Giacomo Balla: la passione della famiglia Biagiotti per il genio futurista

Al Mart di Rovereto la straordinaria Collezione Biagiotti: 250 opere di Giacomo Balla tra arte, moda e design futurista, in un dialogo inedito con il genio di Depero.

Giacomo Balla la passione della famiglia Biagiotti per il genio futurista

Al Mart di Rovereto da sabato 16 maggio a domenica 18 ottobre 2026 da non perdere la mostra “Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia“. Si tratta di un ‘esposizione eccezionale per diversi motivi: si presentano per la prima volta nella loro totalità la collezione della Fondazione Biagiotti Cigna e quella privata di Laura e Lavinia Biagiotti, che unite – si tratta di circa 250 opere – rappresentano uno dei più importanti nuclei di opere dell’artista .

La passione della famiglia Biagiotti per Giacomo Balla

A Giacomo Balla e alla sua ricerca si interessò la grande stilista Laura Biagiotti, appassionata collezionista e generosa mecenate, oltre che ambasciatrice del Made in Italy nel mondo. Insieme al marito Gianni Cigna, a partire dal 1986 Biagiotti collezionò opere e oggetti di Balla dando vita a una tra le più straordinarie collezioni private monografiche.

Alla figlia Lavinia Biagiotti Cigna, terza generazione di donne al timone del Gruppo Biagiotti, come la madre appassionata di Giacomo Balla e costantemente attiva nella promozione della cultura e in attività di sostegno del patrimonio storico e artistico italiano, si deve l’istituzione della Fondazione Biagiotti Cigna.

Ma a rendere eccezionale questa mostra è anche il modo in cui le opere dell’artista sono arrivate alla famiglia Biagiotti direttamente dalle figlie di Balla con le quali si sviluppò un rapporto di amicizia .

Balla e Depero: il valore aggiunto della mostra

Il nucleo centrale della collezione legato alla Fondazione è rappresentato dagli studi di Balla per la moda: si tratta di cento opere relative a bozzetti e vestiti realizzati come espressione sia della modernità che del Futurismo; Ci sono inoltre manoscritti originali del Manifesto Futurista del Vestito antineutrale del 1914 e studi per ogni elemento e accessorio di moda come ventagli maglioni, e gilet.

Un ulteriore aspetto di grande interesse è rappresentato dalla realizzazione di arazzi, paralumi, armadi e altri accessori d’arredamento che costituiscono la più grande collezione esistente su questo tema. E poi capolavori del Futurismo con l’opera più importante Genio Futurista la mostra si conclude infine con una sala dedicata agli anni di produzione anni in cui l’artista dialoga con il mondo della pubblicità arrivando a una sorta di Futurismo pop.

Il valore aggiunto è poi costituito dal nucleo importante di opere di Balla di proprietà del Museo ospitante e al suo intrecciarsi con le opere di Fortunato Depero assieme al quale Balla firmò il manifesto del 1915 :in questo modo l’itinerario in mostra che va dal Divisionismo degli esordi al momento eroico del Futurismo allarga il contesto di uno dei movimenti più significativi dell’avanguardia europea.

Chi era Giacomo Balla

Giacomo Balla (1871–1958) è stato uno dei principali protagonisti del Futurismo, celebre per le sue ricerche sul movimento, la luce e la velocità. Nato a Torino il 18 luglio 1871, iniziò la sua formazione artistica studiando musica e incisione prima di dedicarsi completamente alla pittura. Negli anni giovanili si trasferì a Roma, dove lavorò come illustratore e insegnante di disegno.

Tra i suoi allievi ci furono Umberto Boccioni e Gino Severini. Inizialmente influenzato dal divisionismo, sviluppò una tecnica basata sulla scomposizione della luce e del colore. Nel 1910 aderì ufficialmente al Futurismo firmando il Manifesto dei pittori futuristi insieme ad altri artisti del movimento. Le sue opere più famose rappresentano il dinamismo della vita moderna: automobili, velocità, elettricità e movimento.

Tra i dipinti più celebri ci sono Dinamismo di un cane al guinzaglio, Velocità astratta e Lampada ad arco. Balla non si limitò alla pittura: si occupò anche di scenografia, arredamento, moda e design, cercando di applicare l’arte a ogni aspetto della vita quotidiana. Negli anni Trenta si allontanò progressivamente dal Futurismo e tornò a uno stile più figurativo. Morì a Roma il 1º marzo 1958. Oggi è considerato uno degli artisti italiani più importanti del Novecento e una figura fondamentale dell’arte moderna europea.

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