Una poesia di Paul Verlaine

“Noi saremo” di Paul Verlaine, la poesia che celebra la forza dell’amore contro qualsiasi ostacolo

Da Romeo e Giulietta all'amore clandestino fra un'israeliana e un palestinese, al bacio proibito fra due atlete russe, l'amore è da sempre lo strumento più potente per difenderci da un mondo che ci respinge
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Sono passati esattamente 124 anni dalla morte di Paul Verlaine, il poeta maledetto celebre per i suoi versi tormentati e per la relazione burrascosa con il diciassettenne Arthur Rimbaud. 

Chi è Paul Verlaine

Nato a Metz nel 1844, Paul Verlaine trascorre la sua giovinezza a Parigi, dove compie studi classici e si avvicina alla lettura dei contemporanei, come Charles Baudelaire e Théophile Gautier. Dopo la morte di suo padre, Verlaine si rifugia nell’alcol e nel 1869 pubblica Les fêtes galantes, dove celebra la sua vita dissoluta. Nel 1870 si sposa con Mathilde Mauté, grazie a cui vivrà un periodo di conforto e stabilità, restituito nella raccolta del 1870 La bonne chanson, da cui è tratta la lirica “Noi saremo”. Ma l’assedio di Parigi e l’incontro con Arthur Rimbaud rompono il fragile equilibrio di Verlaine, che lascia la moglie per vivere una relazione intensa e burrascosa con il giovanissimo poeta francese. 

Quando l’amore vince contro tutto e tutti

Da Romeo e Giulietta all’amore clandestino fra un’israeliana e un palestinese, al bacio proibito fra due atlete olimpiche russe, l’amore è da sempre lo strumento più potente per difenderci dal mondo esterno, da chi invece di accoglierci ci respinge, da chi guarda con invidia alla nostra felicità. In virtù della sua forza, l’amore ci rende immuni alle intemperie della vita, ci rende forte e fieri, ma anche indulgenti. Perché quando l’amore ti travolge, non puoi che restituire amore secondo un circolo virtuoso in grado di illuminare le tue zone d’ombra, di smussare i lati spigolosi della persona che sei. È quello che ci dice Paul Verlaine nella celebre lirica “Noi saremo”, dove il poeta legittima l’esistenza del suo amore di fronte a un mondo che respinge e giudica, che invidia, invece di lasciarsi attraversare dalle vibrazioni dell’amore. Nel sentimento amoroso il poeta trova uno spazio sicuro, protetto, un’isola nel mare di voci malevole che lo circondano, un bosco fitto, scuro e intricato, dove però si avverte il canto melodioso degli usignoli. Che il mondo sia dolce o irascibile voi, poco importa. Perché, innamorati, voi siete più forti di qualsiasi cosa. Voi siete.

Noi saremo

Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
che certo guarderanno male la nostra gioia,
talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?

Andremo allegri e lenti sulla strada modesta
che la speranza addita, senza badare affatto
che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?

Nell’amore isolati come in un bosco nero,
i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,
saranno due usignoli che cantan nella sera.

Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,
non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.

Uniti dal più forte, dal più caro legame,
e inoltre ricoperti di una dura corazza,
sorrideremo a tutti senza paura alcuna.

Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l’anima infantile
di quelli che si amano in modo puro, vero?

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