Quale segreto sareste disposti a svelare se poteste leggere nel pensiero di chi vi governa? Da questa domanda nasce “Mastermind” (edito da Kimerik), un “conspiracy thriller” scritto da Alessandro Bassani che intreccia sapientemente azione, introspezione psicologica e attualità politica.
Professionista affermato nel campo della comunicazione e del marketing, Bassani con questo suo libro ha deciso di dare forma narrativa a un’intuizione che lo accompagnava sin dai tempi dell’università: la possibilità di accedere ai pensieri reali delle persone, al di là delle maschere che indossano quotidianamente.
“Mastermind” di Alessandro Bassani
Mastermind è una storia che s’insinua tra le pieghe dei pensieri e si spinge fino al punto in cui la realtà diventa incerta, misteriosa, pericolosamente ambigua. Sfogliando le pagine di questo libro, il lettore percepisce il sottile confine tra potere e follia, quella linea rischiosa che separa il dono dalla maledizione.
Il protagonista, Filippo Crociati, è un affermato avvocato milanese la cui vita cambia radicalmente dopo un incidente che gli conferisce un’abilità fuori dal comune: leggere nella mente delle persone. Insieme all’amico giornalista Daniele Lombardi e alla psicologa Adele Lentati, Filippo si troverà coinvolto in un pericoloso complotto che punta a sovvertire l’ordine politico nazionale.
Tra dubbi etici, manipolazioni e verità scomode, i tre dovranno affrontare una corsa contro il tempo per sventare un piano oscuro e determinare le sorti del Paese.
Con uno stile serrato e profondo, Mastermind esplora i meccanismi della mente, i confini della coscienza e il lato più oscuro del potere. Un romanzo che fa riflettere e terrà il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Intervista all’autore
Abbiamo avuto il piacere di intervistare l’autore per esplorare la genesi di quest’opera e scoprire cosa si cela dietro la figura di Filippo Crociati, l’avvocato milanese che, in seguito a un incidente, acquisisce l’inquietante dono della telepatia.
Dalla comunicazione alla narrativa
Il debutto di Bassani arriva dopo una lunga carriera nel marketing, un’esperienza che l’autore definisce fondamentale. “Da un lato, mi ha dato strumenti concreti per rendere la scrittura più efficace e la narrazione più strutturata; dall’altro, la mia propensione a ideare concept mi ha aiutato a costruire un impianto coerente e coinvolgente”. Il desiderio di scrivere, tuttavia, era una spinta personale radicata nel tempo, che ha trovato la sua maturità proprio grazie al bagaglio professionale accumulato.
La telepatia come strumento di verità
In un genere come il thriller politico, dove la comunicazione è spesso strategica e mediata, la scelta della telepatia assume un valore dirompente. “Ho scelto la telepatia perché rappresenta la possibilità di accedere a ciò che normalmente è invisibile” spiega Bassani. Per il protagonista Filippo Crociati, questa capacità non è un “superpotere” da esercitare con gioia, ma inizialmente un peso destabilizzante che lo espone a una realtà cruda, priva di filtri. È in questo passaggio che Bassani esplora il sottile confine tra potere e follia, dove la giustizia rischia di scivolare nell’ossessione.
Un Viaggio tra Milano, Varese e Roma
La narrazione si muove lungo un asse geografico preciso, dove ogni città ha una funzione narrativa specifica. Milano è la città dinamica e internazionale, lo sfondo autentico vissuto dall’autore durante gli anni di studio e lavoro. Roma rappresenta il cuore del potere politico, il luogo degli equilibri istituzionali. Infine, Varese è il polo del cuore: “Un omaggio alla città in cui sono cresciuto e a cui sono profondamente legato”. Inserire Varese ha permesso di radicare il protagonista in un contesto familiare e reale.
L’antagonista e la fragilità della democrazia
Al centro del complotto troviamo Lorenzo Lenti, un personaggio che incarna il lato oscuro del potere. Pur non essendo ispirato a figure reali, Lenti riflette timori contemporanei legati alla manipolazione dell’informazione e alla gestione della percezione collettiva. “La fragilità della democrazia moderna si gioca nella fiducia e nella percezione della realtà” afferma Bassani. Nel romanzo, il complotto diventa lo strumento per dimostrare quanto i sistemi democratici dipendano dalla corretta circolazione delle informazioni.
I maestri di Ispirazione
Bassani non nasconde le sue influenze, pur mantenendo una voce autonoma. Tra i suoi riferimenti internazionali figurano Jeffery Deaver per la tensione, Steve Berry e Glenn Cooper per le trame stratificate, e Dan Brown per il ritmo narrativo. Tra gli italiani, cita Donato Carrisi per l’approfondimento della dimensione psicologica e dei meccanismi della mente.
Il Futuro di Mastermind
Il termine “Mastermind”, che dà il titolo al libro, racchiude l’idea di una mente che coglie connessioni invisibili agli altri. Ma il finale rivela che il protagonista non è un eroe classico: ciò che conta sono le sue scelte difficili. Bassani conferma che sta già lavorando a un seguito. “Filippo Crociati ha ancora molto da dire: il suo percorso non è concluso e la sua evoluzione può svilupparsi ulteriormente” conclude l’autore, accennando a margini di approfondimento anche per i personaggi di Daniele e Adele.
Con uno stile serrato e profondo, Bassani ci regala un esordio che è già diventato un caso letterario, risultando il titolo più venduto dell’anno nel catalogo Kimerik tra le nuove pubblicazioni. Un romanzo che fa riflettere sulla responsabilità di conoscere la verità.
