Sei qui: Home » Poesie » Ti amai, la commovente poesia di Puškin su un amore finito
Poesie d'amore

Ti amai, la commovente poesia di Puškin su un amore finito

Ti amai è una poesia su un amore finito di Aleksandr Sergeevič Puškin: poeta, saggista, scrittore e drammaturgo Russo.

Ti amai è una poesia su un amore finito di Aleksandr Sergeevič Puškin: poeta, saggista, scrittore e drammaturgo Russo. Quando l’amore finisce, spesso, la scrittura ci aiuta a metabolizzare ciò che è accaduta. In questa poesia, dove il tormento, la sofferenza e la malinconia prendono il sopravvento, l’amore terminato diventa arte. Puškin, morto nel 1837, è considerato il fondatore della lingua letteraria russa contemporanea

L’amore che finisce diventa poesia

L’amore, anche quando finisce, in realtà, non finisce mai. Uno dei due rimane sempre dall’altra parte della porta ed ama in silenzio, ama col dolore tra le mani. Puškin parla proprio di questo, della sofferenza che caratterizza la fine di un amore. Parla del silenzio, parla di ciò che significa “arrendersi”.  “Ma se per te non è più tormento, voglio che nulla ti addolori”, scrive. Perché il pensiero principale continua ad essere il bene dell’altro. Un amore finito tenero, perché con il suo calore rimane fermo a quel punto di non ritorno (“teneramente ti ho amata”), 

dove un altro prende quel posto. Con una linea dritta al cuore, il poeta, romantico e malinconico, fa del suo amore pura arte. Aleksandr Sergeevič Puškin diventa l’alter-ego di ognuno di noi che, davanti alla sofferenza, avremmo voluto utilizzare le sue parole per esprimere i nostri sentimenti.

L'ultimo addio di Ugo Foscolo

“L’ultimo addio” di Ugo Foscolo, il dolore per un amore finito

Ugo Foscolo, nella poesia “L’ultimo addio”, interpreta la fine di un amore in cui i ricordi prendono il sopravvento e non ci lasciano andare avanti

Ti amai, la poesia

Ti amai, anche se forse
ancora non è spento del
tutto l’amore.
Ma se per te non è più tormento
voglio che nulla ti addolori.
Senza speranza, geloso,
ti ho amata nel silenzio e soffrivo,
teneramente ti ho amata come
– Dio voglia – un altro possa amarti.

 

Stella Grillo

© Riproduzione Riservata