Libri i condivisione

Little Free Library, per favorire la vita comunitaria di quartiere attraverso la condivisione di libri

Incoraggiando la creazione di librerie in miniatura improvvisate dai cittadini americani, il progetto diffonde un modo innovativo di vivere la lettura all’interno della propria comunità

MILANO – Favorire la vita comunitaria di quartiere attraverso la condivisione di libri. Little Free Library è un’iniziativa nata negli Stati Uniti, dove ha ottenuto un grande successo assumendo dimensioni nazionali, che vive attraverso la condivisione gratuita di libri tra gli abitanti di uno stesso quartiere. Il principio alla base di questo progetto è molto semplice: cittadini volenterosi apprestano fuori dalle loro case una piccola struttura dove conservare i testi, dopo di che ciascuno è libero di consultarli, prenderne in prestito e lasciarne altri a sua volta.

 

LE ORIGINI – L’idea è di un imprenditore del Wisconsin, Todd Bol, che in onore della madre, un’anziana insegnante bibliofila, costruisce fuori da casa sua nel 2009 una sorta di scuola in miniatura: una struttura in legno di una sola stanza piena di libri, che diventa presto un luogo di ritrovo dove il vicinato si riunisce a leggere e discutere. Grazie a un passaparola incoraggiato dallo stesso Bol, molte comunità organizzano simili punti di incontro, e l’iniziativa prende piede nel Sud della California per poi diffondersi in tutti gli Stati Uniti, coordinata dall’organizzazione no-profit Little Free Library, appositamente creata.

 

IL SUCCESSO DELL’INIZIATIVA – Negli ultimi due anni sono stati quasi 1.800 questa sorta di piccoli Atenei improvvisati negli USA e in dozzine di altri Paesi, tra cui Germania, Gran Bretagna e persino Ghana, e Bol prevede che si raggiungeranno presto i 3.000. Ciascuno di questi versa una piccola quota iniziale di 25 euro all’organizzazione, per rientrare a pieno titolo nel progetto: riceve così un numero identificativo e viene segnalato nella mappa del sito ufficiale di Little Free Library. Ma il calcolo non comprende le iniziative autonome, che ispirandosi all’esperienza avviata da Bol hanno replicato ovunque questo modello di vita comunitaria. I coniugi Susan e David Dworski, per esempio, hanno apprestato fuori dalla loro abitazione a Venice, in California, una piccola scaffale libreria che si affaccia su una delle vie pedonali della cittadina. “Attorno a questa si è organizzata presto una sorta di ritualità”, racconta Susan. “A tratti sento gruppetti di persone che discutono, a tratti un solitario passante che si avvicina quasi furtivamente – sospettando forse di star facendo qualcosa di proibito – e si ferma a sfogliare qualche volume. Per me è diventata una piacevole abitudine vedere, giorno dopo giorno, quali libri vengono presi, quali lasciati a loro volta in condivisione.”

 

UNO STILE DI VITA COMUNITARIO – Per Dana Cuff, professoressa di architettura e pianificazione urbana alla University of California di Los Angeles, il successo dell’iniziativa organizzata da Little Free Library riflette l’esigenza, in un’epoca in cui le comunicazioni passano sempre più attraverso la rete, di ritrovare un contatto diretto con le persone e un modo di vivere la propria città e il proprio quartiere improntato a uno stile comunitario ormai quasi dimenticato.

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