Poesia

L’Odio, la poesia di Wislawa Szymborska per capire il problema

Perché esiste l'odio? Le poesie e i grandi poeti ci aiutano a comprendere ciò che accade. E' il caso della poesia L'Odio di Wislawa Szymborska
LOdio la poesia di Wislawa Szymborska

“Guardate com’è sempre efficiente, come si mantiene in forma nel nostro secolo l’odio”. Parole dirette che nascono dal cuore e arrivano dritto al punto, quelle di Wislawa Szymborska. L’odio questo “sentimento di forte e persistente avversione, per cui si desidera il male o la rovina altrui”, lo definisce l’autorevole Treccani. Un sentimento terribile in grado di scatenare gesti, azioni e avere delle conseguenze estreme. 

La poetessa polacca, che nel 1996 è stata insignita dal Premio Nobel per la letteratura, con la semplicità dei suoi versi liberi mette in guardia da questo pericoloso sentimento. Una poesia che è possibile oggi leggere nel libro “La Gioia di scrivere” (Adelphi – 2009).

La poesia L’odio fa parte della raccolta La fine e l’inizio (Libri Scheiwiller – 1993) ed ha la forza di essere purtroppo sempre contemporanea. Dovremmo fermarci a riflettere maggiormente e a comprendere che l’odio può essere sconfitto semplicemente leggendo di più e aprendo il nostro ascolto al pensiero degli altri con il massimo rispetto. 

L’odio nasce dall’identità sociale

La Psicologia sociale ha ampiamente affrontato il problema dell’odio all’interno delle dinamiche di interazione dei gruppi sociali sociali. Diversi sono stati gli studiosi che si sono occupati dell’argomento tra questi Henri Tajfel e John C. Turner nell’ambito della loro Teoria dell’identità sociale. In estrema sintesi, i soggetti appartenenti ad un gruppo sviluppano atteggiamenti e comportamenti di forte partecipazione e condivisione  emotiva utili per la propria autostima (Ingroup). Nel momento del confronto sociale con gli altri gruppi diversi dal proprio (Outgroup) si possono generare degli atteggiamenti e dei comportamenti di forte tensione emotiva che possono sfociare in sentimenti negativi, dalle conseguenze distruttive.

I libri possono aiutare ad eliminare il problema

I libri raccontano il tema dell’odio da sempre. I grandi crimini della storia sono nati perpetrati in nome dell’odio verso il diverso. Pensiamo a cosa è stato fatto agli ebrei nei diversi periodi storici, soprattutto nei momenti di grave crisi economica o sociale. Ciò che colpisce è che anche le grandi epidemie o pandemie possono suscitare l’odio nei riguardi dell’altro, del diverso. Basta leggere “La Cattedrale del mare” di Ildefonso Falcones, un romanzo storiografico ambientato nella Barcellona del XIV secolo, per comprendere come durante la peste che colpì la città, gli ebrei divennero il capro espiatorio del terribile male: furono trucidati e il ghetto fu totalmente incendiato.   

Tornado alla poesia di Wislawa Szymborska, vi suggeriamo di leggerla riflettere sulle conseguenze che i sentimenti di odio e avversione possono avere sul destino dell’umanità.

L’Odio – Wislawa Szymborska

Guardate com’è sempre efficiente,
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l’odio.
Con quanta facilità supera supera gli ostacoli.
Come gli è facile avventarsi, agguantare.

Non è come gli altri sentimenti.
Insieme più vecchio e più giovane di loro.
Da solo genera le cause
che lo fanno nascere.
Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.
L’insonnia non lo indebolisce ma lo rafforza.

Religione o non religione –
purché ci si inginocchi per il via
Patria o no –
purché si scatti alla partenza.
Anche la giustizia va bene all’inizio.
Poi corre tutto solo.
L’odio. L’odio.
Una smorfia di estasi amorosa
gli deforma il viso.

Oh, quegli altri sentimenti –
malaticci e fiacchi!
Da quando la fratellanza
può contare sulle folle?
La compassione è mai
arrivata per prima al traguardo?
Il dubbio quanti volenterosi trascina?
Lui solo trascina, che sa il fatto suo.

Capace, sveglio, molto laborioso.
Occorre dire quante canzoni ha composto?
Quante pagine ha scritto nei libri di storia?
Quanti tappeti umani ha disteso
su quante piazze, stadi?

Diciamoci la verità:
sa creare bellezza
Splendidi i suoi bagliori nella notte nera
Magnifiche le nubi degli scoppi nell’alba rosata.
Innegabile è il pathos delle rovine
e l’umorismo grasso
della colonna che vigorosa le sovrasta.

È un maestro del contrasto
tra fracasso e silenzio
tra sangue rosso e neve bianca.
E soprattutto non lo annoia mai
il motivo del lindo carnefice
sopra la vittima insozzata.

In ogni istante è pronto a nuovi compiti.
Se deve aspettare aspetterà.
Lo dicono cieco. Cieco?
Ha la vista acuta del cecchino
e guarda risoluto al futuro.
– lui solo.

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