Alessandro D’avenia a teatro, l’arte di essere fragili e la ricerca della felicità

Ieri sera, l'insegnante scrittore è salito sul palco del teatro Carcano di Milano per raccontare, attraverso i versi di Giacomo Leopardi, cosa significa cercare la bellezza
Alessandro D'avenia a teatro, l'arte di essere fragili e la ricerca della felicità

MILANO – In una lettera rivolta al padre, dove annunciava che era fuggito di casa, Giacomo Leopardi scriveva: “…Preferisco essere infelice che piccolo, e soffrire piuttosto che annoiarmi…”, parole potentissime che sprigionano un enorme desiderio di vita. E se scoprissimo che il “poeta del pessimismo” altri non era che un cacciatore di bellezza che preferiva soffrire piuttosto che rassegnarsi ed interrompere la sua ricerca? Ieri sera, Alessandro D’Avenia, è salito sul palco del teatro Carcano di Milano per raccontarci, attraverso i versi di Giacomo Leopardi, la storia di un poeta che ha dedicato la sua intera esistenza alla ricerca della felicità, la storia di uno scrittore insegnate che ha sempre seguito le sue passioni e, senza dubbio, anche la storia di tutte quelle persone che, nonostante tutto, non rinunciano ad inseguire i propri sogni.

L’ARTE DI ESSERE FRAGILI A TEATRO – Alessandro D’Avenia prima di essere uno scrittore, è un insegnante. Ce l’ha ricordato ieri sera facendo salire sul palco anche i ragazzi della sua classe, parlando, con ironia e profondità, dell’importanza di far capire ai giovani la straordinaria bellezza delle loro imperfezioni e delle loro debolezze. E raccontandoci la capacità di vedere, attraverso i loro occhi, i sogni degli adulti che diventeranno. Sul palco del teatro Carcano, D’Avenia ha parlato d’amore, di arte, di poesia e di bellezza, ma sopratutto dell’importanza di difendere le cose fragili, perché è proprio dietro le crepe che si nasconde la luce. “Non conosciamo mai la nostra altezza finché non siamo chiamati ad alzarci”, scriveva Emily Dickinson, ed è proprio per questo che non dobbiamo mai rinunciare ai nostri sogni ed alle nostre passioni, perché solo se avremo il coraggio di cercare la bellezza anche nei momenti più bui  “arriverà al cielo la nostra statura”.

LEOPARDI CACCIATORE DI BELLEZZA – Chi di voi non conosce la delusione? Chi di voi non si è mai sentito tradito dalla vita o da una persona a cui aveva aperto il suo cuore? E così,  per paura di soffrire, costruiamo una corazza per proteggerci dal mondo e ci nascondiamo dentro le nostre fragilità. Tra le lacrime promettiamo a noi stessi:”mai più!” e, smettendo di cercare la bellezza, iniziamo ad essere superficiali, cinici e disillusi. Leopardi, invece, amava passeggiare con la testa sollevata verso il cielo per contare le stelle. Anche nelle notti più buie, cercava la luce e non rinunciava all’idea di guardare oltre l’oscurità, oltre la siepe dell’ermo colle, alla ricerca di una felicità che sembrava sempre sfuggirgli, eppure lui sapeva che esisteva, e che, solo chi avrebbe avuto il coraggio di soffrire e lasciarsi scalfire dal dolore della vita, sarebbe stato in grado di trovarla.

LA BELLEZZA DELLA POESIA, DALLE PAGINE DI UN LIBRO AL PALCO DI UN TEATRO – “Viviamo in un’ epoca in cui si è titolati a vivere solo se perfetti. Ogni insufficienza, ogni debolezza, ogni fragilità sembra bandita. Ma c’è un altro modo per mettersi in salvo, ed è costruire, come te, Giacomo, un’altra terra, fecondissima, la terra di coloro che sanno essere fragili”Il nuovo libro di Alessandro D’Avenia racconta un percorso di vita, in cui Giacomo Leopardi ci prende per mano e ci accompagna attraverso le diverse fasi della nostra esistenza per accettare e difendere la bellezza delle nostre fragilità, perché sono proprio quest’ultime ad identificare chi siamo, a renderci unici, a permetterci di guardare verso il cielo e non smettere di cercare la nostra “casa pensile in aria sospesa con funi a una stella”. Questo è solo un piccolo frammento di quello che Alessandro D’Avenia ha raccontato nelle pagine de “L’arte di essere fragili” e nel suo emozionante racconto teatrale, e la bellezza di ricostruire la vita partendo dalle cose fragili o spezzate è già di per sé il primo passo per trovare la felicità ogni giorno.

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