La partigiana diventata primo ministro donna

Tina Anselmi, 5 cose da sapere su una donna simbolo dell’emancipazione femminile

Tra i tanti incarichi di prestigio fu anche presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia massonica P2 di Licio Gelli subendo minacce e intimidazioni

MILANO – Il 31 ottobre ci ha lasciati Tina Anselmi, un personaggio noto ai più ma che molti, soprattutto giovani, potrebbero non conoscere. Una straordinaria donna morta a 89 anni a Castelfranco Veneto, dov’era nata. In 5 punti le tappe salienti della vita della partigiana diventata primo ministro donna, tra i tanti incarichi di prestigio fu anche presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia massonica P2 di Licio Gelli subendo minacce e intimidazioni.

  1. A 17 anni è costretta dai nazifascisti, insieme ad altri studenti, ad assistere all’impiccagione di trentuno prigionieri per rappresaglia. Col nome di Gabriella decide così di prender parte alla Resistenza prima come staffetta, poi al Comando regionale veneto del Corpo Volontari della Libertà.
  2. Laureata in Lettere, iscritta alla Dc, comincia a lavorare come insegnante e si impegna come sindacalista.
  3. Si occupa molto dei problemi della famiglia e della donna: si deve a lei la legge sulle pari opportunità. È fra coloro poi che promossero la riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale.
  4. Per tre volte sottosegretario al ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, dal 29 luglio 1976 è Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel governo Andreotti III: un fatto storico, perché diventa la prima donna ministro in Italia. Dopo quest’esperienza è anche Ministro della sanità nei governi Andreotti IV e V.
  5. È stata più volte presa in considerazione per la carica di Presidente della Repubblica.

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