Fabrizio Gifuni porta al Teatro Franco Parenti “Lo Straniero”

A partire dal romanzo cardine dell’esistenzialismo, uno sguardo sull’assurdità del destino e sull’estraneità al mondo
In foto Fabrizio Gifuni
In foto Fabrizio Gifuni

MILANO – Lo Straniero, un’intervista impossibile è il reading tratto da L’Etranger di Albert Camus con Fabrizio Gifuni. Ideato e diretto da Roberta Lena mentre la riduzione letteraria Luca Ragagnin per una produzione “Il Circolo dei lettori di Torino”. L’esistenzialismo francese portato a teatro dall’estro del bravo Gifuni con una rivisitazione che modernizza i dialoghi del passato. Dal 24 al 27 maggio al Teatro Franco Parenti di Milano.

LO STRANIERO – A partire dal romanzo cardine dell’esistenzialismo, uno sguardo sull’assurdità del destino e sull’estraneità al mondo. Un attore e un musicista/dj, uno spazio neutro e un’unica, forte, sorgente di luce. A scandire i quadri di questo racconto, brani musicali liberamente ispirati al romanzo: da Killing an Arab dei Cure a The Stranger dei Tuxedomoon.

 

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IL READING – Un reading-spettacolo tratto dal romanzo cardine dell’esistenzialismo in un adattamento che vede al centro la contrapposizione – e insieme fusione – di musica e parola. Con Gifuni ecco che le suggestioni di un brano dei Cure si alternano, scambiano e rincorrono con le parole Fabrizio Gifuni, attore tra i più sofisticati del teatro italiano capace di fare del reading un’arte sottile.

I COMMENTI –Gifuni non è nuovo a operazioni di trasposizione teatrale di importati testi letterari” ha commentato Gadda Pasolini, mentre Graziano Graziani: “Ma forse mai come in questo lavoro, dove l’attore resta immobile tra le aste dei microfoni, dando vita a una tensione palpabile, emerge chiaramente come la “carne” della letteratura in scena risieda tutta nella voce. Nella scelta dei timbri, dei toni, nella vera e propria “creazione” attraverso la voce di un personaggio”.

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