2 saggi che devi assolutamente leggere adesso

Negli ultimi anni il saggio è diventato uno dei generi più potenti della narrativa contemporanea. Non più solo uno strumento accademico o divulgativo, ma un vero e proprio spazio di racconto, capace di intrecciare inchiesta, memoria personale e riflessione culturale. Il saggio oggi non spiega soltanto il mondo: lo mette in crisi. Scava nelle zone…

2 saggi che devi assolutamente leggere adesso

Negli ultimi anni il saggio è diventato uno dei generi più potenti della narrativa contemporanea. Non più solo uno strumento accademico o divulgativo, ma un vero e proprio spazio di racconto, capace di intrecciare inchiesta, memoria personale e riflessione culturale.

Il saggio oggi non spiega soltanto il mondo: lo mette in crisi. Scava nelle zone d’ombra della società, affronta temi scomodi, rompe narrazioni consolidate. E lo fa con una scrittura sempre più ibrida, che prende dalla letteratura la capacità di coinvolgere e dalla realtà l’urgenza di dire.

I due libri che seguono appartengono a questa nuova stagione del saggio: opere che non lasciano indifferenti, che interrogano il lettore e lo costringono a prendere posizione.

2 saggi contemporanei da leggere subito

Sempre troppo e mai abbastanza. Come la mia famiglia ha creato l’uomo più pericoloso del mondo”, di Mary L. Trump, UTET

Questo saggio è molto più di un memoir familiare. È un’indagine psicologica, lucida e disturbante, su una delle figure più controverse della contemporaneità: Donald Trump. Ma il punto di vista scelto da Mary L. Trump, nipote del presidente ed esperta psicologa clinica, cambia completamente la prospettiva.

Non siamo davanti a una biografia tradizionale, ma a una ricostruzione intima e inquietante di un sistema familiare disfunzionale, che diventa la chiave per comprendere la formazione di una personalità pubblica.

Il cuore del libro è la figura di Fred Trump Sr., patriarca autoritario e manipolatore, che educa i figli secondo una logica brutale: vincere o essere annientati. In questo contesto, Donald Trump emerge come il prodotto più “adattato” a questo sistema, mentre altri membri della famiglia – come il padre dell’autrice – ne vengono schiacciati.

Mary L. Trump costruisce un racconto in cui la dimensione privata e quella politica si sovrappongono continuamente. Le dinamiche familiari diventano una lente attraverso cui leggere il potere, il narcisismo, la costruzione dell’immagine pubblica.

Uno degli aspetti più interessanti del libro è proprio questo intreccio tra psicologia e politica. Non si tratta di giustificare o semplificare, ma di comprendere. L’autrice analizza comportamenti, schemi, traumi, mostrando come certe modalità relazionali possano tradursi in scelte pubbliche e strategie di comunicazione.

La scrittura è diretta, priva di compiacimenti, spesso tagliente. Non c’è spazio per la nostalgia o per il sentimentalismo: il racconto è attraversato da una tensione costante, che deriva proprio dalla vicinanza tra chi osserva e ciò che viene raccontato.

Il titolo stesso, “Sempre troppo e mai abbastanza”, racchiude il nucleo del libro: l’idea di un’insaziabilità strutturale, di un bisogno continuo di conferma e di potere che non trova mai un punto di equilibrio.

Questo saggio è importante perché mostra quanto sia impossibile separare completamente la dimensione privata da quella pubblica. E quanto le storie familiari, anche le più invisibili, possano avere conseguenze enormi sul mondo.

Chi è l’autrice

Mary L. Trump è una psicologa clinica statunitense, nipote di Donald Trump. Laureata in psicologia, ha lavorato a lungo nel campo della salute mentale prima di pubblicare questo libro, diventato un caso editoriale internazionale. La sua prospettiva unisce competenza professionale e conoscenza diretta della famiglia Trump, rendendo il suo racconto unico e particolarmente incisivo.

Vertigine. ChemSex e mascolinità tossica: la generazione invisibile”, di Simone Alliva, Fandango Libri

“Vertigine” è un libro necessario, ma anche complesso, proprio perché si muove su un terreno delicato e spesso frainteso: quello del ChemSex e delle sue implicazioni all’interno della comunità queer maschile contemporanea.

Simone Alliva costruisce un racconto che si colloca a metà tra inchiesta giornalistica e narrazione intima. Non si limita a descrivere un fenomeno, ma prova a entrare nelle sue dinamiche più profonde: il rapporto tra desiderio, solitudine, identità e autodistruzione.

Il ChemSex, ovvero l’uso di sostanze psicoattive durante rapporti sessuali prolungati, viene qui raccontato non in modo sensazionalistico, ma come sintomo di qualcosa di più ampio. Un disagio che riguarda la costruzione della mascolinità, il bisogno di appartenenza, la difficoltà di vivere il proprio corpo e il proprio desiderio in modo libero e non giudicante.

Uno degli elementi più riusciti del libro è proprio l’equilibrio tra esposizione e rispetto. Alliva dà voce a esperienze reali, a testimonianze spesso dolorose, senza trasformarle in spettacolo. Il tono resta sempre controllato, consapevole della complessità del tema.

Allo stesso tempo, il libro non evita le contraddizioni. Mostra le ambivalenze, i momenti di piacere e quelli di caduta, la ricerca di connessione e il rischio di isolamento. È un racconto stratificato, che rifiuta le semplificazioni.

Negli ultimi tempi, “Vertigine” è stato al centro di un dibattito acceso, anche a seguito di interventi critici pubblici. Questo confronto ha evidenziato quanto il tema sia ancora sensibile e quanto sia difficile trovare una narrazione condivisa su queste dinamiche.

Proprio per questo, il valore del libro sta anche nella sua capacità di aprire una discussione. Non offre risposte definitive, ma invita a interrogarsi, a mettere in discussione stereotipi e silenzi.

La scrittura di Alliva è diretta, ma mai aggressiva. Alterna momenti più analitici a passaggi narrativi, creando un ritmo che accompagna il lettore dentro una realtà spesso invisibile.

“Vertigine” è un libro che può spiazzare, ma è proprio in questo spiazzamento che risiede la sua forza. Perché ci costringe a guardare ciò che spesso preferiamo ignorare.

Chi è l’autore

Simone Alliva è giornalista e autore italiano, da anni impegnato su temi legati ai diritti LGBTQ+, alle identità e alle trasformazioni sociali contemporanee. Collabora con diverse testate e si distingue per un approccio attento, documentato e sensibile, capace di affrontare argomenti complessi senza ridurli a narrazioni superficiali.