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“Ripenso il tuo sorriso”, la poesia di Montale sull’amicizia

Eugenio Montale scrive la poesia “Ripenso il tuo sorriso” per omaggiare un amico. Una dedica affettuosa sulla bellezza di un sentimento così pure come l’amicizia

“Ripenso il tuo sorriso” è una poesia contenuta nella raccolta Ossi di seppia. Eugenio Montale la dedica ad un suo amico, Boris Kniaseff, il cui ricordo si manifesta come consolazione nella pesantezza della vita. I ricordi diventano così moto di speranza per superare un momento di sconforto.

“Ripenso il tuo sorriso”

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellera i suoi corimbi;
e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s’esprime libera un’anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto si insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima di una giovinetta palma…

Il sorriso come ricordo indelebile

Spesso, quando siamo lontani da una persona a cui teniamo, ciò che più ce la fa tornare in mente è l’immagine del suo sorriso. Un sorriso è un segno indelebile che rimane nei nostri ricordi, un’immagine piena di fiducia e speranza capace di risollevarci da momenti neri, proprio come raccontato da Montale. In questa poesia il filo conduttore è proprio la memoria, quello che ci rimane ripensando a momenti felici o persone care.

La poesia

Solitamente l’interlocutore delle poesie di Montale è una figura femminile. in questo caso, invece, troviamo un uomo, caro amico del poeta. Il ricordo dell’amico dona serenità e conforto in un momento cupo della vita, in cui la quotidianità pesa sull’animo del poeta. La luminosità del ricordo del sorriso dell’amico fa contrasto, tra i versi, con la durezza del paesaggio arido, simbolo della realtà del presente. Montale però si interroga anche sul presente del dell’amico, chiedendosi se la leggerezza del suo sorriso sia ancora tale o se, anche lui, sia stato contagiato da quel ”male di vivere” che tanto tormenta il poeta.

 

Eugenio Montale

Eugenio Montale è stato uno tra i più importanti poeti del Novecento, capace di interpretare la crisi dell’uomo contemporaneo, avendo vissuto in prima persona le esperienze delle due guerre e la dittatura fascista. Nato a Genova nel 1896 e morto a Milano 1981, Montale fissò i termini di una poetica del negativo in cui il “male di vivere” si esprime attraverso la corrosione dell’Io lirico tradizionale e del suo linguaggio. Il dolore quasi cronico ed esistenziale provato dal poeta viene espresso in versi pieni di emozione capaci di muovere l’anima.

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