Una frase di Haruki Murakami sull’imprevedibilità e le sfide della vita

11 Gennaio 2026

Leggiamo un estratto del libro di Haruki Murakami "Kafka sulla spiaggia", per riflettere sul concetto sul destino e sulle prove che il "vento della vita" ci porta ad affrontare.

Una frase di Haruki Murakami sull'imprevedibilità e le sfide della vita

Haruki Murakami, nei suoi romanzi colmi di riflessioni sulla vita, sulle relazioni, sui sentimenti e sulla condizione dell’uomo, ci insegna sempre moltissime cose. Nel libro Kafka sulla spiaggia, l’autore ci fa riflettere sul destino e sulla precarietà della nostra vita che, spesso, ci porta verso strade sconosciute e ci pone dinanzi a dure prove da affrontare.

In particolare, il prologo del romanzo rappresenta uno dei passaggi più iconici e profondi della letteratura di Murakami: rappresenta la quintessenza della sua visione del mondo, un mix di realismo magico, introspezione psicologica e fatalismo orientale.

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.

Haruki Murakami e il destino dentro di noi

La rivelazione centrale della frase è che la tempesta (il destino) non è un evento atmosferico o una sfortuna che ci piove addosso dall’alto. Murakami scrive: “Quel vento sei tu”. Secondo l’autore, infatti, il destino non è ciò che ci accade, ma il modo in cui i nostri conflitti interiori, i nostri traumi e la nostra identità proiettano all’esterno le circostanze della vita.

Spesso fuggiamo da situazioni esterne senza renderci conto che stiamo scappando da una parte di noi stessi. Finché non affrontiamo quel “dentro”, la tempesta continuerà a cambiare andatura per seguirci, senza possibilità di scampo. Cercare di “evitarla” vuol dire cercare di scappare dalla propria ombra. Per questo, Murakami ci suggerisce che la resistenza passiva o la fuga non fanno altro che prolungare l’agonia.

L’imprevedibilità della vita e il coraggio di entrare nella tempesta

La vita è imprevedibile e molto spesso i suoi cambiamenti ci destabilizzano. Questo destino che incombe, spesso assomiglia ad un vera e propria tempesta. L’immagine che da Murakami è proprio questa: una tempesta di sabbia in grado di mutare il percorso del nostro cammino.

Sembrerà un paradosso, ma l’unica soluzione per uscirne è entrarci “camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi”, accettando il dolore e il caos. Non è possibile vedere dove si va, ma si può solo fidarsi del proprio del tuo procedere. Quello contenuto in questo passo di Murakami è quindi un invito ad essere sempre pronti al cambiamento, anche quando sentiamo di non avere le forze per affrontarlo.

Murakami dice che, una volta usciti, non si sarà più la stessa persona che vi era entrata. La tempesta ha quindi una valenza metaforica: essa serve a polverizzare le vecchie strutture del nostro “io” per far nascere qualcosa di nuovo, rigenerarci.

Come affermato dallo stesso scrittore, una volta usciti dalla tempesta ci accorgiamo che tutti i cambiamenti che vedevamo esterni, in realtà erano interni. Perché noi siamo il cambiamento, noi siamo il vento che si muove e il destino che cambia, solo noi sappiamo resistere ad occhi chiusi e con forza alle sfide che incontriamo lungo il nostro cammino.

L’importanza di affrontare le sfide

La vita cambia, sale e scende come una montagna russa. Spesso ci ritroviamo a terra, stanchi e disillusi. Poi però, qualcosa ci fa scattare una molla interiore e capiamo che dobbiamo reagire, lottare e vivere con consapevolezza anche quei cambiamenti. Questo atteggiamento si chiama “resilienza” e consiste proprio nel rialzarsi con forza dopo le delusioni e le difficoltà della vita.

Tutti noi abbiamo vissuto periodi che mettono a dura prova la nostra quotidianità e le nostre abitudini, rendendo le nostre vite completamente diverse. Le difficoltà non mancano e la tempesta di sabbia, di cui parla Murakami, è più forte che mai. La nostra abilità sta nel armarci di grande resilienza e saper vedere il lato positivo di questo cambiamento.

Ci sono momenti della vita in cui, per dirla alla Murakami, “il vento soffia forte e i nostri percorsi deviano, infinite volte”. In un’epoca in cui cerchiamo costantemente di controllare ogni variabile della nostra vita, Murakami ci ricorda che le crisi sono necessarie, che le tempeste anche se lacerano la carne, in realtà puliscono lo spirito. Perché “uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.”

Kafka sulla spiaggia

“Kafka sulla spiaggia” è considerato uno dei vertici della produzione di Haruki Murakami. il libro ha vinto il prestigioso “World Fantasy Award”. Il libro racconta la storia di un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e di un vecchio con l’ingenuità e il candore di un bambino, ce si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Takamatsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia quella di Edipo. Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà.

Abbandonata la sua vita tranquilla, parte per il Sud. In questo viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo scopriranno la strada verso un obiettivo che ignorano, ma che rappresenterà il compimento del proprio destino.

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