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“L’impronta del lupo”, tutte le novità sul ritorno del maestro del thriller Jo Nesbø

“L’impronta del lupo”, tutte le novità sul ritorno del maestro del thriller Jo Nesbø

Abbandonata (almeno per ora) la sua Oslo e il celebre Harry Hole, il maestro del thriller scandinavo attraversa l’Oceano per regalarci un noir americano, sporco e febbrile, ambientato a Minneapolis

L'impronta del lupo, tutte le novità sul ritorno del maestro del thriller Jo Nesbø

Più che una rottura rispetto al passato è un cambio di prospettiva, dal thriller procedurale a quello psicologico, il nuovo noir di Jo NesbøL’impronta del lupo” (Wolf hour). L’ultimo romanzo del maestro del thriller norvegese si inserisce fuori dal ciclo di Harry Hole ed è il primo ambientato interamente negli Stati Uniti: novità che non scalfiscono comunque il tratto distintivo noir delle opere di Nesbo.

L’impronta del lupo

Una metropoli ferita dalla violenza. Un poliziotto ostinato in cerca di risposte, anche su sé stesso. E un killer che si muove come uno spettro tra le maglie dell’America di oggi. Minneapolis, 2016. Quando un mercante d’armi legato alle gang è vittima di un attentato, gli indizi sembrano puntare verso un suo vicino, Tomas Gomez, che però tutti descrivono come tranquillo e perbene. Eppure Tomas Gomez potrebbe essere il misterioso Lobo, un assassino prezzolato che negli anni Novanta aveva scosso il mondo della criminalità locale con la sua ferocia.

Adesso sembra tornato, deciso a regolare vecchi conti in sospeso. Bob Oz è un detective con un passato doloroso e un problema con l’alcol e le donne, che compensa la mancanza di talento non arrendendosi mai. Il caso Gomez lo affascina, suo malgrado. E indagando, contro tutto e tutti, capisce che Lobo – “il lupo” – non è in cerca di vendetta, ma di giustizia.

Un nuovo antieroe: il detective Bob Oz

Dimenticate il detective infallibile. Il protagonista di questa storia è Bob Oz, un uomo che sembra aver perso il conto delle proprie sconfitte. Bob è un poliziotto ostinato, segnato da un passato doloroso e da un rapporto complicato con l’alcol e le donne. Non ha il talento scintillante di altri investigatori, ma possiede una dote rara: non sa arrendersi.

In “L’impronta del lupo”, Bob si trova a indagare sul caso Gomez, un omicidio che sembra legato a un nome leggendario nel mondo della malavita: Lobo, il lupo. Un killer-spettro che non cerca semplicemente vendetta, ma una forma distorta e personale di giustizia.

Jo Nesbø, il maestro del thriller norvegese

Jo Nesbø si è imposto come il maestro indiscusso del thriller norvegese non solo per la sua abilità nel tessere trame d’acciaio, ma per la capacità quasi chirurgica di sezionare la psiche umana, spingendosi dove altri autori esitano. La sua firma distintiva risiede in un equilibrio perfetto tra il realismo sporco delle strade di Oslo e una struttura narrativa iper-contemporanea, capace di manipolare il ritmo e le aspettative del lettore con colpi di scena mai gratuiti.

A differenza di molti suoi colleghi del Nordic Noir, Nesbø infonde nelle sue opere una dose di oscurità viscerale che trascende il semplice genere poliziesco: i suoi “cattivi” sono archetipi del male puro, mentre il suo eroe, Harry Hole, incarna la vulnerabilità di un uomo che combatte mostri esterni per non soccombere a quelli interiori. È questa profondità filosofica, unita a una scrittura densa e cinematografica, a rendere ogni suo romanzo un’esperienza che va ben oltre la risoluzione di un caso, trasformando il crimine in una riflessione universale sulla colpa, il sacrificio e la fragilità della giustizia.

Perché leggere “L’impronta del lupo”

Leggere questo libro significa scoprire un Nesbø che si diverte a destrutturare i canoni del genere. Se nei romanzi di Harry Hole la componente “procedurale” era forte, qui prevale l’indagine psicologica e sociale. Minneapolis diventa una metropoli ferita, un personaggio a sé stante fatto di contrasti brutali, dove il confine tra chi protegge la legge e chi la infrange è sottile come una lama.

Con questo nuovo thriller, Jo Nesbø dimostra che la sua capacità di generare tensione non dipende da un singolo personaggio, ma da una profonda comprensione del lato oscuro dell’animo umano. “L’impronta del lupo” è un viaggio senza ritorno in un’America spietata, un noir implacabile che conferma l’autore scandinavo come il re indiscusso del brivido contemporaneo.

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