Biografie d'artista

Luce e poesia nelle nature morte di Giorgio Morandi

Ricorre oggi il 50° anniversario della morte di Giorgio Morandi, universalmente ricordato per le sue nature morte, intrise di luce e poesia. Oggetti del quotidiano (soprattutto bottiglie) che Morandi...

Per il cinquantesimo anniversario della morte di Giorgio Morandi, uno degli esponenti più poetici dell’arte del Novecento, la sua città Bologna, gli dedica una serie di iniziative gratuite ideate dal Dipartimento Educativo del MAMbo, che attualmente conserva l’archivio dell’artista

MILANO – Ricorre oggi il 50° anniversario della morte di Giorgio Morandi, universalmente ricordato per le sue nature morte, intrise di luce e poesia. Oggetti del quotidiano (soprattutto bottiglie) che Morandi eleva a protagonisti indiscussi delle sue tele, dipingendoli senza troppi dettagli nè colori ma che nonostante ciò, paiono rivivere sulla tela. Ciò che gli interessa, è l’indagine formale, la ricerca di una visione classica della forma, l’eternità e il silenzio delle ”cose” morte.

LA VITA – Giorgio Morandi (Bologna, 20 luglio 1890 – Bologna, 18 giugno 1964) è stato pittore e incisore, indiscusso protagonista della pittura italiana del Novecento ed è considerato tra i maggiori incisori mondiali del secolo. Fin da ragazzo dimostrò grande passione per l’arte figurativa convincendo i genitori a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove conobbe Severo Pozzati, Osvaldo Licini e Giuseppe Vespignani, giovani artisti in erba come lui. Dopo la morte del padre però, Morandi e la sua famiglia traslocarono in via Fondazza, dove ci rimase per tutta la sua vita. Morandi cominciò a dipingere nel 1911 e a esporre nel 1914 e, pur vivendo quasi sempre a Bologna, era fin da allora informato sulle opere di Paul Cézanne, André Derain e Pablo Picasso. Dopo un viaggio a Firenze, riconsiderò anche grandi artisti del passato come Giotto, Masaccio, Piero della Francesca e Paolo Uccello, che faranno parte dello sviluppo artistico del pittore bolognese. Morandi morì nella sua Bologna nel 1964. Nel 1992 è nato il Museo Morandi, dal 2012 trasferito temporaneamente nella sede del MAMbo, per consentire i lavori di ripristino di Palazzo d’Accursio in seguito agli eventi sismici che hanno colpito la regione Emilia-Romagna.

LA POETICA – La fama di Morandi è legata alle nature morte e in particolare alle ‘bottiglie’. I soggetti delle sue opere sono quasi sempre oggetti abbastanza usuali; vasi, bottiglie, caffettiere, fiori e ciotole che, composti sul piano di un tavolo, diventano i veri protagonisti della scena. La sua opera si compone anche di ritratti e paesaggi, che lui chiama “paesi” come i dipinti realizzati nella casa estiva di Grizzana. Usare pochissimi colori è una sua particolare caratteristica, che lo rende poetico e surreale e anche se non particolareggiava i suoi soggetti, si può notare come essi non perdano di realismo. Di grande importanza nel lavoro di Morandi sono le acqueforti così come le incisioni, realizzate fin da quando era ventenne. Forse l’oggetto che nell’immaginario collettivo rimanda maggiormente a Morandi sono proprio le sue bottiglie: colori tenui, spesso ‘gessati’, illuminati da una luce impalpabile, ma viva e magica. La bottiglia, quindi, da semplice oggetto funzionale, privata della sua identità specifica, si trasforma in una sorta di ‘musa ispiratrice’, da riempire ogni volta con nuovi significati, indotti dagli stati d’animo del momento.

IL 50° ANNIVERSARIO – In occasione del 50° anniversario per ricordare la morte dell’artista, il MAMbo di Bologna organizza visite gratuite al Museo e a Casa Morandi. In tempo per l’iniziativa, sono inoltre state restaurate 34 opere, inattese e intime, come i ritratti delle sorelle, del padre e dell’amico Giuseppe Raimondi. Ma vi sono soprattutto alcune Nature morte, una dozzina, realizzate da Morandi tra il 1923 e il 1953, mentre più tardi, ossia datati tra il 1960 e il 1962 vi sono cinque Paesaggi di Grizzana. Con la matita l’artista dà vita a composizioni finite e persino accurate, ma a volte alcuni contorni non vengono volutamente tracciati perché l’autore lascia alla luce il compito di definirli. E proprio a Grizzana, è in programma per luglio un calendario ricco di appuntamenti per ricordare le opere del Maestro.

18 giugno 2014

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