Il romantasy è il genere che va per la maggiore negli ultimi anni. Con la costruzione di universi magici, e quella del romance, che trasforma l’avventura in qualcosa di profondamente personale attraverso il desiderio, la fiducia e la possibilità di scegliere qualcuno anche quando tutto suggerirebbe di fare il contrario.
I cinque romanzi che abbiamo scelto mostrano quanto il genere possa assumere forme differenti. Ci sono streghe che devono imparare ad accettare l’imperfezione, regine costrette a stringere alleanze con divinità pericolose, studiose di folklore coinvolte in spedizioni che diventano indagini per omicidio, ragazze cresciute ai margini di un regno fatato e giovani donne che trasformano la propria bellezza in un’arma politica. Storie molto diverse, unite però dalla stessa domanda: quanto siamo disposti a rischiare quando ciò che desideriamo entra in conflitto con ciò che dovremmo essere?
5 romantasy perfetti per le letture estive
Il successo del romantasy nasce anche dalla sua capacità di trasformare il sentimento in una prova. In questi romanzi amare qualcuno significa quasi sempre mettere in discussione un’identità costruita fino a quel momento: Annie deve rinunciare all’ossessione per la perfezione, Liyen deve confrontarsi con ciò che ha imparato a temere, Lorelei è costretta a fidarsi della propria rivale, Ortica scopre quanto possa costare salvare chi ama e Xishi deve distinguere i sentimenti autentici dal ruolo che le è stato imposto.
Sono proprio queste tensioni a renderli letture perfette per l’estate. Permettono di attraversare regni lontani e foreste incantate, ma sotto la magia continuano a parlare di qualcosa che conosciamo molto bene: il desiderio di trovare qualcuno davanti al quale non sia necessario interpretare continuamente la persona che gli altri hanno deciso che dovremmo essere.
“Uncharmed. Il potere di essere imperfetti” di Lucy Jane Wood, Giunti
Andromeda “Annie” Wildwood sembra aver imparato molto bene quale versione di sé mostrare al mondo. È una strega impeccabile, gentile, sempre disponibile, capace perfino di preparare dolci incantati nella bakery che gestisce nel cuore di Londra. Dietro questa immagine perfettamente costruita, però, c’è una donna che continua a misurare il proprio valore sulla base delle aspettative altrui e che sogna soprattutto di conquistare un posto nell’élite della comunità magica. Il suo desiderio di essere all’altezza diventa quindi il vero incantesimo che la tiene prigioniera.
La possibilità di dimostrare finalmente ciò che vale arriva quando la congrega le affida Maeve, una giovane strega ribelle dal potere instabile. Annie accetta immediatamente l’incarico, ma ciò che dovrebbe essere una prova delle sue capacità la conduce lontano dalla sicurezza della sua vita londinese, fino a un cottage isolato nel bosco. Qui vive Hal Bancroft, un mago burbero che sembra possedere il talento particolare di mettere in discussione tutto ciò che Annie considera indispensabile per mantenere il controllo.
Tra magie che sfuggono alle regole, segreti legati alla congrega e un rapporto sempre più profondo con Maeve e Hal, Annie inizia a capire che la perfezione può diventare una forma molto raffinata di paura. Essere sempre adeguati significa infatti modellarsi continuamente sul desiderio degli altri, fino a rischiare di dimenticare ciò che vogliamo noi.
È proprio questo elemento a rendere Uncharmed particolarmente adatto a chi nel romantasy cerca anche una componente cozy e introspettiva. Magia, bakery e cottage costruiscono un’atmosfera avvolgente, mentre il percorso della protagonista aggiunge alla storia una riflessione molto contemporanea sull’ansia da prestazione e sulla necessità di concedersi il diritto di essere imperfetti. Perché qualche volta il vero lieto fine consiste nel smettere di diventare ciò che tutti si aspettano e cominciare finalmente ad abitare la propria vita.
