. Saggi di mitologia comparata” di Castrese Cacciapuoti, Il Cerchio

Quanto è esclusivamente giapponese la mitologia che siamo abituati ad associare al Giappone? È una domanda particolarmente interessante da cui partire per avvicinarsi a “Genealogia dei miti del Giappone”, corposo studio di oltre quattrocento pagine nel quale Castrese Cacciapuoti affronta il patrimonio mitologico nipponico attraverso gli strumenti della comparazione.

Il punto di partenza è rappresentato anche dagli studi sviluppatisi in Giappone nel secondo dopoguerra, influenzati dalle ricerche di studiosi come Georges Dumézil e Mircea Eliade, che hanno contribuito ad aprire nuove possibilità nell’analisi delle strutture e delle parentele tra differenti tradizioni mitiche.

Il risultato mette in discussione l’immagine di un patrimonio culturale cresciuto in completo isolamento. Cacciapuoti indaga le affinità tra i miti giapponesi e quelli dei paesi appartenenti all’area sinica, ma spinge la comparazione molto più lontano, fino alle tradizioni indoeuropee.

India, Irlanda e Scandinavia diventano così territori apparentemente remoti attraverso i quali riconoscere analogie, strutture narrative e motivi che consentono di osservare sotto una luce differente anche le storie del Giappone antico. Non si tratta semplicemente di cercare somiglianze curiose, ma di comprendere la natura complessa e sincretica di un universo mitologico nato attraverso sovrapposizioni e scambi.

È un approccio utile soprattutto perché permette di pensare la cultura giapponese fuori dall’immagine, ancora molto diffusa in Occidente, di una civiltà completamente separata dalle altre. Anche il mito viaggia, cambia e assorbe elementi differenti.

Studiare queste genealogie significa allora interrogarsi su come una società costruisca i propri racconti delle origini e su quanto ciò che consideriamo identitario possa essere il risultato di incontri avvenuti nel corso dei secoli. Un saggio indicato per chi vuole approfondire il Giappone oltre le introduzioni generali, collegandolo alla storia delle religioni e alla mitologia comparata.

L’onda giapponese. Come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti” di Roberta Gatta, Carolina Giangrandi e Benedetta Manfredi, L’asino d’oro

Con “L’onda giapponese” il viaggio compie un salto temporale enorme e arriva alla cultura pop contemporanea. Dalla fine degli anni Settanta manga e anime hanno progressivamente conquistato un pubblico internazionale, fino a diventare parte dell’immaginario quotidiano di generazioni cresciute molto lontano dal Giappone.

Le autrici, però, non si limitano a ricostruire il successo commerciale del fenomeno. La domanda alla base del libro è più interessante: perché storie nate all’interno di una cultura geograficamente e storicamente distante riescono a parlare in maniera tanto intima agli adolescenti occidentali?

Il saggio guarda quindi al manga e all’animazione come strumenti attraverso i quali vengono rese visibili alcune esperienze profonde della crescita. Cambiare, perdere certezze, confrontarsi con il proprio corpo, cercare un’identità e provare a comprendere desideri ed emozioni sono passaggi che la cultura pop giapponese ha raccontato attraverso generi e linguaggi molto differenti.

Il fantastico, la trasformazione e persino l’eccesso visivo possono diventare modi per dare una forma concreta a inquietudini difficili da esprimere direttamente. Manga e anime vengono così osservati anche come spazi di riconoscimento nei quali ragazze e ragazzi possono ritrovare parti della propria esperienza.

Attraverso interviste e contributi di esperti, Gatta, Giangrandi e Manfredi provano inoltre a costruire un ponte tra adolescenti e adulti. È forse l’aspetto più interessante del volume per chi studia la cultura giapponese contemporanea: prendere sul serio manga e anime significa riconoscere che un prodotto popolare può raccontare trasformazioni sociali, paure, desideri e modi nuovi di costruire l’identità.

Il successo internazionale di questi linguaggi smette così di essere una semplice moda generazionale e diventa una domanda culturale: che cosa hanno trovato milioni di giovani nell’immaginario giapponese che sentivano di non trovare altrove?

Dal mito al manga, le storie con cui il Giappone attraversa il tempo

Accostare questi due saggi crea un percorso insolito ma particolarmente fertile. “Genealogia dei miti del Giappone” guarda a storie che hanno attraversato territori e secoli prima di entrare nel patrimonio culturale nipponico; “L’onda giapponese” osserva invece storie che dal Giappone contemporaneo sono partite alla conquista del mondo. In un caso seguiamo ciò che arriva in Giappone e viene rielaborato, nell’altro ciò che dal Giappone viene esportato e reinterpretato da pubblici culturalmente lontani.

Tra i due estremi emerge quindi un’idea del Giappone molto più dinamica di quella restituita dallo stereotipo di una cultura sospesa tra tradizione immutabile e modernità tecnologica. Le culture vivono proprio perché assorbono, trasformano e producono nuovi immaginari. Passare dai miti antichi a manga e anime permette allora di seguire un filo che attraversa epoche diversissime: il bisogno di raccontare attraverso simboli ciò che siamo, ciò che temiamo e le trasformazioni attraverso cui cerchiamo di capire noi stessi.