“Nella testa di una jihadista”, la strana storia di Anna Erelle

La nostra lettrice Letizia Castagnola ha recensito per voi "Nella testa di una jihadista" di Anne Erelle
La nostra lettrice Letizia Castagnola ha recensito per voi "Nella testa di una jihadista" di Anne Erelle

Anne Erelle, famosa giornalista freelance francese sulle tracce della Jihad, nel libro “Nella testa di una jihadista” cerca di comprendere, attraverso un indagine incessante, i comportamenti di tanti ragazze e ragazzi europei che si convertono all’Islam radicale. Questo fenomeno è terribilmente attuale quanto incomprensibile e accomuna i destini di tanti adolescenti pronti a trasferirsi in Siria con lo scopo di unirsi all’Isis e combattere la guerra santa contro i kafir, ovvero gli infedeli. Anne cerca di coglierne i motivi alla base di questo fenomeno in crescita e fortemente agevolato dai potenti mezzi di comunicazione attuali.

Cosa affascina le giovani donne che lasciano famiglie, parenti e amici per una vita ad estremo contatto con il sangue e la violenza? Quale tipo di realizzazione di sé vanno cercando? Cosa significa essere Donna? La reporter francese racconta la sua personale vicenda in “Nella testa di una jihadista”. Un’ esperienza di lotta e determinazione, un diario in cui la ricerca di comprensione è l’unica via da seguire per raggiungere la libertà, quella vera. Il proselitismo jihadista è efficace quasi accattivante e rappresenta una vera e propria strategia d’azione attuata dagli jihadisti, che considerano più facile conquistare l’Occidente avvicinandosi alle donne, considerate il sesso più debole ed influenzabile

Nel marzo del 2014 Anne si crea un’identità fittizia di neoconvertita, si fa chiamare Melanie ed entra in contatto con Abu Bilel, importante mujahiddin di origine europea. L’uomo ne rimane completamente affascinato. Melanie gli si mostra in videoconnessione con un niqab che lascia scoperto solo il volto. Abu è conquistato e in meno di ventiquattro ore le chiede di sposarlo, gli garantisce un futuro di gloria in nome dell’Islam e di libertà, ottenibile solo attraverso il sangue degli infedeli.

Abu Libel con tono autoritario le promette salvezza, offendendo il concetto stesso di vita, esaltando un fanatismo che non rispecchia i principi di nessuna religione o culto che meriti di chiamarsi tale. Una donna strumentalizzata, offesa, schiacciata dalla sua stessa natura. Anna ottiene molte informazioni da quell’uomo eccitato quanto autoritario e sfrontato, che non conosce limiti e riserve e che offende le tante donne che lottano tutti i giorni per un briciolo di dignità, affrontando le paure più comuni e talvolta giustificate.

Melanie accetta la proposta di matrimonio e si dirige in Siria ma al confine viene scoperta e costretta a tornare immediatamente in Francia: ora chiunque potrà abusare di lei, lapidarla, massacrarla, è più impura di un cane.
Anne Erelle è un esempio di coraggio, passione e forza, che la spinge a mettere a repentaglio la propria vita per comprendere il senso della vita stessa. Un diario d’inchiesta che vuole aprire gli occhi su una realtà tanto inconcepibile quanto terribilmente vicina alle nostre vite, oggi sotto costante minaccia.

Letizia Castagnola 

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