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poesie d'amore

“Per Jane”, la toccante poesia con la quale Bukowski rese immortale la sua amata

Nelle sue opere Bukowski mise a nudo le sue vicissitudini e la difficoltà nel relazionarsi con la gente. Tra le molte da lui scritte, "Per Jane" rappresenta forse la poesia più toccante e significativa.

Una toccante poesia d’amore. Charles Bukowski è stato un celebre poeta e scrittore statunitense. Egli, per via della sua esistenza all’insegna degli eccessi, venne considerato da molti il simbolo dell’anticonformismo e dell’antisocialismo. La sua attitudine provocatoria lo indusse a raccontare, mediante le sue numerose opere autobiografiche, fatti ed eventi in maniera del tutto originale, avvalendosi di un linguaggio estremamente crudo e controverso. A Bukowski, infatti, piaceva trattare tematiche poco convenzionali, parlando di argomenti di cui nessun altro aveva il coraggio di parlare.

Charles Bukowski, le poesie più belle

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Vi proponiamo una selezione delle poesie più belle di Charles Bukowski, scrittore controverso della letteratura americana

Nelle sue opere, e all’interno di ogni singola poesia, Bukowski mise a nudo le sue vicissitudini, raccontando il suo rapporto morboso con l’alcool, le numerose esperienze sessuali e la difficoltà nel relazionarsi con la gente. Tuttavia, fu proprio grazie a questa sua veemenza nell’esporsi che riuscì a suscitare all’interno di moltissimi lettori un vortice di emozioni, arrivando così a raggiungere la conclamata fama.

“Per Jane: con tutto l’amore che avevo, che non era abbastanza”, la poesia

Raccolgo la gonna,
raccolgo le perline scintillanti nere,
questa cosa che una volta si muoveva
attorno alla carne,
e do del bugiardo a Dio,
dico che qualsiasi cosa che si muoveva così
o che sapeva il mio nome
non dovrebbe mai morire
nel senso comune di morire,
e raccolgo il suo bel vestito,
tutta la sua bellezza andata,
e parlo a tutti gli dei,
dei ebraici, dei cristiani,
frammenti di cose che lampeggiano,
idoli, pillole, pane,
metri, rischi,
resa consapevole,
ratti nel sugo di due quasi impazziti
senza possibilità,
la conoscenza del colibrì, le possibilità del colibrì,
mi appoggio a questo,
mi appoggio a tutto questo
e riconosco il suo vestito sul mio braccio
ma loro non me la ridaranno indietro.

L’atroce dolore del poeta

Bukowski ebbe numerose donne nel corso della sua vita, ma solamente una, Jane Cooney, fu in grado di rapirgli veramente il cuore. La morte della donna, che avvenne nel 1962 a causa della stessa malattia di cui soffriva anche Bukowski, ovvero l’alcolismo, lo sconvolse pesantemente, al punto che il poeta decise di riversare tutto il suo dolore in una serie di poesie sentimentali e malinconiche.

Tra le molte scritte da Bukowski, “Per Jane” rappresenta forse la poesia più toccante e significativa. Con questa profonda lirica, Bukowski si prodigò nel ricordare la sua amata, riuscendo nell’impresa di renderla immortale nonostante lo scorrere inesorabile del tempo. Qui di seguito, il testo dell’opera.

Charles Bukowski

Henry Charles “Hank” Bukowski Jr., nato Heinrich Karl Bukowski, noto anche con lo pseudonimo di Henry Chinaski, suo alter ego letterario, è stato un poeta e scrittore statunitense. Ha scritto sei romanzi, centinaia di racconti e migliaia di poesie, per un totale di oltre sessanta libri. Il contenuto di questi tratta della sua vita, caratterizzata da un rapporto morboso con l’alcol, da frequenti esperienze sessuali (descritte in maniera realistica e senza troppi eufemismi) e da rapporti tempestosi con le persone. La corrente letteraria a cui spesso viene associato è quella del realismo sporco.

A partire dalla sua morte nel 1994, per celebrare la sua poesia sono stati pubblicati molti articoli e libri sia sulla sua vita che sui suoi scritti. Il suo lavoro però ha ricevuto relativamente poca attenzione dai critici accademici. HarperCollins/ECCO ha continuato a pubblicare nuove raccolte delle sue poesie, prelevandole dalle migliaia di lavori pubblicati sulle piccole riviste letterarie. L’uscita del 2007, The People Look Like Flowers at Last, conclude questo progetto: tutto ciò che ha scritto Bukowski (e che non ha distrutto lui stesso, come ha raccontato a Fernanda Pivano), è disponibile ora al grande pubblico. Bukowski stesso decise di pubblicare postume alcune di queste opere, un po’ per giocare con la morte, com’era nel suo stile.

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