“La teoria di lasciare andare” Il libro numero 1 che sta cambiando la vita di milioni di persone

14 Gennaio 2026

La teoria di lasciare andare di Mel Robbins è numero 1 del New York Times e bestseller globale, spiega perché smettere di controllare gli altri è la chiave per riprendere in mano la propria vita.

"La teoria di lasciare andare" Il libro numero 1 che sta cambiando la vita di milioni di persone

“La teoria di lasciare andare” di Mel Robbins, in poche settimane ha conquistato le classifiche internazionali, diventando numero 1 del New York Times, del Sunday Times e di Publishers Weekly, con oltre due milioni di copie vendute in un solo mese negli Stati Uniti: un risultato rarissimo per la saggistica di crescita personale.

Alla base del successo c’è un’idea tanto semplice quanto controcorrente: smettere di sprecare energie cercando di controllare gli altri. Due parole, lasciare andare, che promettono di cambiare il modo in cui viviamo relazioni, lavoro, aspettative e fallimenti.

“La teoria di lasciare andare” di Mel Ribbons un libro salvezza

“La teoria di lasciare andare” è diventato il libro numero 1 perché intercetta una stanchezza diffusa: quella di dover essere sempre presenti, sempre disponibili, sempre in controllo. Mel Robbins propone una via alternativa, meno eroica ma più sostenibile: lasciare che gli altri vivano la loro vita, per tornare a vivere la propria.

Chi è Mel Robbins e che cosa fa

Mel Robbins è una delle figure più influenti nel panorama internazionale della crescita personale. Avvocata di formazione, autrice bestseller, speaker e conduttrice di uno dei podcast più ascoltati al mondo, Robbins ha costruito la propria autorevolezza partendo dall’esperienza diretta di crisi personali, ansia e senso di fallimento.

È diventata celebre grazie a “La regola dei 5 secondi” metodo che ha aiutato milioni di persone a superare la procrastinazione. Con La teoria di lasciare andare cambia però prospettiva: non propone una tecnica per “fare di più”, ma un modo per fare meno di ciò che ci logora, concentrandosi su ciò che è davvero sotto il nostro controllo.

Cosa dice la critica (estera e italiana)

Il successo di La teoria di lasciare andare non nasce solo dai social, ma è stato accompagnato da una ricezione critica attenta, soprattutto nella stampa anglosassone, che ne ha sottolineato il carattere pragmatico e non consolatorio.

Publishers Weekly, una delle testate editoriali più autorevoli a livello internazionale, evidenzia la chiarezza dell’approccio e la distanza dal semplice disimpegno:

«Con una prosa concreta e accessibile, l’autrice distingue con lucidità la sua teoria dal semplice “lasciar perdere”.»

Nella stessa recensione, la rivista sottolinea il nucleo del metodo proposto da Robbins:

«I lettori sono invitati a spostare l’energia che sprecano preoccupandosi delle opinioni altrui verso una vita più autonoma e consapevole.»

Publishers Weekly

In Italia, ANSA ha inquadrato il fenomeno come risposta a un disagio diffuso:

«La teoria di lasciare andare è un metodo collaudato che insegna a custodire tempo ed energie, concentrandosi su ciò che è davvero sotto il nostro controllo.»

— ANSA, “‘Let them’, lasciare andare è il nuovo mantra per la felicità”

Nel Regno Unito, “La teoria di lasciare andare” è stato segnalato da The Sunday Times come uno dei titoli di non-fiction più venduti del 2025

“La teoria di lasciare andare”:

Il punto di partenza del libro è una domanda destabilizzante: e se il problema non fossi tu, ma il potere che dai agli altri? Secondo Robbins, una parte enorme della nostra stanchezza emotiva nasce dal tentativo continuo di gestire reazioni, giudizi e scelte altrui.

La teoria di lasciare andare propone un ribaltamento radicale: non puoi controllare gli altri, ma puoi controllare come reagisci. Lasciare andare non significa rinunciare, subire o disinteressarsi. Significa smettere di vivere in funzione delle aspettative esterne e tornare a investire energie su ciò che dipende davvero da noi.

Robbins costruisce il discorso attraverso esempi concreti: relazioni sentimentali, rapporti familiari, dinamiche lavorative. Mostra come il bisogno di controllo sia spesso travestito da senso di responsabilità o amore, ma finisca per generare ansia, frustrazione e conflitti continui.

Uno degli aspetti più interessanti del libro è il rifiuto della retorica performativa del self help. Qui non si parla di diventare “migliori” per essere più accettati, ma di ridurre il rumore emotivo, smettere di cercare approvazione e accettare che gli altri abbiano il diritto di vivere secondo le proprie scelte.

Il linguaggio è diretto, accessibile, mai astratto. Robbins non promette felicità immediata: riconosce che lasciare andare è difficile, perché implica accettare delusioni, rifiuti e limiti. Ma proprio questa accettazione apre uno spazio di libertà nuova, soprattutto nelle relazioni.

Il libro funziona perché non chiede rivoluzioni interiori, ma piccoli spostamenti di prospettiva, ripetibili nel quotidiano. Ed è probabilmente questa concretezza a renderlo così condiviso.

Che cosa sono i libri di self help o crescita personale

I libri di self help nascono con l’obiettivo di fornire strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana: relazioni, lavoro, gestione delle emozioni. Negli ultimi anni il genere si è moltiplicato, spesso scivolando in promesse semplicistiche.

Titoli come La teoria di lasciare andare si distinguono perché non offrono soluzioni miracolose, ma cornici di pensieroche aiutano a ridimensionare aspettative e responsabilità. Non promettono il controllo totale, ma insegnano a riconoscere ciò che non lo è.

 

 

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