“Cosa guardiamo sta sera”? E cosa svela il cinema di noi
Dal mood serale alla ricerca di senso: “Cosa guardiamo stasera?” di Manlio Castagna racconta il nostro rapporto con cinema, serie TV ed emozioni quotidiane.

Scegliere cosa guardare è diventato più faticoso che guardare davvero. Passiamo minuti, a volte ore, a scorrere cataloghi infiniti, trailer automatici, consigli algoritmici, finendo spesso per rinunciare o scegliere qualcosa che non ci rappresenta. Eppure, quella domanda apparentemente banale, cosa guardiamo stasera? nasconde molto più di una semplice indecisione.
È una domanda sul tempo, sull’umore, sul bisogno di evasione o di confronto. È una domanda emotiva prima ancora che culturale. Il libro di Manlio Castagna parte proprio da qui: dal caos dell’offerta contemporanea per restituire al cinema e alle serie TV una funzione antica e necessaria, quella di orientarci.
“Cosa guardiamo sta sera?” Guardare non è passare il tempo, è scegliere come stare
“Cosa guardiamo stasera?” è un libro che parla di film e serie TV, ma soprattutto di noi. Del nostro bisogno di sentirci capiti, accompagnati, rappresentati. In un mondo che ci chiede continuamente di scegliere in fretta, Castagna ci invita a scegliere meglio.
Perché a volte il problema non è non sapere cosa guardare. È non sapere come ci sentiamo quando accendiamo lo schermo.
“Cosa guardiamo stasera?” non è una semplice guida ai titoli da vedere. È una bussola emotiva che attraversa cinema e serialità come strumenti per leggere noi stessi. Castagna seleziona 150 film e serie non per importanza storica o successo, ma per affinità emotiva.
Ogni consiglio nasce da una domanda implicita: Di cosa hai bisogno oggi? Consolazione, rabbia, leggerezza, catarsi, ironia, buio, romanticismo?
“Cosa guardiamo stasera?” Manlio Castagna, Rizzoli
Il valore del libro sta nel suo tono: personale, appassionato, mai prescrittivo. Ogni titolo è accompagnato da una riflessione che nasce dall’esperienza diretta, non dall’algoritmo. Castagna non dice devi vedere questo, ma forse oggi questo può parlarti.
Le recensioni, rielaborate a partire dai suoi interventi pubblici, costruiscono una mappa dell’audiovisivo contemporaneo che tiene insieme cinema d’autore e prodotti mainstream, serie cult e titoli meno battuti. Il risultato è una guida che non giudica, ma accoglie.
È un libro che può stare sul comodino, sul divano, accanto al telecomando. E che funziona proprio perché non pretende di essere definitivo: cambia con chi lo legge.
Il film giusto non è il migliore, è quello necessario
Uno dei punti più interessanti del libro è l’idea che non esista il film migliore in assoluto, ma il film giusto per quel momento. Questa prospettiva ribalta il modo in cui siamo abituati a parlare di cinema: non più classifiche, ma contesto.
Cosa succede se iniziamo a scegliere cosa guardare ascoltando davvero il nostro stato d’animo? Se smettiamo di inseguire il “capolavoro” e cerchiamo invece una risonanza? In questo senso, “Cosa guardiamo stasera?” diventa un piccolo manuale di educazione emotiva attraverso le immagini.
Chi è Manlio Castagna
Scrittore, regista e critico, Manlio Castagna è una delle figure più riconoscibili e autorevoli del panorama culturale italiano contemporaneo, proprio perché difficilmente riducibile a una sola etichetta. La sua forza sta nell’aver abitato, e fatto dialogare, mondi che spesso restano separati: cinema e letteratura, divulgazione e critica, formazione e intrattenimento.
Per anni legato al Giffoni Film Festival, di cui è stato una delle anime culturali, Castagna ha contribuito a educare generazioni di spettatori all’idea che le immagini non vadano solo consumate, ma comprese, interrogate, amate con consapevolezza. Il suo sguardo critico non nasce mai dall’alto, ma dall’esperienza concreta dello spettatore: guarda il cinema come spazio di incontro, non come territorio elitario.
Anche come scrittore, soprattutto nel campo della narrativa per ragazzi e young adult, Castagna ha sempre rifiutato la semplificazione. I suoi romanzi affrontano temi complessi (la paura, il desiderio, la morte, il potere delle storie) senza mai abbassare il livello, dimostrando una fiducia profonda nell’intelligenza del lettore. Non scrive per i giovani, ma con i giovani in mente: come interlocutori, non come destinatari passivi.
Nel suo lavoro critico e divulgativo emerge con forza una vocazione precisa: insegnare a vedere. Castagna non indica cosa è giusto amare, ma fornisce strumenti per capire perché qualcosa ci colpisce, ci respinge o ci resta addosso. È un mediatore culturale nel senso più nobile del termine: qualcuno che costruisce ponti tra opere e pubblico, tra emozione e pensiero, tra gusto personale e memoria collettiva.
In un’epoca dominata da classifiche, algoritmi e giudizi istantanei, la sua voce rappresenta una forma di resistenza gentile: invita a rallentare, a fare esperienza delle storie, a riconoscere il valore formativo dello sguardo. Non impone canoni, ma allena sensibilità. Non semplifica, ma accompagna.
Più che un critico o uno scrittore, Manlio Castagna è oggi una figura di educatore culturale, capace di ricordarci che raccontare, e imparare a guardare, è ancora uno dei modi più potenti per stare nel mondo.