4 mostre d’arte da visitare in programma in Italia a Maggio 2026

Che siate a caccia di riflessioni filosofiche tra le mura di Assisi o di suggestioni grafiche nella Capitale, ecco le quattro mostre d’arte per vivere un maggio all’insegna della grande arte.

4 mostre d'arte da visitare in programma in Italia a Maggio 2026

Oltre ad essere il mese della rinascita della natura e dei primi caldi, Maggio è il momento in cui il panorama artistico italiano fiorisce con mostre d’arte e appuntamenti che promettono di scuotere lo sguardo e nutrire la mente. Dalle geometrie rivoluzionarie del Bauhaus alla poetica dello strappo di Mimmo Rotella, passando per la spiritualità specchiante di Michelangelo Pistoletto e l’irriverente genio di Andrea Pazienza, le esposizioni di questo mese ci invitano a compiere un viaggio attraverso la modernità e le sue contraddizioni.

Maggio artistico: 4 mostre d’arte imperdibili tra avanguardie, specchi e strappi d’autore

Che siate a caccia di riflessioni filosofiche tra le mura di Assisi o di suggestioni grafiche nella Capitale, ecco le quattro mostre per vivere un maggio all’insegna della grande arte.

Il Bauhaus in mostra a Roma

La mostra “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma dal 21 aprile al 23 agosto ripercorre l’intera carriera dell’artista tedesco, presentando circa 80 opere tra pittura, fotografia e tessuti. Formatosi al Bauhaus di Weimar (1919–1922), Watenphul sviluppa un linguaggio interdisciplinare, pur mantenendo la pittura come fulcro della sua ricerca.

In dialogo con maestri come Paul Klee e Wassily Kandinsky, emerge come figura indipendente delle avanguardie del Novecento. Il percorso espositivo si articola in cinque sale, secondo un impianto cronologico e tematico che approfondisce i principali nuclei della sua attività: la formazione, il Bauhaus e le avanguardie tedesche, la fotografia, la produzione pittorica del dopoguerra e il ciclo veneziano.

Una selezione di opere di artisti come Otto Dix, Alexej von Jawlensky, Paul Klee e Oskar Schlemmer, provenienti dalla collezione dell’artista, contribuisce a delineare il contesto culturale e i dialoghi che hanno segnato la sua esperienza. L’esposizione evidenzia il suo contributo alla modernità visiva: non uno stile unico, ma un nuovo approccio artistico, in linea con il pensiero di Walter Gropius.

Michelangelo Pistoletto ad Assisi: un omaggio a Francesco

La mostra “FRANCISCUS. Fratello in arte”, ideata da Michelangelo Pistoletto, si tiene alla Rocca Maggiore di Assisi dal 24 aprile al 4 ottobre 2026. Il progetto nasce da un gesto simbolico: la proclamazione di Papa Francesco come “Primo Santo dell’Arte”, intesa non in senso religioso ma artistico, come esempio di vita vissuta in modo creativo e responsabile. La mostra esplora temi di spiritualità, relazione e armonia attraverso opere emblematiche di Pistoletto, come Terzo Paradiso e Le Bandiere delle religioni, che mettono in dialogo culture e fedi diverse.

Centrale è l’uso dello specchio, che coinvolge lo spettatore rendendolo parte attiva dell’opera. Le opere della serie Segno Arte – Stella di David, Metroquadrato d’infinito – Stella islamica, Rotazione dello specchio – Indù, Specchio trinamico della Trinità – Cristianesimo e Metrocubo d’infinito, traducono simboli religiosi e geometrie universali in forme aperte, riflettenti e condivise.

Lo specchio, elemento centrale nella pratica di Pistoletto, si configura come interfaccia tra realtà e rappresentazione, attivando lo spazio dell’opera come luogo di partecipazione e includendo lo spettatore in un processo di trasformazion e.Il percorso culmina in un’installazione video della “santificazione artistica”, trasformando l’arte in esperienza collettiva e proponendo la santità come pratica concreta di relazione e cura del mondo.

Omaggio a Mimmo Rotella a Genova

A vent’anni dalla scomparsa di Mimmo Rotella, il Palazzo Ducale di Genova ospita la grande retrospettiva “Mimmo Rotella. 1945–2005”, a cura di Alberto Fiz e in collaborazione con la Fondazione Rotella. La mostra, aperta dal 24 aprile al 13 settembre , ripercorre oltre sessant’anni di attività dell’artista, dalle prime ricerche astratte del dopoguerra fino alle ultime Nuove Icone, mettendo in luce la sua continua sperimentazione sul rapporto tra immagine, media e società.

Attraverso più di cento opere, il percorso espositivo si articola in sezioni tematiche che evidenziano l’evoluzione di un linguaggio radicale e sempre in trasformazione. Al centro della ricerca di Rotella c’è il décollage, gesto fondativo in cui lo strappo dei manifesti pubblicitari diventa strumento critico e poetico per rivelare la stratificazione della realtà e la natura frammentaria dell’immagine contemporanea. Accanto a questa tecnica, la mostra presenta collage, sovrapitture e sperimentazioni che testimoniano la sua costante apertura verso nuovi linguaggi visivi esemplificati in mostra da opere iconiche come i lavori dedicati a Marilyn Monroe.

La retrospettiva sottolinea così l’eredità di Rotella: un’arte che trasforma il frammento in visione critica e continua a interrogare il nostro rapporto con le immagini e la memoria.

Per gli amanti del fumetto: Andrea Pazienza a Roma

Dal 24 aprile al 27 settembre la mostra, intitolata Non sempre si muore, al Maxxi di Roma riprende una frase di Andrea Pazienza tratta da un’intervista del 1988 e mette al centro l’idea che la sua opera continui a vivere attraverso i suoi disegni, i materiali inediti e la sua capacità di leggere il proprio tempo con uno sguardo lucido e anticipatore. Il percorso espositivo è costruito in ordine cronologico e segue la sua evoluzione artistica, dagli anni di formazione fino alle ultime opere. Le tavole a fumetti sono organizzate come una sequenza di ambienti che ruotano attorno a un nucleo centrale, dove testi, illustrazioni e materiali pittorici dialogano tra loro.

Tra gli elementi più rilevanti c’è anche il murale realizzato dal vivo alla Fiera del Fumetto di Napoli nel 1987, esposto per la prima volta. La mostra insiste sul rapporto tra parola e immagine, ricostruendo il processo creativo attraverso bozzetti, studi, improvvisazioni, appunti, lettere, poesie e materiali d’archivio come fotografie, video e registrazioni audio. L’obiettivo è restituire il contesto vitale e anticonformista in cui le opere sono nate.

Le tavole presentate riuniscono alcuni dei personaggi più noti di Pazienza – come Pentothal, Zanardi, Pertini e Pompeo – che nel tempo hanno assunto una dimensione quasi universale, diventando strumenti narrativi per leggere la realtà contemporanea. L’intero progetto proprio questo: la continuità tra cronaca e immaginazione e la forza di un linguaggio visivo che rimane ancora oggi attuale.