“Immortal” di Sue Lynn Tan, Mondadori, Laura Miccoli
Liyen sale al trono dopo la morte del nonno portando con sé una promessa precisa: spezzare il legame che da troppo tempo lega il suo popolo agli immortali. È quindi interessante che proprio la creatura dalla quale dovrebbe mantenersi maggiormente lontana diventi presto il centro di un’alleanza necessaria. Quando viene convocata nel Reame degli immortali, Liyen decide infatti di sfruttare l’occasione per comprenderne i segreti e proteggere Tianxia, stringendo un patto con il Dio della Guerra.
La dinamica romantica nasce proprio da questa contraddizione. Liyen ha bisogno di lui e contemporaneamente rappresenta tutto ciò da cui vorrebbe liberare il proprio regno. La vicinanza forzata trasforma gradualmente la diffidenza in attrazione, ma concedersi quel sentimento significherebbe mettere in discussione non soltanto una convinzione personale, bensì la responsabilità politica che la protagonista ha assunto nei confronti del proprio popolo.
Sue Lynn Tan costruisce così un romantasy nel quale amore e potere procedono sullo stesso livello. La protagonista non può permettersi di prendere decisioni soltanto sulla base del desiderio perché ogni sua scelta produce conseguenze collettive. Il sentimento diventa allora particolarmente pericoloso: innamorarsi significa affidare una parte di sé proprio alla creatura che dovrebbe essere considerata nemica.
Per chi ama i fantasy ispirati alle mitologie orientali, le corti immortali, gli accordi fragili e le storie nelle quali la tensione romantica nasce dall’impossibilità di fidarsi completamente dell’altra persona, Immortal possiede tutti gli elementi giusti. È una lettura che utilizza il fascino del divino per parlare di qualcosa di molto umano: il momento in cui comprendiamo che proteggersi da ogni legame può sembrare una forma di forza, ma significa anche rinunciare alla possibilità che qualcuno cambi il nostro modo di guardare il mondo.
“A Dark and Drowning Tide. Un’oscura marea” di Allison Saft, Giunti
Lorelei Kaskel è una giovane esperta di folklore che vede nella partecipazione a una spedizione organizzata per conto di re Wilhelm qualcosa di molto più importante di una semplice avventura accademica. Figlia di un ciabattino e appartenente al popolo degli yevi, discriminato e oppresso, vuole dimostrare il proprio valore e conquistare finalmente quella posizione che le permetterebbe di trasformare il sapere in una possibilità di emancipazione.
La missione consiste nel trovare l’Ursprung, la leggendaria sorgente di tutta la magia. Lorelei parte insieme a sei nobili studiosi guidati dalla professoressa Ziegler, ma il viaggio assume rapidamente una direzione molto più oscura quando la donna viene assassinata. Tutti possono essere colpevoli e Lorelei deve contemporaneamente proseguire la ricerca e individuare l’assassino.
A complicare ulteriormente la situazione c’è Sylvia von Wolff, principessa dai capelli lunari e dagli occhi d’argento, rivale storica di Lorelei. Le due si conoscono fin troppo bene e tutto sembrerebbe destinarle a continuare a combattersi, se non fosse che Sylvia è anche l’unica persona capace di testimoniare l’innocenza di Lorelei. Il rapporto tra le due donne si sposta così lentamente dalla rivalità alla necessità di fidarsi l’una dell’altra.
A Dark and Drowning Tide utilizza quindi il romantasy per incontrare il dark academia, il mystery e il folklore. Ci sono creature inquietanti, foreste che mutano, acque cariche di segreti e soprattutto un enemies to lovers saffico costruito dentro una storia nella quale fidarsi significa esporsi a un rischio enorme.
È il titolo perfetto per chi anche durante l’estate vuole atmosfere più cupe e misteriose. Il viaggio alla ricerca della sorgente della magia diventa infatti anche una ricerca sulla conoscenza stessa: sapere qualcosa concede potere, ma può renderci altrettanto vulnerabili. E spesso la persona della quale abbiamo imparato a diffidare è proprio quella capace di vedere ciò che gli altri non hanno mai voluto riconoscere in noi.
