Poesia

“Sensazione” di Rimbaud, la poesia che esprime la magia delle sere d’estate

La magia delle azzurre sere d'estate e quella impagabile sensazione di libertà raccontate dalla voce del poeta maledetto Arthur Rimbaud
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Arthur Rimbaud descrive, diciassettenne, la sensazione impagabile di percorrere, nelle azzurre sere d’estate, i sentieri campestri, accarezzato dalle spighe del grano, con i capelli al vento. Solo e silenzioso ma trasognato e con un amore infinito ad invadergli l’anima, si sente felice come avesse una donna accanto. Una sensazione che la maggior parte di noi conosce bene e che può ritrovare negli splendidi versi della poesia “Sensazione”, tratta dal volume “Tutte le poesie” di Arthur Rimbaud. 

Sensazione 

Le sere azzurre d’estate, andrò per i sentieri,
Punzecchiato dal grano, a calpestare erba fina:
Trasognato, ne sentirò la freschezza ai piedi.
Lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

Non parlerò, non penserò a niente:
Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,
Nella Natura, – felice come con una donna.

 

Arthur Rimbaud

Poeta maledetto per eccellenza, Arthur Rimbaud fu uno dei più grandi innovatori della poesia moderna. Iniziò a scrivere giovanissimo, a 15 anni, e subito intuì la necessità di liberarsi dalle convenzioni letterarie e metriche che vincolavano l’espressione poetica. Inquieto e vagabondo, riteneva che il poeta dovesse necessariamente farsi Veggente, ovvero discendere negli abissi della propria interiorità così da poterli trasporre in poesia. A questo fine, occorreva sperimentare tutto, condurre un’esistenza dissoluta, non porsi alcun limite. Così scriveva Rimbaud all’amico Paul Demeny: “Il primo studio dell’uomo che vuole essere poeta è la conoscenza di se stesso, intera. Egli cerca la sua anima, la scruta, la mette alla prova, la impara”. Rimbaud scrisse moltissime poesie, ma per breve tempo: solo dai 15 ai 19 anni. Poi abbandonò definitivamente la letteratura, ma continuò a viaggiare e a condurre l’esistenza sregolata che nel tempo gli valse la nomea di “poeta maledetto”. Morì a 37 anni, il 10 novembre 1891, a causa di una malattia che lo condusse prima alla paralisi e successivamente alla morte.

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