La storia d’amore tra Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio

L'amore leggendario tra Gabriele D'Annunzio ed Eleonora Duse rappresenta un'epoca cruciale per la cultura occidentale: la Belle Époque
La storia d'amore tra Eleonora Duse e Gabriele D'Annunzio

MILANO – Ritenuta la più grande attrice teatrale della Belle Époque, Eleonora Duse è stata un “mito” del teatro italiano a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. La leggenda narra di un romantico incontro nelle calli di Venezia tra lei e lo scrittore più celebre del tempo, il “poeta vate” Gabriele d’Annunzio. La città lagunare, del resto, è stata la cornice della loro tormentata storia d’amore, quella che lo stesso D’Annunzio ha raccontato nella sua opera Il fuoco.

L’incontro

D’Annunzio e la Duse si conoscevano già prima che sbocciasse l’amore a Venezia. Si erano incontrati a Roma molti anni prima, probabilmente affascinati e attratti l’uno dall’altra fin dal primo sguardo. Dieci anni dopo il loro primo incontro, nel giugno 1892, D’Annunzio le scrisse una dedica (Alla divina Eleonora Duse) su un esemplare delle sue Elegie romane. La Divina desiderò così conoscerlo. E nell’incontro veneziano si “abbandona alla presa di quegli occhi chiari, si sorprende a dimenticare tutta la sua amara sapienza della vita e a godere della lusinga che essi esprimono”.

La storia

Quando iniziò a frequentare D’Annunzio, l’attrice era già una celebrità in Europa e in America. E fu lei a portare sulle scene i testi teatrali di D’Annunzio: Il sogno di un mattino di primavera , La Gioconda, Francesca da Rimini, La città morta, La figlia di Iorio, spesso finanziando le produzioni. L’amore nei suoi confronti non fu del tutto disinteressato: il Vate si servì di lei non solo per la sua fama e bellezza, ma anche per pagare i tanti creditori. La Duse ne uscì tradita sia dal punto di vista sentimentale che lavorativo, dal momento che Gabriele D’Annunzio collezionò, si narra, circa 4000 amanti e nel 1896 le preferì l’attrice Sarah Bernhardt per la prima rappresentazione francese de La ville morte.

Nonostante le turbolente difficoltà, trascorsero insieme una decina di anni di passione e rotture, liti e tradimenti, ma anche di reciproca ispirazione artistica. Ci rimangono le foto, i diari, i romanzi e le epistole. Nel 1907 D’Annunzio scrisse nei suoi Taccuini : “Nessuna donna mi ha mai amato come Eleonora, né prima, né dopo. Questa è la verità lacerata dal rimorso e addolcita dal rimpianto”. 

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