5 libri romance da leggere prima che l’estate finisca

Scopri questi 5 romance, storie d’amore adatte proprio per godersi la fine dell’estate.

5 libri romance da leggere prima che l'estate finisca

C’è qualcosa nella fine dell’estate che rende i romance ancora più adatti alla lettura. Forse perché agosto porta con sé quella sensazione strana di tempo sospeso, quando le giornate sono ancora lunghe ma si comincia già a percepire il cambiamento, oppure perché proprio quando una stagione sta per finire diventiamo più sensibili a tutto ciò che parla di occasioni, scelte, partenze e ritorni. Il romance vive esattamente in questo spazio: nel momento in cui due persone scoprono che ciò che avevano immaginato per la propria vita potrebbe non coincidere con ciò che desiderano davvero.

I cinque libri che abbiamo scelto attraversano il genere in modi molto diversi. C’è una futura Regina di Cuori che vorrebbe soltanto aprire una pasticceria, due anime condannate a rincorrersi attraverso i secoli, una donna che deve scegliere tra la sicurezza di una relazione e il ritorno di un amore mai completamente risolto, un matrimonio travolto dal desiderio e dalla tragedia e infine un incontro perfetto che sembra destinato a rimanere soltanto un ricordo. Cinque romanzi da leggere prima che l’estate finisca, proprio perché parlano tutti, in fondo, del momento in cui capiamo che amare significa anche decidere.

5 romance da leggere prima della fine dell’estate

Questi cinque romanzi raccontano relazioni molto differenti, ma condividono una stessa inquietudine: incontrare qualcuno non basta. Catherine deve scegliere tra la vita che gli altri hanno programmato per lei e quella che desidera, Evelyn deve capire se un amore ripetuto attraverso infinite esistenze possa essere davvero salvato, Nora deve distinguere ciò che sente da ciò che ha costruito, Venâncio attraversa un desiderio capace di destabilizzare ogni certezza e Samantha scopre che perfino l’incontro giusto può arrivare nel momento più complicato possibile.

Forse è proprio questo a renderli perfetti per gli ultimi giorni d’estate. Ogni fine di stagione ci ricorda che il tempo continua a muoversi anche quando vorremmo trattenerlo. Le storie d’amore fanno qualcosa di simile: ci insegnano che non possiamo controllare il momento in cui qualcuno entra nella nostra vita, ma possiamo decidere cosa fare quando accade.

Heartless” di Marissa Meyer, MondadoriMaria Carla Dallavalle

Prima di diventare la Regina di Cuori che tutti conosciamo, Catherine era una ragazza con un desiderio sorprendentemente semplice: aprire una pasticceria insieme alla sua migliore amica. Nel Paese delle Meraviglie, però, la possibilità di scegliere la propria vita dipende anche dalla posizione sociale, dalla famiglia e dalle aspettative che gli altri hanno costruito intorno a lei. Catherine è infatti una delle giovani più desiderate del regno e soprattutto la favorita del Re di Cuori, che la considera la candidata ideale per diventare sua moglie.

Il problema è che lei non desidera affatto essere regina. La sua ambizione ha il profumo dei dolci appena sfornati, non quello della corte. Marissa Meyer parte così da una delle figure più iconiche create da Lewis Carroll e sceglie di raccontarla prima che la conosciamo come tirannica sovrana, restituendole desideri, sogni e una possibilità di futuro.

A sconvolgere ulteriormente la vita di Catherine arriva Jest, il misterioso giullare di corte. Tra i due nasce un legame che mette immediatamente in discussione tutto ciò che la ragazza dovrebbe desiderare secondo la famiglia e la società. Frequentarlo significa rischiare di offendere il re, compromettere il proprio futuro e scegliere una strada della quale nessuno può garantire il lieto fine. Proprio per questo Heartless funziona così bene come romance: l’amore non rappresenta soltanto una ricompensa, ma diventa l’occasione per interrogarsi sulla libertà.

Sappiamo già quale donna diventerà Catherine, e proprio questa conoscenza rende la sua storia ancora più dolorosa. Ogni momento di felicità contiene l’ombra del futuro, ogni tentativo di scegliere sembra scontrarsi con una narrazione già scritta. Il romanzo lavora quindi su uno dei temi più affascinanti del romance tragico: quanto può cambiare una persona quando le viene negata troppo a lungo la possibilità di essere ciò che desidera?

È una lettura perfetta per la fine dell’estate perché ha qualcosa delle favole raccontate quando la luce comincia a cambiare. Colorata, romantica e apparentemente giocosa, nasconde progressivamente una storia sull’amore perduto e sulla trasformazione. E ci ricorda che dietro perfino al personaggio che abbiamo imparato a considerare il cattivo potrebbe esserci stata, un tempo, una ragazza che voleva soltanto poter scegliere.

