Discorso

“Ich bin ein Berliner”, il memorabile discorso di J.F. Kennedy sulla libertà

Era il 26 giugno 1953, quando il Presidente J.F. Kennedy, in visita a Berlino Ovest, pronunciava uno dei discorsi più memorabili del XX secolo
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26 giugno 1963. Il presidente statunitense John F. Kennedy, in visita a Berlino Ovest, pronuncia uno dei discorsi più celebri della storia del Novecento. «Duemila anni fa l’orgoglio più grande era poter dire “Civis Romanus sum”. Oggi, nel mondo libero, l’orgoglio più grande è dire “Ich bin ein Berliner“. Tutti gli uomini liberi, dovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso delle parole “Ich bin ein Berliner!”».

Il contesto storico

A meno di due anni dall’edificazione del Muro che, fino al 9 novembre 1989, avrebbe reso Berlino Ovest un’enclave all’interno della Repubblica Democratica Tedesca, Kennedy decise di visitare la città e far risuonare la sua voce a sostegno dei berlinesi dell’Ovest. Allo stesso tempo, il suo fu un duro attacco al comunismo. L’Unione Sovietica controllava la Germania dell’Est e impediva qualsiasi contatto tra Berlino Ovest e il resto della Repubblica Federale di Germania. Kennedy tenne il suo celebre discorso di fronte a un’immensa folla nella piazza del Municipio di Schöneberg, Rudolph-Wilde-Platz, oggi ribattezzata John F. Kennedy Platz. Una targa ricorda le parole pronunciate quel giorno. «Consentitemi di chiedervi, come amico, di alzare i vostri occhi oltre i pericoli di oggi, verso le speranze di domani. Oltre la libertà della sola città di Berlino, o della vostra Germania. Per promuovere la libertà ovunque, oltre il muro per un giorno di pace e giustizia, oltre voi stessi e noi stessi per tutta l’umanità. La libertà è indivisibile e quando un solo uomo è reso schiavo, nessuno è libero».

Il discorso di Kennedy

Sono orgoglioso di venire in questa città ospite del vostro onorevole sindaco, che ha simboleggiato per il mondo lo spirito combattivo di Berlino Ovest. E sono orgoglioso di visitare la Repubblica Federale con il vostro onorevole Cancelliere che da così tanti anni guida la Germania nella democrazia, nella libertà e nel progresso, e di essere qui in compagnia del mio concittadino americano Generale Clay che è stato in questa città durante i suoi momenti di crisi, e vi tornerà ancora, se ce ne sarà bisogno. Duemila anni fa, il più grande orgoglio era dire “civis Romanus sum”. Oggi, nel mondo libero, il più grande orgoglio è dire “Ich bin ein Berliner.” (Apprezzo l’interprete che traduce il mio tedesco). Ci sono molte persone al mondo che non capiscono, o che dicono di non capire, quale sia la grande differenza tra il mondo libero e il mondo comunista.

Che vengano a Berlino. Ce ne sono alcune che dicono che il comunismo è l’onda del progresso.
Che vengano a Berlino. Ce ne sono alcune che dicono, in Europa come altrove, che possiamo lavorare con i comunisti.
Che vengano a Berlino. E ce ne sono anche certe che dicono che sì il comunismo è un sistema malvagio, ma permette progressi economici.
Lass’ sie nach Berlin kommen.
Che vengano a Berlino.

[…]

Quello che è vero per questa città è vero per la Germania: una pace reale e duratura non potrà mai essere assicurata all’Europa finché ad un quarto della Germania è negato il diritto elementare dell’uomo libero: prendere una decisione libera. In 18 anni di pace e benessere questa generazione di tedeschi ha guadagnato il diritto ad essere libera, incluso il diritto di unire le famiglie, a mantenere la propria nazione in pace, in buoni rapporti con tutti.Voi vivete in una isola difesa di libertà, ma la vostra vita è parte della collettività.

Consentitemi di chiedervi, come amico, di alzare i vostri occhi oltre i pericoli di oggi, verso le speranze di domani, oltre la libertà della sola città di Berlino, o della vostra Germania, per promuovere la libertà ovunque, oltre il muro per un giorno di pace e giustizia, oltre voi stessi e noi stessi per tutta l’umanità. La libertà è indivisibile e quando un solo uomo è reso schiavo, nessuno è libero. Quando tutti saranno liberi, allora immaginiamo. Possiamo vedere quel giorno quando questa città come una sola e questo paese, come il grande continente europeo, sarà in un mondo in pace e pieno di speranza. Quando quel giorno finalmente arriverà, e arriverà, la gente di Berlino Ovest sarà orgogliosa del fatto di essere stata al fronte per quasi due decenni. Ogni uomo libero, ovunque viva, è cittadino di Berlino. E, dunque, come uomo libero, sono orgoglioso di dire “Ich bin ein Berliner”.

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