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Giovanni Falcone

“Per Giovanni Falcone”, una poesia di Alda Merini sulla lotta alla mafia

Pochi giorni dopo la strage di Capaci, Alda Merini scrisse "Per Giovanni Falcone", una poesia dedicata al giudice e alla sua strenua lotta alla mafia

Il 23 maggio 1992 si ricorda la strage di Capaci, in cui fu ucciso il magistrato antimafia Giovanni Falcone. Oltre al giudice, morirono altre quattro persone: la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Una celebre poesia, scritta dalla poetessa dei Navigli Alda Merini, rende omaggio a questi eroi italiani.

Un atto di denuncia in versi

Qualche tempo dopo i tragici avvenimenti di Capaci, sull’onda della rabbia e dell’indignazione popolare per l’assassinio di Falcone, la poetessa milanese Alda Merini scrisse la poesia “Per Giovanni Falcone”, un omaggio al coraggio di chi aveva combattuto contro quel cavallo nero chiamato “mafia”.  Ma anche un atto di denuncia nei confronti di chi non ha mai preso le distanza della mafia e che ora sorregge il corpo morto di Falcone. La poesia esce nel volume “Ipotenusa d’amore“, edito da La vita felice nel 1994. 

Per Giovanni Falcone

La mafia sbanda,
la mafia scolora
la mafia scommette,
la mafia giura
che l’esistenza non esiste,
che la cultura non c’è,
che l’uomo non è amico dell’uomo.

La mafia è il cavallo nero
dell’apocalisse che porta in sella
un relitto mortale,
la mafia accusa i suoi morti.

La mafia li commemora
con ciclopici funerali:
così è stato per te, Giovanni,
trasportato a braccia da quelli
che ti avevano ucciso.

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