‘Divorati’, il ritorno alle origini del regista David Cronenberg

'Divorati' è la prima prova letteraria affrontata dal regista David Cronenberg. Reso celebre da film come “Crash”, ”La mosca”, ”Inseparabili” e dalle sue opere più recenti come “Cosmopolis” o “Maps to the stars”...

DIVORATI – David Cronenberg

 

‘Divorati’ è la prima prova letteraria affrontata dal regista David Cronenberg. Reso celebre da film come “Crash”, ”La mosca”, ”Inseparabili” e dalle sue opere più recenti come “Cosmopolis” o “Maps to the stars”, Cronenberg esordisce nel mondo della letteratura con un ritorno alle origini. Un ritorno a temi come la deformazione del corpo,la tecnologia e il sesso bizzarro. Nathan e Naomi, due fotogiornalisti ossessionati dalla tecnologia e impegnati in una relazione aperta, seguono due casi apparentemente privi di un qualsiasi collegamento. Il primo, che si occupa principalmente di medicina, è a Budapest per seguire un’operazione all’avanguardia. Divenuto amante della paziente,e dopo aver riscontrato un’insolita malattia venerea, vola a Toronto per incontrare il medico che l’ha scoperta. Naomi invece, appassionata di cronaca nera, è a Parigi per occuparsi di uno scandalo che sta diffondendo il terrore tra i cittadini. Celestine Arosteguy, nota filosofa e intellettuale, è stata ritrovata barbaramente uccisa e mutilata. I sospetti sembrano cadere sul marito Aristide, anch’egli noto intellettuale, marxista e anticonformista, scomparso poco dopo il ritrovamento del corpo. Le due vicende, che nascondono in realtà un unico filo conduttore, riportano alla luce le idee dell’autore in fatto di cinema.

 

UN ROMANZO CRUDO – Il romanzo è crudo, spudorato e non risparmia nulla al lettore, che si ritrova subito catapultato nell’universo del regista. Un universo caratterizzato da cospirazioni mondiali, critica spietata e patologie inusuali. Definito “una luce abbagliante che spalanca gli occhi” da Stephen King, ‘Divorati’ è in grado di tenere con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, e saprà sicuramente catture la vostra attenzione, soprattutto se avete apprezzato i film di Cronenberg.

 

Francesca Ferrandi 

 

 

 

8 febbraio 2015

 

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