Margherita Pogliani, ”Il digitale rappresenta un’opportunità che implica un’evoluzione delle case editrici”

SPECIALE LIBRI E DIGITALE – Due realtà che continueranno a vivere parallelamente, se saranno in grado di veicolare e mantenere alto il livello qualitativo e saranno coerenti con lo stesso stile editoriale. E’ questo il pensiero di Margherita Pogliani, direttrice del portale Style.it, sul tema digitale-cartaceo e sugli scenari possibili dovuti allo sviluppo della digitalizzazione…

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La direttrice del portale Style.it illustra quali possono essere gli scenari futuri in ambito editoriale in seguito allo sviluppo del digitale
 

MILANO – Due realtà che continueranno a vivere parallelamente, se saranno in grado di veicolare e mantenere alto il livello qualitativo e saranno coerenti con lo stesso stile editoriale. E’ questo il pensiero di Margherita Pogliani, direttrice del portale Style.it, sul tema digitale-cartaceo e sugli scenari possibili dovuti allo sviluppo della digitalizzazione in ambito editoriale. Secondo la direttrice di Style.it, il digitale rappresenta un’opportunità che porterà le case editrici a evolversi e sperimentare per anticipare i bisogni del lettore/utente.

 

Cosa differenzia la comunicazione di una testata in versione digitale rispetto alla sua controparte cartacea?
La vitalità, la freschezza, l’interazione. Una è solida, l’altra fluida.

 

Crede che il digitale rappresenti l’inevitabile evoluzione del cartaceo, oppure le due realtà continueranno a vivere parallelamente?
Entrambe: le due realtà continueranno a vivere parallelamente se veicoleranno manterranno alto il livello qualitativo e saranno coerenti con lo stesso stile editoriale. Il cartaceo saprà evolvere e sviluppare la sua brand line su tessuti digitali sempre più integrati e interattivi.

 

Anche i libri si stanno indirizzando sempre più verso il mondo digitale. Secondo lei è un’opportunità o un rischio?
E’ un’opportunità: basti pensare a casi di successo letterario dell’ultimo anno che, nati in versione solo digitale, hanno raggiunto prime posizioni nelle classifiche di vendita.

 

Come successo per la musica e per il cinema, teme che l’introduzione del digitale possa compromettere la proprietà intellettuale?
Compromettere mi sembra una parola grossa: modificare semmai, nel senso che la diffusione avviene su canali non tradizionali di vendita che renderanno meno riportabile all’autore la diffusione del libro.

 

Come vede, da qui a 5 anni, il mercato dell’editoria italiana con lo sviluppo della digitalizzazione?
Saranno necessarie evoluzioni, rischi, sperimentazioni ma soprattutto sarà necessario generare cultura sui clienti e sul mercato di riferimento per rafforzare l’importanza dei brand di valore, lavorando su integrazioni sempre più sinergiche tra prodotto, contenuto e piattaforme di diffusione. In sintesi cambierà l’approccio: sarà necessario sempre più anticipare i bisogni del lettore/utente adattando anche le metriche di rilevazione e di proposizione commerciale.

 

17 ottobre 2012