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Cogliere la bellezza delle piccole cose, una poesia di Wisława Szymborska

Troppo spesso pensiamo che per essere felici occorrano gesti eclatanti, grandi cambiamenti. "La vita" di Wisława Szymborska ci ricorda quanta straordinarietà risieda nell'ordinario e quanta bellezza possiamo cogliere nelle piccole cose che ci accadono ogni giorno.

Una poesia di Wisława Szymborska per riflettere sul valore della vita.

Avete mai pensato a quante azioni svolgiamo ogni giorno quasi come fossero automatiche? Sin dal primo momento in cui apriamo gli occhi, la vita si svela a noi con tutti i suoi misteri e la sua magia. E troppo spesso non ci accorgiamo di niente, perché occupati in attività che ci risucchiano in un vortice di compiti da adempiere, di appuntamenti da non mancare. Viviamo preoccupandoci per il futuro e rimuginando sugli errori del passato. Del presente ci dimentichiamo. Ce ne ricordiamo troppo tardi.

“La vita”, la poesia che vogliamo condividere con voi oggi, è un meraviglioso invito di Wisława Szymborska a cogliere la bellezza dei giorni che trascorriamo su questa terra, soffermandoci sulla straordinarietà delle piccole cose.

“Coprirsi di foglie, prendere fiato sulla sabbia, sollevarsi sulle ali”

Le poesie di Wisława Szymborska risuonano nel cuore con parole semplici che raccontano la meraviglia della vita. L’autrice polacca ha la grande capacità di esprimere emozioni e stati d’animo che sembrano ineffabili, inenarrabili. “La vita” non fa eccezione: in questi versi, Szymborska non parla di gesti eclatanti, eventi incredibili o discorsi altisonanti. Parla di “foglie”, di “sabbia”, del “pelo caldo” dei cani, della pioggia, della pietra e dell’erba.

Spesso ci si interroga su cosa sia la vita e su cosa significhi vivere. Szymborska ce lo racconta con sapiente delicatezza:

“La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo”.

La vita abita in ogni nostro gesto, nei nostri respiri, nell’erba che oscilla cullata dal vento. Abita nei più piccoli aneliti del mondo, nel nostro dolore e in ciò che non è dolore, nelle nostre sbadate dimenticanze, in una sera di pioggia scrosciante che ci lascia fradici, in ogni prima volta in cui ci imbattiamo mentre abitiamo i nostri giorni. Non esiste atto più poetico della vita. E questa poesia di Wisława Szymborska lo dimostra alla perfezione.

La vita di Wisława Szymborska

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla
nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

Wisława Szymborska

Wisława Szymborska è la più celebre poetessa polacca mai esistita. Tra le più amate e apprezzate dal grande pubblico, le sue raccolte hanno raggiunto numeri di vendita incredibili, pari ai più importanti autori di prosa, nonostante Szymborska abbia più volte ironizzato sul fatto che la poesia piace a non più di due lettori su mille.

Nata il 2 luglio del 1923 in una piccola città della Polonia occidentale di nome Kornik, Wisława Szymborska è cresciuta a Cracovia, dove ha studiato Lettere e Sociologia.

Abbandonati gli studi per via dei problemi economici della famiglia, ha iniziato a lavorare nelle ferrovie. Grazie a questo lavoro, è riuscita a scampare alla deportazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale. Szymborska ha poi lavorato come segretaria per una rivista di didattica e, allo stesso tempo, come illustratrice di libri. Molto attiva nella vita culturale della città, ha collaborato nel dopoguerra alla rivista “Walka” (Lotta).

Le poesie di Wisława Szymborska sono state pubblicate su varie riviste prima di essere racchiuse in vere raccolte poetiche. Il primo componimento, “Cerco una parola”, è uscito nel marzo 1945 sul quotidiano Dziennik Polski.

Dopo la pubblicazione delle sue prime raccolte, l’autrice ha ottenuto incarichi di redattrice in diverse riviste polacche. La terza raccolta poetica, “Appello allo Yeti” ha consacrato Szymborska al grande pubblico e alla critica. In seguito a numerosi premi e riconoscimenti, ottenuti tanto in Polonia quanto all’estero, è stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura nel 1996.

Wisława Szymborska ci ha lasciati il 1° febbraio del 2012 nella sua casa a Cracovia, morta nel sonno a causa di una malattia che l’ha consumata in pochi mesi.

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