Our Infinite Fates” di Laura Steven, Rizzoli

Evelyn ricorda tutte le proprie vite. Ricorda i nomi che ha avuto, le epoche attraversate e soprattutto la maniera in cui ognuna di quelle esistenze è terminata. Ogni volta il responsabile è Arden, la stessa persona che continua a ritrovarla attraverso i secoli per ucciderla nel giorno del suo diciottesimo compleanno.

Questa volta, però, Evelyn non può permettersi di morire. Sua sorella ha bisogno di lei e spezzare il ciclo diventa una necessità. Per riuscirci deve anticipare Arden, scoprirne le motivazioni e capire quale forza li costringa a rincorrersi continuamente attraverso vite differenti. Il problema è che avvicinarsi al proprio assassino significa anche riaprire qualcosa che appartiene a tutte le loro esistenze precedenti.

Perché Evelyn e Arden non sono soltanto nemici. In altre vite si sono amati, scelti, desiderati e poi distrutti. Laura Steven costruisce così una storia d’amore nella quale il concetto di soulmate viene portato alla sua conseguenza più estrema. Essere destinati a incontrarsi non significa necessariamente essere destinati alla felicità. Alcune relazioni sembrano infatti ripetersi proprio perché qualcosa continua a rimanere irrisolto.

Il confine tra odio e desiderio diventa il vero spazio narrativo del romanzo. Evelyn conosce il pericolo rappresentato da Arden, eppure ogni nuovo incontro porta con sé il peso di ciò che sono stati. La domanda quindi non è soltanto se riuscirà a sopravvivere, ma se sia possibile interrompere una storia che sembra appartenere a qualcosa di più grande della volontà individuale.

Our Infinite Fates è il romance giusto per chi ama le relazioni intense, il reincarnation trope, gli amori impossibili e quell’idea quasi vertiginosa secondo cui due persone possono continuare a scegliersi anche quando dovrebbero essere la rovina l’una dell’altra.

Ed è proprio per questo che si presta bene a essere letto alla fine dell’estate. Quando una stagione termina siamo portati a pensare a ciò che ritorna e a ciò che invece dobbiamo finalmente lasciare andare. Evelyn deve affrontare la stessa domanda su scala infinitamente più grande: quante volte siamo disposti a ripetere la stessa storia prima di scegliere un finale diverso?

People in Love” di Claire Daverley, Rizzoli

Robin e Nora stanno insieme da molti anni. La loro relazione non ha bisogno di grandi dimostrazioni e nemmeno il matrimonio è mai sembrato indispensabile, almeno fino a quando, durante una luminosa giornata d’inverno, Robin le chiede improvvisamente di sposarlo. Nora accetta e i due si ritrovano immersi nei preparativi di una nuova fase della loro vita. Poi torna Bren.

Amico d’infanzia di Nora e persona con cui tutti hanno sempre immaginato potesse esserci qualcosa di più, Bren appartiene a quella categoria pericolosa di persone che restano nella nostra storia anche quando non sono più fisicamente presenti. È partito anni prima per viaggiare, lasciando dietro di sé domande, emozioni e parole mai dette. Il suo ritorno costringe Nora a guardare improvvisamente con occhi diversi anche ciò che fino a quel momento le sembrava certo.

Claire Daverley costruisce così un romance lontano dalle dinamiche più immediate del colpo di fulmine. Qui il cuore della storia è il dubbio. Cosa significa amare qualcuno da anni? Quanto della sicurezza di una relazione dipende dall’amore e quanto dall’abitudine, dalla storia condivisa, dalla vita che abbiamo già cominciato a costruire?

Bren non rappresenta semplicemente l’alternativa romantica a Robin. È soprattutto il ritorno di una versione precedente di Nora, di ciò che avrebbe potuto essere e della vita che non ha vissuto. È questo a rendere il conflitto interessante: scegliere non significa soltanto decidere tra due uomini, ma comprendere quale persona si desideri essere.

People in Love parla quindi di quella fase adulta dell’amore nella quale i sentimenti raramente arrivano da soli. Portano con sé responsabilità, memoria, paura di ferire qualcuno e soprattutto la consapevolezza che ogni scelta implica una rinuncia.

È una lettura particolarmente adatta agli ultimi giorni d’estate perché possiede la malinconia dei ritorni. Quando le vacanze terminano e riprendiamo le nostre abitudini, capita più facilmente di domandarci se la vita alla quale stiamo tornando sia davvero quella che vogliamo. Nora si trova davanti esattamente alla stessa domanda, e scopre che qualche volta il cuore non è confuso perché non sa cosa vuole, ma perché conosce perfettamente il prezzo di ogni possibile risposta.