“Ortica” di Bex Hogan, Giunti
Ortica porta il proprio mistero già nel nome. Da bambina è stata trovata dentro un cespuglio di ortiche e, particolare ancora più insolito, sembra essere immune alle loro punture. È cresciuta con la donna che chiama nonna, l’unica famiglia che abbia realmente conosciuto, e proprio quando quest’ultima si ammala la ragazza decide che farà qualsiasi cosa pur di salvarla.
La strada verso la guarigione conduce Ortica direttamente nel territorio del fiabesco. Il capriccioso re delle fate Locryn accetta di aiutarla soltanto a una condizione: dovrà portare a termine tre incarichi apparentemente impossibili. Il meccanismo della fiaba tradizionale è immediatamente riconoscibile, ma diventa il punto di partenza per un viaggio che mette la protagonista davanti a creature magiche, nuovi legami, pericoli e naturalmente l’amore.
Il fascino di Ortica nasce proprio dalla possibilità di recuperare quella struttura narrativa antichissima nella quale ogni prova possiede un significato più profondo dell’impresa che apparentemente richiede. Superare tre compiti significa crescere, capire chi si è, riconoscere ciò che merita davvero di essere salvato e scoprire che la magia non obbedisce mai completamente alle regole che gli esseri umani vorrebbero imporle.
È anche uno dei titoli della selezione che più facilmente può conquistare chi cerca una lettura estiva avventurosa senza rinunciare all’atmosfera della fiaba oscura. Boschi, fate e prove impossibili costruiscono un mondo nel quale il meraviglioso conserva sempre un lato ambiguo: ciò che può concederti esattamente quello che desideri potrebbe chiederti in cambio qualcosa che ancora non sai di essere disposto a perdere.
E il viaggio di Ortica parte proprio da un sentimento semplicissimo, l’amore per la donna che l’ha cresciuta. Il fantastico diventa così una lente attraverso cui osservare una domanda universale: fino a dove siamo disposti ad arrivare per non perdere qualcuno?
“Il canto dei fiumi sommersi” di Ann Liang, Mondadori,Laura Miccoli
La storia di Xishi nasce da una leggenda dell’antica Cina e da una qualità che, nel mondo in cui vive, gli altri hanno già trasformato in destino: la sua bellezza. Per gli abitanti del villaggio Yue dovrebbe rappresentare soprattutto uno strumento attraverso cui ottenere un buon matrimonio e garantire sicurezza alla propria famiglia. Fanli, consigliere del re Goujian, vede però nella stessa bellezza qualcosa di completamente diverso. Un’arma.
Il piano è tanto semplice quanto terribile: Xishi dovrà infiltrarsi nel regno rivale di Wu, conquistare il re Fuchai e indebolire la corte dall’interno. Il suo corpo, il suo volto e il desiderio che riesce a suscitare diventano strumenti politici. Addestrata da Fanli nel combattimento e nella capacità di controllare ogni emozione, Xishi viene trasformata in una spia, ma proprio durante questa preparazione nasce tra i due un’attrazione che rende la missione ancora più pericolosa.
Una volta entrata nella corte nemica, Xishi deve interpretare continuamente un ruolo. Ogni gesto può tradirla e ogni emozione autentica deve essere nascosta. La seduzione si trasforma così in una forma di guerra, mentre il confine tra ciò che la protagonista mostra e ciò che realmente prova diventa sempre più fragile.
Il canto dei fiumi sommersi porta nel romantasy una dimensione politica particolarmente interessante perché utilizza il desiderio come campo di battaglia. Xishi vive dentro un mondo nel quale gli uomini attribuiscono continuamente significati alla sua bellezza: per qualcuno rappresenta una possibilità matrimoniale, per altri un’arma capace di abbattere un regno. La sua vera sfida diventa allora capire che cosa quella bellezza significhi per lei.
Tra guerra, sacrificio, spionaggio, attrazione proibita e intrighi di corte, il romanzo è perfetto per chi cerca una lettura estiva più epica e drammatica. Perché qualche volta il potere non consiste nel possedere una qualità straordinaria, ma nel riuscire finalmente a decidere personalmente come usarla.

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