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La poesia

“L’estate è finita”, la poesia di Emily Dickinson per chiudere la stagione estiva

Siamo agli sgoccioli dell’estate e per accompagnare questo momento dell’anno vi proponiamo la poesia di Emily Dickinson

L’estate è quasi finita, quasi tutti ormai sono rientrati al lavoro, tra qualche giorno ricomincerà anche la scuola. Le giornate si fanno più corte e le temperature si abbassano, per l’occasione abbiamo pensato di proporvi la poesia di Emily Dickinson “L’estate è finita”.

“L’estate è finita”

Sono più miti le mattine

e più scure diventano le noci

e le bacche hanno un viso più rotondo.

La rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia.

La campagna una gonna scarlatta,

Ed anch’io, per non essere antiquata,

mi metterò un gioiello.

 

La fine della bella stagione

Il caldo torrido è ormai un lontano ricordo, le temperature si sono abbassate e il sole tramonta prima di giorno in giorno. L’autunno inizia ad annunciarsi ed Emily Dickinson con la sua poesia riesce perfettamente a dipingere questo momento. La fine dell’estate viene rappresentata dalla poetessa sia a livello del paesaggio che psicologico. In questo componimento Emily Dickinson esprime dolcemente tutta la gioia che la nuova stagione le porterà. L’autunno si insinua nelle giornate di fine estate portando aria fresca e giornate man mano più brevi, per esplodere poi con i suoi colori più tipici, la bellezza descritta in questo componimento fa nascere la voglia della stagione dei colori caldi e dei maglioni.

Emily Dickinson

Emily Dickinson nacque ad Amherst, in Massachusetts (USA), nel 1830. Ragazza intelligente e brillante che, come testimoniano i suoi scritti, apparentemente non risentì molto di questa rigida atmosfera. Frequentò l’Accademia di Amherst per sette anni e in seguito frequentò una delle scuole più importanti del New England, la Mount Holyoke Female Seminary. Emily si rifiutava di vedere gente, e non uscì dalla sua stanza neanche quando morirono i genitori. Fu una scrittrice molto prolifica, ma solo pochissime delle duemila poesie composte furono pubblicate durante la sua vita, conservava le poesie scritte su foglietti ripiegati e cuciti tra loro, in un cassetto della sua camera e furono ritrovate da sua sorella Lavinia solo dopo la sua morte nel 1886.

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