educare alla gentilezza

Perché è importante educare alla gentilezza fin da piccoli

La pedagogista e docente Antonia Ragone spiega come educare alla gentilezza sin da piccoli sia fondamentale, nonostante i dispositivi di protezione stiano segnando il modo di relazionarci agli altri
Perché è importante educare alla gentilezza fin da piccoli

“Con la gentilezza si può scuotere il mondo”
Mahatma Gandhi

Con la freneticità della vita quotidiana, l’individualismo e l’egoismo dilaganti, l’effimero che primeggia sull’essenziale, la voglia di apparire anziché essere, la poca consapevolezza che le proprie azioni possano nuocere gli altri è lecito chiedersi se la gentilezza sia ancora un valore importante, soprattutto in questo 2020 segnato tragicamente dalla pandemia di Covid-19.

Il valore della gentilezza oggi

Oggi, infatti la gentilezza può sembrare un valore desueto, ormai demodè quasi una perdita di tempo perché l’uomo è troppo preso da sé stesso e dal suo ego prevaricatore, dalla sua smania di potere su tutto, dai modelli a cui deve conformarsi per non essere tagliato fuori dal mondo appariscente e luccicoso dei social network. Alcune volte, la gentilezza è confusa con atti di buonismo o tolleranza che spesso non hanno nulla di spontaneo, autentico o peggio è attuata solo pura convenzione sociale.

Eppure diceva il filosofo romano Lucio Anneo Seneca che “Ovunque ci sia un essere umano, vi è la possibilità per una gentilezza.”

L’uso di parole gentili

L’uso di parole gentili come “Grazie, prego, per favore, per cortesia, prego, mi dispiace” non deve essere ridotta ad una pura formalità ma deve essere una attitudine che viene dall’intimo del proprio cuore, una autenticità che riconosce l’altro come essere diverso da sé, quindi non visto come una minaccia, bensì cogliendo nella diversità un arricchimento reciproco. Un atto di gentilezza si genera ogni volta che abbiamo premura ed attenzione per gli altri in maniera disinteressata e spontanea, abbandonando l’individualismo che caratterizza l’essere umano di oggi che vuole primeggiare sempre e comunque. La gentilezza ha effetti positivi non solo su chi la riceve ma anche su chi la mette in pratica come proprio modo di vivere. Essere gentili insomma fa bene alla salute intesa come benessere fisico, psichico e sociale.

A chi educa spetta il compito di condurre il soggetto alla scelta e alla progettualità in modo tale che tra le varie possibilità che la vita concede, egli sappia scegliere le più arricchenti e produttive di senso per l sua esistenza (Contini 1999).

Cosa significa educare alla gentilezza

Educare alla gentilezza sin da piccoli è fondamentale, soprattutto per imparare a conoscere sé stessi, a dialogare costruttivamente, vivere il conflitto non in modo distruttivo ma costruttivo e a far crescere la consapevolezza del senso del proprio essere al mondo.

Educare alla gentilezza vuol dire:
– favorire l’empatia e l’ascolto attivo
– valorizzare l’acquisizione di comportamenti di cittadinanza attiva
– prevenire ogni forma di discriminazione
– valorizzare le differenze di genere, etnia, cultura
– ridurre i comportamenti aggressivi e lesivi
– prevenire bullismo e cyberbullismo
– consolidare il senso di appartenenza alla propria comunità

I bambini imparano ciò che vivono

Una poesia di Doothy Law Nolte del 1954 “I bambini imparano ciò che vivono” deve essere da monito per tutti per scuoterci dalla indifferenza brutale del mondo odierno. E’ necessario che l’uomo si renda conto che le sue azioni, i suoi comportamenti, atteggiamenti determinano effetti sia positivi che negativi a cascata sugli altri e di conseguenza sulla comunità di appartenenza. Un po’ come avviene per il “contagio” virale in corso, ognuno deve essere responsabile della sua salute e di quella degli altri mettendo da parte il soggettivismo.

Se un bambino vive nella critica impara a condannare. Vivendo nell’ostilità impara ad aggredire. Se un bambino vive nell’ironia impara ad essere timido. Vivendo nella vergogna impara a sentirsi colpevole. Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente. Vivendo nell’incoraggiamento impara ad avere fiducia. Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia. Vivendo nella disponibilità impara ad avere una fede. Se un bambino vive nell’approvazione impara ad accettarsi. Vivendo nell’accettazione e nell’amicizia impara a trovare l’amore nel mondo.

La giornata della gentilezza

La giornata mondiale della gentilezza è stata istituita il 13 novembre grazie a un movimento attivo in Giappone lo Japan Small Kidness Movement. Da lì poi si è diffusa a livello mondiale. In Italia dal 2000 il movimento ha sede anche a Parma ed utilizza il motto di una frase di Claudio Baglioni: “La gentilezza è rivoluzionaria”.

Quest’anno sarà ancora più importante per tutti fermarsi un attimo a riflettere su cosa sia per noi la gentilezza e valutare il peso che le attribuiamo nella nostra esistenza. La pandemia sta mettendo a dura prova tutti noi che abbiamo dovuto modificare la nostra quotidianità, fare i conti con un concetto di salute a cui non eravamo forse abituati. Le restrizioni sociali, la paura del contagio, i dispositivi di protezione individuale stanno segnando le nostre vite ed inevitabilmente il modo di relazionarci agli altri. Protetti dalla mascherina aiutiamo a non diffondere il covid-19, ma possiamo regalare sorrisi con i nostri occhi e contagiarci tutti si, ma di gentilezza.

Dott.ssa Antonia Ragone
Pedagogista e Docente

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