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Una frase di Alberto Moravia per trovare il coraggio di cambiare quando è necessario

Una frase di Alberto Moravia per trovare il coraggio di cambiare quando è necessario

Il celebre scrittore romano, che ha saputo indagare come pochi altri le pieghe dell’animo umano le ipocrisie della borghesia, con una frase tratta dalla sua opera ‘’Gli indifferenti’’ ci ha lasciato una riflessione che oggi risuona più attuale che mai.

Una frase di Alberto Moravia per trovare il coraggio di cambiare quando è necessario

In un mondo che corre veloce, dove l’unica costante sembra essere l’incertezza, capita spesso di sentirsi intrappolati in una routine che non ci appartiene più, schiacciati dal peso di un’indifferenza che logora lo spirito. Ma cosa fare quando la realtà che ci circonda non riflette più chi siamo? La risposta, tagliente e necessaria, ci arriva da uno dei giganti della letteratura del Novecento: Alberto Moravia.

Moravia è stato uno dei più importanti romanzieri italiani del XX secolo. Collaborò con giornali come La stampa, Il Corriere della sera e L’Espresso. Tra i suoi libri più noti e tradotti in tutto il mondo Gli indifferenti, La ciociara. Inoltre è stato compagno di vita di Elsa Morante.

Il celebre scrittore romano, che ha saputo indagare come pochi altri le pieghe dell’animo umano e le ipocrisie della borghesia, ci ha lasciato una riflessione che oggi risuona più attuale che mai:

Sai cosa si fa quando non se ne può più? Si cambia.

Moravia e la forza liberatoria della rottura

In questa frase, apparentemente semplice, è racchiuso tutto l’universo moraviano. Moravia, autore di capolavori come “Gli indifferenti” e La noia, sapeva bene che il vero pericolo per l’uomo non è il fallimento, ma l’apatia. L’indifferenza, quel sentirsi estranei alla propria vita, è per lo scrittore una sorta di morte civile. Quando il “non poterne più” diventa il sentimento dominante, il cambiamento non è più una scelta opzionale, ma un atto di sopravvivenza morale.

Cambiare significa rompere il guscio dell’abitudine, smettere di subire passivamente gli eventi e tornare a essere protagonisti del proprio destino. Non è un atto di debolezza o di fuga, ma un atto di immenso coraggio: il coraggio di ammettere che ciò che abbiamo costruito non ci basta più e che meritiamo una nuova direzione.

La cultura come specchio del cambiamento

La cultura, e la letteratura in particolare, sono strumenti fondamentali per interpretare questi passaggi cruciali della nostra esistenza. I libri non sono oggetti muti da scaffale, ma compagni di viaggio che ci offrono le parole quando le nostre sembrano mancare. Moravia, attraverso i suoi personaggi spesso tormentati e in cerca di senso, ci mostra che il cambiamento parte sempre da una presa di coscienza interiore.

Il cambiamento di cui parla Moravia non deve necessariamente essere un ribaltamento macroscopico della nostra vita esteriore. Può essere un mutamento di prospettiva, un nuovo modo di guardare le relazioni, o la decisione di coltivare finalmente una passione messa da parte per troppo tempo. È quel “punto di rottura” che diventa, paradossalmente, un punto di inizio.

Cosa ci insegna questa frase oggi

Ma cosa ha da dire, concretamente, questa frase di Moravia all’uomo e alla donna di oggi? Viviamo in un’epoca dominata dall’ansia da prestazione, in cui siamo costantemente spinti a essere “di più”, a produrre di più, a apparire di più. Spesso, però, ci dimentichiamo di chiederci se siamo felici nel farlo.

L’insegnamento più prezioso che Moravia ci consegna oggi è la legittimità del limite. Dire “non ne posso più” non è un fallimento, ma un segnale prezioso che il nostro corpo e la nostra mente ci inviano. Ci insegna che abbiamo il diritto – e il dovere verso noi stessi – di fermarci e deviare il percorso. In un’era in cui tutto sembra fluido, il cambiamento consapevole è l’unica ancora di salvezza contro l’inaridimento dei sentimenti.

Moravia ci invita a non avere paura del “nuovo”. Spesso restiamo legati a situazioni tossiche o a lavori insoddisfacenti per paura dell’ignoto, preferendo un “male sicuro” a un’incerta speranza. Lo scrittore ci scuote, ricordandoci che la vita è movimento: restare fermi quando tutto dentro di noi urla di andare via significa, lentamente, smettere di vivere.

Se vi sentite oppressi, se la noia sta prendendo il sopravvento, prendete esempio dalle parole di Moravia. Non abbiate paura di “cambiare rotta”. Che sia un nuovo libro che stravolge le vostre convinzioni, un viaggio intrapreso da soli, o semplicemente la decisione di dire “no” a ciò che vi fa male, ricordate che il cambiamento è il motore della vita.

Come diceva Moravia, quando la misura è colma, è il momento di smontare i pezzi della nostra esistenza e rimetterli insieme in modo nuovo, dettando noi le regole del gioco. Perché la cultura, in fondo, serve proprio a questo: a darci la forza di cambiare e la capacità di immaginare un futuro diverso.