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La poesia

“Ultimo frammento” di Carver, vivere sentendosi amati

La poesia di Raymond Carver “Ultimo frammento” è una sorta di bilancio finale della vita del poeta dove il sentirsi amati significa tutto

Domani ricorre l’anniversario dello scrittore Raymond Carver, nato il 25 maggio del 1938. Quando ha scritto questa poesia, Carver aveva quarantanove anni, era malato di cancro e sapeva che sarebbe morto di lì a poco. Racconta infatti, in pochi versi, il bilancio di questa esistenza troppo breve. Una vita che, fortunatamente, è stata piena d’amore. “Ultimo frammento” fu pubblicata postuma nella raccolta “Orientarsi con le stelle” e divenne l’epitaffio di uno dei maggiori narratori americani del XXI secolo. Quello del sentirsi amati, però, è un sentimento che non tutti hanno la fortuna di provare. 

“Ultimo frammento”

E hai ottenuto quello che

volevi da questa vita, nonostante tutto?

Sì.

E cos’è che volevi?

Potermi dire amato, sentirmi

amato sulla terra.

“Potermi dire amato”

Cosa significa sentirsi amati? Questa poesia di Carver è un inno alla vita, a tutto ciò che si può desiderare. Qualcosa di prezioso, di così prezioso da non avere prezzo, qualcosa che non può essere comprato: l’amore altrui. Una vita passata senza amore non è una vita vera. C’è pace nella poesia “Ultimo frammento”, felicità e pienezza. Nonostante tutto. Carver sta male, sta per morire. Il cancro al cervello e ai polmoni lo hanno condannato ad una fine precoce. Ma il poeta affronta la sentenza con la pace nel cuore (o perlomeno così si evince da questo componimento). “Ultimo frammento” infatti, può essere considerato il testamento poetico e spirituale di Carver.

Il dolore di chi, l’amore, non lo vive

Quanto è difficile condurre una vita in cui manca l’amore? Ancora peggio, però, è una vita vissuta con la coscienza di non essere amati. La solitudine di chi non vive l’amore è qualcosa di inspiegabile. Una voragine nera che porta alla quotidiana consapevolezza di non avere valore per nessuno, di non essere nel cuore di nessuno. L’amore dovrebbe essere un diritto universale. Sentirsi amati è un desiderio di tante anime sole. Senza l’amore non si può vivere, al più, si sopravvive. Trovare l’amore di qualcuno è come avere un piccolo angolo di paradiso in cui brillare, la certezza del supporto reciproco, della felicità condivisa, di un posto sicuro dove, anche se il mondo dovesse finire, la vita continua.

Cos’è dunque la felicità se non l’amore?

 

Raymond Carver

Scrittore, poeta e saggista, Raymond Clevie Carver Jr. nasce il 25 maggio del 1938 a Clatskanie, nell’Oregon, in una famiglia di umili origini. Nel 1973 pubblica su “Voices in American Poetry” alcune sue poesie, mentre l’anno successivo è redattore di “Spectrum”, rivista dell’Università di California a Santa Barbara, dove insegna. Nel 1987 Raymond Carver, con il racconto “Errand” vince il Prize Stories, ma lo stesso anno si vede diagnosticare delle metastasi al cervello partite dal cancro ai polmoni di cui soffriva. Entra a far parte dell’American Academy and Institute of Arts and Letters. Carver morirà il 2 agosto del 1988 nella sua casa di Port Angeles.

Orientasi con le stelle

Anche se sono stati i racconti a renderlo celebre, Raymond Carver ha sempre alternato alla prosa la poesia, con risultati di pari perfezione. Al punto che l’autore si considerava prima poeta e poi narratore. Questa raccolta completa dei suoi versi offre una visione totale di quella che è stata definita “l’altra musa” di Carver. Dalle prime poesie di Voi non sapete che cos’è l’amore (1983) all’opera matura di Racconti in forma di poesia (1985), Blu oltremare (1986) e Il nuovo sentiero per la cascata (1989), Orientarsi con le stelle, con l’aggiunta di tre poesie non incluse negli altri volumi, permette al lettore di assaporare l’evoluzione di una voce poetica indimenticabile.

 

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