Le uscite editoriali di metà maggio sembrano inseguire un’unica grande domanda: cosa resta di noi quando tutto vacilla? Tra famiglie disturbanti, case dimenticate, segreti sepolti, maternità difficili e ossessioni che sconfinano nel soprannaturale, i romanzi in arrivo in libreria costruiscono una mappa emotiva fatta di inquietudine, desiderio e memoria.
C’è l’horror gotico di Michael McDowell, tornato ancora una volta a infestare il quotidiano con le sue maledizioni domestiche. C’è il fantasy oscuro di Stephanie Garber, dove Hollywood diventa un labirinto magico. E poi storie intime e politiche, come quelle raccontate da Chiara Tagliaferri o Pegah Moshir Pour, che intrecciano identità, corpo, famiglia e libertà.
Da Adelphi a Feltrinelli, da Mondadori a Neri Pozza, quelli proposti sono solo alcuni dei libri più interessanti in uscita dall’11 al 19 maggio 2026.
Le 10 migliori uscite in libreria dall’11 al 19 maggio 2026
“L’accompagnatrice”, di Ken Greenhall, tradotto da Cristiana Mennella, Adelphi
Jillian Cole sembra una donna qualsiasi, quasi invisibile. Lavora come accompagnatrice per anziane fragili e vive accanto a un padre cieco attorno al quale aleggia una fama inquietante: si dice che abbia poteri taumaturgici e che possa guarire i malati con il semplice tocco delle mani. Ma dietro quell’apparente normalità si nasconde qualcosa di profondamente disturbante.
Quando Jillian arriva a Serena, nell’Iowa rurale, per assistere Mrs. Dobb, entra in una casa piena di tensioni morbose, segreti familiari e attrazioni ambigue. Tra figli gemelli ostili, nipoti enigmatiche e ombre provenienti dal passato della protagonista, il romanzo scivola lentamente nell’incubo psicologico. Ken Greenhall, autore già celebrato per “Elizabeth”, costruisce un horror sottile, ipnotico e profondamente amorale, dove il male non esplode mai davvero ma si insinua nei dettagli quotidiani e nei desideri più oscuri.
“Alchemy of secrets”, di Stephanie Garber, tradotto da Maria Concetta Scotto di Santillo, Rizzoli
Hollywood, il mito, la magia e la morte. Stephanie Garber inaugura una nuova serie fantasy con una protagonista trascinata in una Los Angeles allucinata, fatta di società segrete, cinema infestati e misteri sovrannaturali. Holland St. James frequenta un corso universitario dedicato alle leggende urbane, ma per lei quelle storie non sono semplici invenzioni.
Quando incontra il leggendario Watch Man, una figura in grado di predire la morte delle persone, scopre che le resta solo una notte di vita. L’unica speranza è trovare il Cuore Alchemico, un oggetto mitico nascosto tra hotel fuori dal tempo, indizi disseminati nei vecchi film e uomini di cui è impossibile fidarsi. Garber costruisce un contemporary fantasy pieno di ritmo, atmosfere gotiche e tensione romantica, mescolando il fascino decadente di Hollywood con il tema dell’identità e della memoria.
“L’alleggerimento delle vernici”, di Paul Saint Bris, tradotto da Alleari Giuseppe Giovanni, Barta
Cosa accadrebbe se qualcuno decidesse davvero di restaurare la Gioconda eliminando tutti gli strati accumulati nei secoli? È da questa domanda che nasce il romanzo di Paul Saint Bris, già definito da Amélie Nothomb “una pepita”. Protagonista della storia è Aurélien, direttore del dipartimento di Pittura del Louvre, uomo nostalgico e raffinato che vede nel museo un rifugio contro il caos contemporaneo.
Quando la nuova presidente del Louvre gli affida la rischiosa missione di riportare la Gioconda ai suoi colori originari, la sua vita cambia radicalmente. Tra Parigi e la Toscana, Aurélien incontra Gaetano, restauratore geniale e imprevedibile, pronto a sfidare il mito stesso di Leonardo. Attorno al dipinto più celebre del mondo si sviluppa così un romanzo elegante e colto che riflette sul rapporto tra arte, conservazione, modernità e ossessione estetica.
“Amicizia mortale”, di A.A. Chaudhuri, tradotto da Annachiara Biagini, Newton Compton Editori
Una villa di lusso sulle colline di Sorrento. Tre coppie di amici. Un compleanno destinato a trasformarsi in tragedia. “Amicizia mortale” parte da una situazione apparentemente perfetta per costruire un thriller psicologico pieno di sospetti e segreti. Quando uno dei membri del gruppo inizia a ricevere messaggi anonimi legati a un oscuro episodio accaduto ai tempi dell’università a Oxford, il passato torna a infestare il presente.
Le amicizie si incrinano, le bugie emergono e la tensione cresce fino a un omicidio inevitabile. A.A. Chaudhuri lavora sulle dinamiche tossiche dell’amicizia adulta, sul peso della colpa e sul terrore di vedere riaffiorare ciò che si pensava sepolto per sempre. Il risultato è un thriller serrato e pieno di colpi di scena, perfetto per chi ama atmosfere glamour attraversate da un senso costante di minaccia.
