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poesie sulla pace

“Mi basta”, la poesia di Fadwa Tuqan che sogna un futuro di pace

Oggi leggiamo “Mi basta”, una breve poesia scritta da Fadwa Tuqan per esprimere il sogno di un futuro di pace.

“Mi basta” è un breve componimento che condensa in pochi versi l’amore per la terra natia, la speranza di non doversene mai separare e il sogno di un mondo in cui regni la pace. Fadwa Tuqan, celebre poetessa palestinese, ci rende così partecipi di un grande dolore: vedere un teatro di guerra nella sua amata terra, proprio come sta accadendo di questi tempi a uomini, donne e bambini ucraini, sofferenti non solo fisicamente a causa delle ferite e degli stenti, ma anche spiritualmente, terrorizzati dalla possibilità di perdere tutto, persino la terra in cui sono nati e cresciuti. Scopriamo insieme la bellezza dei versi che compongono “Mi basta”.

“Mi basta”

Mi basta morire sulla mia terra

essere sepolta in essa

sciogliermi e svanire nel suo suolo

e poi germogliare come un fiore

colto con tenerezza da un bimbo del mio paese.

Mi basta rimanere

nell’abbraccio del mio paese

per stargli vicino, stretta, come una manciata

di polvere

ramoscello di prato

un fiore

“Germogliare come un fiore”

“Mi basta” appartiene alla seconda fase della produzione poetica di Fadwa Tuqan, quella legata al conflitto israelo-palestinese e, più in generale, ai temi della guerra e della violenza in opposizione all’amore e alla libertà.

Gli undici versi che abbiamo letto sono lirici e delicati, e tuttavia parlano di guerre e sofferenze. Tuqan utilizza immagini semplici e naturali per descrivere la condizione di chi vede la propria terra martoriata dalla guerra e teme di doverla lasciare per sempre. Allora, l’unico desiderio di un uomo o di una donna è quello di poter restare nei luoghi conosciuti ed amati, di potervi morire, di potervi essere sepolti per poi divenire parte integrante di quella stessa terra e “germogliare come un fiore” (v.4).

La semplicità e la bellezza sognata dall’autrice si concretizzano nell’immagine del bambino, emblema di docilità e purezza, che raccoglie il fiore “con tenerezza” (v.5). Proprio in questo verso risiede la più grande speranza, proprio in quel “colto con tenerezza da un bimbo del mio paese” (v.5): Tuqan spera che Nablus non venga mai abbandonata dai suoi abitanti autoctoni, che le generazioni si susseguano felici e che ci siano sempre bambini che giocano e raccolgono i fiori nei prati della città.

Il commovente abbraccio finale tra l’io lirico e il suo paese completa il componimento e lo rende ancora più intimo e sentito. Leggendo “Mi basta”, leggiamo anche un grande amore ed una sincera speranza che, per un istante, ci fanno dimenticare il motivo per cui il componimento è stato scritto: la guerra.

Fadwa Tuqan, poetessa impegnata per la pace

Fadwa Tuqan nasce il 1° marzo 1917 a Nablus, città della Palestina che corrisponde all’attuale Sichem, situata in Cisgiordania. Divenuta una delle voci più note e apprezzate della poesia araba contemporanea, Fadwa Tuqan vive un’esistenza caratterizzata da indicibili dolori, sin da quando scopre di essere frutto di una gravidanza non desiderata.

Il padre, dispotico e severo, non le permette di proseguire gli studi, motivo che spingerà Fadwa Tuqan ad inaugurare un centro di studi sulla situazione delle donne a Nablus. È il fratello Ibrahim ad iniziare la giovane alla poesia: le insegna le regole della prosodia araba tradizionale e le fa conoscere i grandi poeti arabi. Così Fadwa inizia a muovere i primi passi nel mondo della poesia. I suoi primi componimenti sono delle elegie funebri, che condensano i temi romantici dell’amore, la natura, la tristezza, la solitudine…

Le molteplici raccolte di poesie pubblicate in arabo vengono tradotte in diverse lingue, fra cui l’inglese, il francese e l’italiano. Sono molti i premi che intanto Tuqan vince grazie ai suoi versi. Nel 1960 si trasferisce in Inghilterra, dove studia per due anni lingua e letteratura inglese. Torna poi a Nablus.

A partire dal 1967, anno in cui ha luogo la Guerra dei Sei Giorni, Fadwa Tuqan diventa una poetessa impegnata: tutta la sua produzione, che prima era intima e personale, adesso è volta alla resistenza e alle tematiche legate alla guerra. Fadwa Tuqan muore il 12 dicembre 2003, all’età di 85 anni. Le autorità palestinesi ne hanno annunciato la morte con queste parole:

“Annunciamo la morte della grande poetessa della Palestina, un talento innovativo e originale, figlia di Nablus, montagna di fuoco; figlia della Palestina, educatrice, combattente per la giustizia, icona culturale, eccezionale figura della letteratura e vincitrice della medaglia della Palestina: la poetessa Fadwa Tuqan”.

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