L’amore è un fiume” di Carla Madeira, Fazi Editore

Venâncio e Dalva sono marito e moglie e vivono un amore che sembra assoluto. Si desiderano, si cercano, si parlano e costruiscono la propria relazione attraverso un’intimità nella quale corpo e sentimento sembrano coincidere perfettamente. Poi arriva una tragedia e qualcosa si rompe.

È nella frattura di quell’amore che entra Lucy, prostituta bellissima e orgogliosa, desiderata da praticamente tutti gli uomini della città tranne uno: Venâncio. Proprio la sua indifferenza accende in lei un desiderio sempre più ostinato. Lucy vuole conquistarlo e finirà per riuscirci nel momento più imprevedibile, quando un gesto casuale riporta l’uomo alla memoria della moglie.

Carla Madeira costruisce una storia nella quale amore, desiderio, dolore e ossessione diventano difficili da separare. Il titolo offre già la chiave del romanzo: l’amore viene immaginato come un fiume proprio perché continua a muoversi, cambia direzione, erode ciò che incontra e non può essere costretto dentro una forma immobile.

Il triangolo sentimentale è quindi molto più complesso di una semplice rivalità amorosa. Dalva e Lucy occupano due posizioni completamente differenti nella vita di Venâncio, ma entrambe costringono il lettore a interrogarsi sul modo in cui il desiderio viene giudicato a seconda di chi lo esprime. Il romanzo affronta infatti anche la doppia morale patriarcale, osservando come il corpo e la sessualità femminile vengano contemporaneamente desiderati, controllati e condannati.

La scrittura di Madeira lavora sulla sensualità senza separarla dal dolore. Il corpo diventa memoria, il desiderio può trasformarsi in colpa e perfino l’amore più totalizzante non è immune dalla possibilità di cambiare. È un romance nel senso più ampio e letterario del termine, una storia in cui il sentimento non viene idealizzato, ma osservato in tutte le sue contraddizioni.

Per questo L’amore è un fiume è forse il titolo più intenso della selezione. È adatto a chi cerca una lettura capace di lasciare qualcosa anche dopo l’ultima pagina e a chi preferisce storie sentimentali nelle quali nessuno rimane completamente innocente. Alla fine, l’immagine del fiume suggerisce anche una verità difficile da accettare: amare non significa necessariamente poter conservare per sempre la forma che quell’amore aveva all’inizio.

Say You’ll Remember Me” di Abby Jimenez, Sperling & Kupfer

Xavier sembra possedere molte delle caratteristiche del perfetto protagonista da romance. È affascinante, veterinario, ama gli animali e ha un fisico che non passa esattamente inosservato. Poi apre bocca e riesce a rovinare tutto. Samantha, dal canto suo, non appartiene al genere di persone disposte a lasciar correre e il loro primo incontro si trasforma rapidamente in uno scontro.

Proprio da quella collisione nasce però qualcosa di inatteso. Xavier riesce a chiedere scusa, i due si concedono un appuntamento e quella che doveva essere soltanto una serata diventa rapidamente uno di quegli incontri che sembrano arrivare nel momento esatto in cui non dovrebbero.

Per Samantha, infatti, innamorarsi non è una possibilità semplice. La sua famiglia sta attraversando un momento difficile e lei sa che le proprie energie dovranno essere concentrate altrove. Alla fine di quella notte chiede quindi a Xavier una cosa precisa: lasciarla andare e conservare soltanto il ricordo di ciò che hanno vissuto. Naturalmente i sentimenti non funzionano così.

Abby Jimenez parte da un dispositivo classico del romance, l’incontro perfetto ostacolato dalle circostanze, e lo usa per riflettere su un conflitto estremamente realistico: cosa succede quando incontriamo la persona giusta in un momento della vita che sembra completamente sbagliato?

La distanza diventa quindi molto più di un semplice ostacolo narrativo. Samantha deve decidere quanto spazio concedere ai propri desideri mentre affronta responsabilità familiari che non può ignorare, mentre Xavier deve capire se amare qualcuno significhi anche accettare di non essere necessariamente la sua priorità.

È forse il libro più immediatamente estivo dei cinque, anche per quell’atmosfera da appuntamento memorabile, passeggiate e possibilità che sembrano aprirsi all’improvviso. Ma proprio per questo funziona particolarmente bene quando l’estate si avvicina alla fine: racconta la difficoltà di accettare che qualcosa di bellissimo possa entrare nella nostra vita senza poter essere vissuto immediatamente come vorremmo.