Concorso dirigenti scolastici, come funziona la prova orale

L'ex preside Giuseppe Adernò ci spiega tutto ciò che occorre sapere riguardo alla prova orale per diventare dirigenti scolastici
Concorso dirigenti scolastici, come funziona la prova orale

MILANO – Sono queste le ultime ore di attesa per vedere l’elenco degli ammessi alla prova orale e quindi diventare “Dirigenti scolastici”. Non doveva essere così, essendo stato bandito un concorso per essere ammessi al Corso di formazione per Dirigenti, ma ormai il dado è tratto, l’urgenza ha prevalso e le scuole hanno bisogno di dirigenti di qualità, capaci di guidare le Comunità scolastiche e di manifestare una leadership educativa e un’adeguata competenza amministrativa e manageriale dell’istituzione scolastica.

La prova orale che prende spunto da un caso da risolvere, con gli opportuni riferimenti a norme e disposizioni, dovrebbe consentire alla Commissione di verificare le competenze del futuro dirigente, il quale dovrà dimostrare di essere capace di coniugare le conoscenze teoriche ad una prassi e ad uno stile di relazione all’interno della Comunità scolastica.

Il caso da esaminare, assegnato dalla Commissione, va affrontato non soltanto direttamente nella soluzione del problema specifico, ma è necessario che venga opportunamente inquadrato nella tematica di riferimento generale: gestione, responsabilità, sicurezza, privacy, alternanza scuola lavoro, orientamento, didattica, valutazione, scuola-famiglia, centralità dello studente.

Nella riflessione di carattere generale il candidato manifesterà la sua idea di scuola, di organizzazione, di valutazione, di orientamento etc e come tutto ciò s’innesta nella concretezza del quotidiano, che vede il dirigente non come un semplice burocrate (ufficio complicazioni affari semplici!!) bensì come una persona di scuola che cerca il miglior bene per i suoi studenti e che tutti conseguano un positivo successo formativo.

L’ottica del risultato finale, segno di traguardo di competenza dovrebbe prevalere nella gestione dell’ordinaria amministrazione, come pure lo stile di cooperazione tra gli operatori, l’esercizio della delega, la premialità, la gratificazione per i risultati conseguiti, dovrebbe essere a monte di qualsiasi ansia o preoccupazione di contenzioso.

La contenziosite acuta, virus che colpisce molti dirigenti di oggi, potrebbe essere curata dalle vitamine educative e quindi guarire da codesta malattia che mortifica lo spirito della scuola-comunità aperta e in dialogo con il territorio. Una scuola presente, attiva, dinamica, proiettata verso la qualità del servizio, ha bisogno di Dirigenti attenti e pronti, sensibili e generosi nel camminare insieme agli altri operatori della Comunità scolastica, capaci di condividere i rischi e le responsabilità nella visione unitaria del “progetto scuola” di cui lo stesso dirigente si rende protagonista e garante mediante l’atto d’indirizzo e l’avvio di un efficiente piano di miglioramento.

La progettualità educativa (una volta si chiamava “Progetto Educativo d’Istituto”), che ingloba e motiva l’articolazione del “Piano Triennale dell’Offerta Formativa”, non può rimanere soffocata dalle risposte tecniche ai quesiti di ordine amministrativo e gestionale. La prova orale del concorso, unica prova significativa, deve mettere in moto l’ingranaggio della scuola attiva e quindi far emergere la stoffa del dirigente, le buone qualità personali di competenze dirigenziali, innestate nella leadership educativa che rende “atipica” originale e specifica la funzione e il compito del dirigente scolastico.

La formula apparentemente neutra e oggettiva di sorteggio e di assegnazione dei candidati alle 38 commissioni, al fine di garantire la massima trasparenza ed imparzialità della procedura concorsuale, fa certamente risparmiare lo Stato, ma a scapito dei candidati che dovranno affrontare notevoli spese di viaggi e soggiorni e poi…. circola in questi giorni la preoccupazione di candidati meridionali che saranno esaminati da commissari delle regioni del Nord Italia, dove in alcuni casi prevale l’atteggiamento di ostilità nei confronti dei meridionali. Ciò non dovrebbe avvenire tra persone di scuola, ma alcuni fatti accaduti nei confronti dei docenti meridionali fanno temere il persistere di atteggiamenti prevenuti e ostili.

Valutare con competenza e professionalità i futuri dirigenti, far emergere doti e qualità, stili e atteggiamenti dirigenziali, assicura alla scuola italiana un cammino di qualità e di sviluppo di cui oggi si ha tanto bisogno.

Ai fortunati ammessi alla prova orale, al di là delle fake news di previsione dei posti disponibili,  e dei vincitori sicuri, giunga il fervido augurio di intensificare lo studio e di prepararsi al colloquio orale con la mente giuridico-amministrativa, ma con il cuore didattico e proteso all’educazione, problema emergente della società di oggi, al quale la scuola ha il dovere e il compito di dare risposta efficace e significativa.

Dei circa 10 mila partecipanti compresi i 600 ammessi con riserva, saranno in tanti a restare delusi, ma, utilizzando il proprio codice di accesso, si potrà visionare il proprio elaborato, la griglia di valutazione e il verbale delle operazioni relative alla correzione, senza bisogno di formulare alcuna richiesta di accesso, e quindi accedere alla procedura dei ricorsi, constatando  come hanno ottenuto l’ammissione alle prove anche coloro che hanno riportato alla prova preselettiva  la votazione di 60/100, che a scuola, purtroppo, si entra per ricorso e non per concorso!

Giuseppe Adernò 

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