“L’amuleto”, di Michael McDowell, tradotto da Elena Cantoni, Neri Pozza
Michael McDowell torna ancora una volta a dimostrare perché sia considerato uno dei grandi maestri dell’horror contemporaneo. Ambientato nell’Alabama del 1965, “L’amuleto” racconta la storia di Sarah Howell, il cui marito Dean rimane in stato vegetativo dopo un terribile incidente prima di partire per il Vietnam. Ma il vero incubo è rappresentato dalla suocera Jo, donna crudele e ossessionata dal rancore.
Quando Jo dona un misterioso amuleto a quello che considera il responsabile della disgrazia del figlio, una catena di eventi terrificanti inizia a travolgere l’intera città. Morti inspiegabili, maledizioni e paranoia trasformano Pine Cone in uno scenario apocalittico. McDowell mescola horror soprannaturale e dramma familiare con il suo stile viscerale e cinematografico, costruendo una storia dove il male sembra nascere direttamente dall’odio umano.
“Almanacco dei viventi”, di Maurizio Maggiani, Feltrinelli
Maurizio Maggiani costruisce un libro che assomiglia a un archivio sentimentale del nostro tempo. Partendo da fotografie raccolte in un unico archivio digitale, l’autore intreccia ricordi personali, frammenti di storia collettiva e riflessioni poetiche sulla dignità del vivere. Tra Appennini, fabbriche, periferie, stazioni e comunità dimenticate, “Almanacco dei viventi” diventa un viaggio dentro le tracce lasciate dagli esseri umani nel mondo.
Maggiani osserva i dettagli minimi della realtà e li trasforma in racconti capaci di parlare di lavoro, fragilità, memoria e resistenza civile. Più che un semplice libro di immagini o prose brevi, è un invito a guardare con attenzione ciò che ci circonda e a riconoscere la bellezza nascosta nelle vite ordinarie.
“Arkansas. Storia di mia figlia”, di Chiara Tagliaferri, Mondadori
Chiara Tagliaferri racconta il desiderio di maternità attraversando dolore, rabbia, medicina, politica e amore. Dopo una diagnosi di menopausa precoce, la protagonista intraprende insieme al marito un lungo percorso verso la gestazione per altri, tra cliniche, fallimenti e speranze continuamente spezzate.
Il viaggio la porterà fino in Arkansas, in un’America sospesa tra mitologia popolare e realtà brutale, dove incontrerà la donna che renderà possibile la nascita della loro bambina. Ma “Arkansas” è molto più di un memoir sulla maternità: è una riflessione sulle forme della famiglia contemporanea, sul diritto di desiderare un figlio e sulla violenza con cui la politica può intervenire nei corpi e nelle vite private. Tagliaferri scrive con una sincerità feroce, trasformando l’esperienza personale in un racconto universale.
“Caducità. Tutti i racconti”, di Sandro Veronesi, La nave di Teseo
Trentadue racconti che attraversano quarant’anni di scrittura e restituiscono una mappa completa dell’immaginario di Sandro Veronesi. “Caducità” raccoglie testi già pubblicati e racconti rimasti inediti, componendo una sorta di romanzo frammentario sull’umanità contemporanea.
Amore, famiglia, perdita, sport, musica e passioni letterarie si intrecciano in storie brevi ma densissime, dove ogni personaggio sembra confrontarsi con il tempo e con la precarietà dell’esistenza. Veronesi conferma la sua capacità di osservare le fragilità umane senza retorica, trovando sempre un equilibrio tra malinconia, ironia e lucidità emotiva. Un volume che permette di attraversare tutta la sua evoluzione narrativa.
“Cartilagine”, di Giulio Iovine, Accento
Tra body horror, satira sociale e romanzo di formazione, “Cartilagine” è uno degli esordi italiani più sorprendenti della stagione. Zanna, diciannovenne ossessionato dagli squali, conosce durante una vacanza una donna molto più grande di lui, Onoria, enigmatica e irresistibile. Ma dietro quella relazione si nasconde qualcosa di mostruoso: Onoria è in realtà una femmina di squalo che assume sembianze umane per sopravvivere sulla terraferma.
Giulio Iovine utilizza questa premessa surreale per raccontare il degrado ambientale, la crisi delle relazioni contemporanee e la violenza nascosta dietro il desiderio. Il risultato è un romanzo visionario, ironico e disturbante, capace di fondere realismo e assurdo con grande originalità.
“La casa dimenticata”, di Pegah Moshir Pour, Garzanti
Farah è una giovane donna che vive nella Teheran contemporanea e sogna un Iran diverso, libero, capace di futuro. Quando scopre l’esistenza di una vecchia casa appartenuta al nonno, decide di entrarvi contro il volere della madre. All’interno trova documenti, libri e diari che raccontano la storia di uomini e donne che hanno combattuto per la libertà di pensiero.
Quella scoperta cambia radicalmente la sua vita. Attorno a Farah si raccolgono altre donne, tutte unite dal desiderio di resistere e reinventare il proprio destino in un paese segnato dalla repressione. Pegah Moshir Pour intreccia memoria familiare e tensione politica costruendo un romanzo intenso e profondamente contemporaneo, dove la ricerca delle proprie radici diventa un atto di ribellione.
